Capitolo 18

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Dentro la piccola casa di campagna l'odore della cenere del camino si fondeva con il profumo del caffè caldo. Paula, con il dorso della mano, disegnò un arco sul vetro appannato della cucina. Le gocce di umidità tracciarono dei sentieri effimeri, scivolando lungo la superficie lucida. Oltre la finestra il suo sguardo si arrestò là dove la nebbia si ergeva come una barriera. I campi di grano sembravano addormentati sotto la carezza gelida dell'alba. Gli alberi, come guardiani silenziosi, facevano capolino dalle colline con i loro rami incorniciati di brina.

L'uomo che attendeva sarebbe arrivato a momenti.

La donna volse lo sguardo nella penombra della stanza. Sul grande letto che da sempre aveva condiviso con Mariano, i suoi figli, Álvaro e Lucia, dormivano stretti l'uno all'altra, avvolti in un sonno profondo. Poco distante, rannicchiata in un angolo del materasso, c'era la piccola Renata.

Da quando Mariano era stato imprigionato ingiustamente, la vita le era sembrata crudele. Aveva pregato lungamente il Signore affinché le riportasse indietro i giorni felici, quelli di quando il suo dolce compagno si aggirava ancora spensierato fra le mura domestiche, ma le sue suppliche sembravano essersi perse nel silenzio.

La legna ammassata sul retro dell'abitazione era quasi terminata. La scatola di latta, che custodiva i pochi risparmi della famiglia, giaceva semi vuota nella credenza. Era rimasta sola, e non poteva perdersi d'animo.

Ogni santo giorno si rimboccava le maniche per portare in tavola un pasto caldo ai suoi figli. Lavava i panni al fiume e faceva i piccoli lavori di cucito che le commissionavano le famiglie operaie della fabbrica Orbea Hermanos. Lo sciopero era tuttora in corso e il suo epilogo sembrava ancora lontano, ma in paese, i più sfortunati, si aiutavano reciprocamente come meglio potevano. Lei dopotutto era la moglie di Mariano Gallego Vicente, l'uomo che aveva pagato a caro prezzo la sua adesione alla rivolta.

 Lei dopotutto era la moglie di Mariano Gallego Vicente, l'uomo che aveva pagato a caro prezzo la sua adesione alla rivolta

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Fosse stata sola, senza la responsabilità di tre figli, avrebbe forse intrapreso strade diverse. Una delle probabili opzioni sarebbe stata quella di chiedere aiuto a sua madre, ma da quando aveva disonorato la famiglia per sposarsi con Mariano, aveva irrimediabilmente compromesso i rapporti con suo padre.

"Mariano non è l'uomo che fa per te" le avevano sempre detto i suoi genitori, "Francisco! Quello sì che fa al caso tuo! Ricco e con una famiglia solida alle spalle!" Ma lei, quel giovane e arrogante ufficiale dell'esercito, non lo aveva mai potuto soffrire. Troppo borioso, troppo sicuro di sé, e con un'idea tutta sua riguardo le donne. Un eventuale matrimonio l'avrebbe resa infelice per tutta la vita; avrebbe vissuto in ricchezza, ma certamente sottomessa a un uomo dai modi arroganti e poco gentili.

Di Mariano aveva amato fin da subito quel suo dolce modo di fare; schivo e riservato fino all'inverosimile, eppure capace di amarla in silenzio già da quando erano poco più che ragazzi. Soltanto in seguito le confessò Mariano che l'aveva amata da sempre, in disparte, aspettandola ogni benedetta domenica che facesse la sua apparizione in chiesa. Da qui, parallelamente, iniziò la devozione del suo futuro compagno nei confronti del Signore.

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