Capitolo 8

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26 maggio 1906


Quel pomeriggio di maggio il Palazzo Reale di Madrid era avvolto da un velo dorato di luce. Le stanze al suo interno risplendevano di marmi e stoffe pregiate. Il tenue alito di vento, proveniente dalle finestre spalancate, recava profumo di giardini in fiore. Le cortigiane, ormai consuete presenze nella vita della regina madre di Spagna Maria Cristina D'Asburgo, si muovevano con grazia evocando un'atmosfera di spensieratezza.

"E poi il vestito! Ho sentito dire che l'abito nuziale sarà confezionato nell'atelier di Julia de Herce!" disse una nobildonna mentre afferrava un pasticcino da uno dei vassoi d'argento.

"E poi il vestito! Ho sentito dire che l'abito nuziale sarà confezionato nell'atelier di Julia de Herce!" disse una nobildonna mentre afferrava un pasticcino da uno dei vassoi d'argento

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"Sì, è vero! Quaranta artigiani ci lavoreranno giorno e notte per finirlo in tempo" aggiunse un'altra ospite intenta a sventolarsi per il troppo caldo.

"E i pizzi portati direttamente dall'Inghilterra?" disse un'altra ancora.

"Sua altezza deve essere la donna più felice del mondo, non è vero? Presto avrà un gran da fare con tanti bei nipotini qui a palazzo!"

Le invitate emisero dei risolini eccitati. Maria Cristina mostrò un sorriso tirato rimanendo assorta nei suoi pensieri.

Ricordava il primo incontro tra suo figlio Alfonso, già Re di Spagna, e la principessa inglese Vittoria Eugenia di Battenberg.

Era stato proprio il Re d'Inghilterra Edoardo VII a far sì che i due si conoscessero durante una cena di gala a Buckingham Palace

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Era stato proprio il Re d'Inghilterra Edoardo VII a far sì che i due si conoscessero durante una cena di gala a Buckingham Palace. L'idea iniziale era quella di favorire la conoscenza fra il Re Alfonso e la candidata ufficiale Patrizia di Connaught, nipote dello stesso Re inglese, la quale però non aveva mostrato alcun interesse per il giovane monarca. Il giovane Re, ancora in cerca di una compagna da portare sull'altare, non si perse d'animo e rivolse prontamente le sue attenzioni sulla bellissima Vittoria Eugenia, cugina della prima pretendente.

Iniziò fin da subito tra i due giovani un rapporto epistolare che si protrasse in modo costante fino al giorno del loro fidanzamento.

"...e la torta? Sua altezza non vuole dircelo per fare a tutte noi una sorpresa, è vero di questa enorme torta, maestà? A me può dirlo! Non ne farò parola con nessuno!"

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