La figlia illeggittima del Re di Spagna Alfonso XIII deve morire.
Renata, la bimba sopravissuta, sembra avere un particolare legame con il mondo dei morti da cui è miracolosamente riuscita a fuggire.
Felix Mortiger, uomo senza scrupoli al servizio d...
Le campane della cattedrale di San Girolamo suonarono a festa.
La cerimonia nuziale era compiuta. Alfonso XIII e Vittoria Eugenia di Battenberg, si erano finalmente uniti nel sacro vincolo del matrimonio, nel bene e nel male, in salute e in malattia, in ricchezza e, per chi ci avesse voluto credere, in povertà.
La folla esultante rendeva omaggio alla coppia reale mentre scendeva lentamente le maestose scale esterne della chiesa. Ogni gradino era un ovazione, un applauso, un grido gioioso.
La carrozza reale, agganciata a quattro coppie di cavalli bianchi, era pronta a condurli in una trionfale marcia lungo le vie principali di Madrid. Un numero indefinito di cavalieri e di ufficiali in alta uniforme, si accingeva a formare un cordone impenetrabile a difesa dei novelli sposi. Felix Mortiger, in groppa al suo destriero, era a capo delle forze di sicurezza. Quest'ultimo, con un movimento del capo, diede personalmente il consenso al re di entrare dentro la vettura.
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I due monarchi presero posto sui sedili in prezioso tessuto, l'uno accanto all'altra. La sposa era radiosa. Sentiva di aver compiuto il primo passo verso un futuro sfavillante. La Spagna era con loro. Bisognava già pensare alle prossime mosse; compiacere gli invitati, circondarsi di figure amiche, governare nell'assoluto interesse del paese, e cosa più importante, dare alla luce l'erede al trono. Sarebbe stato tutto perfetto, riflettè Ena, qualora fosse venuto al mondo in tempi brevi, altrimenti, avrebbe comunque potuto generare una prole numerosa fin tanto che il maschietto non fosse nato. Cos'altro poteva desiderare di più? Lei, ora, era una regina, come aveva sempre sognato. Guardò intensamente Alfonso, tutto preso a salutare il suo popolo, in attesa che si voltasse dalla sua parte. Trattenne il respiro.
"Ti amo!"
Il giovane re sorrise, e poi, la mirò con espressione seria.
"Anch'io". Sembrava turbato e completamente assorto nei suoi pensieri.
"Ho bisogno di fumare! Non vedo l'ora di togliermi queste dannate scarpe e di accendermi una sigaretta!" continuò Ena.
"Fra non molto, mia cara, ora tutto il popolo di Spagna vuole renderci omaggio. Resisti ancora un poco" le disse con tono affabile.
La regina percepì della tensione, per la prima volta da quando erano fidanzati. Aveva detto forse qualcosa di sbagliato? Il suo novello sposo sembrava accigliato.
Il re socchiuse gli occhi in un sorriso indecifrabile, e poi rivolse lo sguardo nuovamente oltre l'apertura della carrozza. La mano riprese a muoversi in cenno di saluto.
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