Capitolo 1

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Febbraio 1902

Palazzo reale di Madrid

Quella mattina la regina madre di Spagna Maria Cristina D'Asburgo, si trovava a far colazione da sola nella grande sala del palazzo d'Oriente. Il maestoso tavolo, che da sempre aveva ospitato i personaggi più illustri della nobiltà europea e non solo, troneggiava in mezzo alla stanza. Sedeva come da sua abitudine ai margini, nonostante fosse di fatto la reggente di Spagna; il posto riservato al capotavola non era mai più stato occupato da quando il suo compianto compagno, nonché re Alfonso XII, se ne era andato per sempre. La tubercolosi se l'era portato via nel fiore degli anni, lasciandola sola a regnare un paese in perenne difficoltà economica. Il loro era stato sempre un rapporto molto complicato. Non era un segreto per nessuno che il monarca avesse avuto un appetito sessuale fuori dal comune. Starlet del teatro e della vita mondana in genere, avevano sempre fatto da contorno al suo gravoso e movimentato matrimonio.

Maria Cristina, da tutti chiamata amabilmente Christa, aveva sopportato e taciuto anche quando per l'opinione pubblica altro non sarebbe mai stata che la seconda moglie del re

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Maria Cristina, da tutti chiamata amabilmente Christa, aveva sopportato e taciuto anche quando per l'opinione pubblica altro non sarebbe mai stata che la seconda moglie del re. La sua predecessora, tanto amata da Alfonso XII e dal popolo stesso, se ne era andata dopo soltanto cinque mesi di matrimonio, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di suo marito.

Lei però una cosa buona l'aveva fatta. Dopo aver dato alla luce due figlie, aveva concepito, poco prima che il re morisse, il nuovo sovrano che tutto il paese attendeva. Alfonso XIII tra non molto avrebbe finalmente compiuto sedici anni; era un adolescente tutto sommato ben educato e con un'istruzione militare e cattolica soddisfacente ma... con un grande interrogativo. Christa sapeva che la mela non cadeva mai troppo lontano dall'albero e con suo grande rammarico, aveva già riscontrato in lui quella debolezza al fascino femminile che aveva avuto anche suo padre.

"Avete bisogno di qualcos'altro?" Le disse una delle sue fedeli servitrici.

"Sono a posto così".

La regina guardò la donna andare via con il vassoio. Non era chissà quale bellezza ma si domandò se anche una figura come quella avrebbe potuto attirare comunque l'attenzione di suo figlio.

La cameriera tornò dopo qualche minuto.

"Il presidente Sagasta avrebbe desiderio di incontrarvi".

"Molto bene dunque, ditegli pure che l'attendo nella stanza della musica".

La donna fece un inchino e sparì lungo i corridoi del palazzo.

Il vecchio Sagasta, figura politica di riferimento per tutto il paese, era un suo buon amico oltre a essere la mente che aveva guidato la Spagna dopo la morte del Re. In realtà era stato sempre lui a governare, anche quando Alfonso XII sedeva ancora sul trono. Ora che era vecchio e sempre più stanco Maria Cristina si domandò per un attimo chi avrebbe preso il suo posto se e quando fosse venuto a mancare.

La regina si recò nella sua stanza preferita, quella ove si trovava il grande pianoforte; primo oggetto che fu felice di trovare quando ancora giovanissima si trasferì dal suo palazzo di Zidlochovice in Brno.

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