Capitolo 1

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Pov di Kaya

Avete mai provato quella strana sensazione di vuoto che inizia da un momento all'altro e si impossessa di tutto, anche della felicità?

Io si

Io la provo continuamente.

Ricordo ancora come dopo la morte di mia madre quella sensazione mi ha spinto ad autolesionarmi con ferite gravissime per calmare i miei attacchi di panico.

Ricordo come per colpa di quella sensazione non mi sono goduta neanche un briciolo della mia vita.

E soprattutto Ricordo anche come quella sensazione mi ha tolto l'unica cosa a cui tenevo, l'unica cosa che emanava luce dentro al mio infinito buio.

Ricordo tutto.

Anche se non vorrei ricordare niente.

Ogni singolo ricordo del mio passato si è ancorato a me e non mi ha più lasciata andare.

Quel giorno è stato l'inizio della mia fine, una corda che col passare del tempo si è stretta sempre di più con l'intento di soffocarmi.

E devo ammettere che ci è riuscita alla grande.

*

Sono le 5 del mattino e io sono già sveglia.

Come al solito le pastiglie del sonnifero che mi ha prescritto il medico non hanno funzionato e i miei incubi hanno ancora sorpassato il muro che cerco di creare da tempo per lasciarmi alle spalle il mio passato.

Mi infilo il giubbotto di jeans sopra la mia felpa oversize preferita e apro la porta di casa di corsa cercando di non svegliare tutti come mi capita molte volte mentre esco di casa.

Cammino fino al garage dove mi aspetta il Pandino di zio Henry che ormai è diventato il mio migliore amico e compagno durante le mie scappatelle notturne per colpa della mia insonnia.

Ormai ho perso il conto di tutte le volte in cui mi sono svegliata nel cuore della notte madida di sudore dopo aver sognato per l'ennesima volta il viso privo di vita di mia madre durante uno dei tanti incubi che tormentano il mio riposo.

Inserisco le chiavi e il rombo del motore dell'auto mi risveglia del tutto.

Premo sull'acceleratore e guido per le strade semivuote di Maranello dirigendomi verso la pista di allenamento di Fiorano di cui so la strada a memoria ormai.

Solitamente a quest'ora del mattino non c'è mai nessuno in pista, ma quasi tutti i giorni dopo che vengo qui mi posso godere il via vai di piloti e meccanici della Scuderia Rossi che vengono qui per allenarsi e ottimizzare le prestazioni delle vetture come ad esempio la SR-24 di quest'anno.

Parcheggio la macchina affianco al cancello d'entrata che mi viene aperto gentilmente da Connor, il guardiano notturno che si è ormai abituato a vedermi tutte le notti o tutte le mattine, dipende quante pastiglie del sonno prendo la sera.

"Ciao Connor" lo saluto

"Ciao Kaya, anche oggi niente dormita?"

"Già" anniuisco sospirando

"Ne hai parlato con i tuoi zii?"

Scuoto la testa.

Connor mi guarda con dispiacere, poi mi fa cenno di entrare.

An Another RaceDove le storie prendono vita. Scoprilo ora