“Perché qui dentro puzza?”
“Ma che fai?” è un lamento, da parte di Simone, davanti all’ingresso di Laura in camera da letto senza preavviso. Cerca di coprirsi gli occhi con le mani, sbirciando l’orario sull’orologio da parete.
“Sono venuta a salvarti. Anzi, credevo fossi morto vista l’ora”
“Sono solo le dieci”
“Di un banalissimo giovedì. Di solito a quest’ora sei già in piedi da tre ore minimo e hai già fatto una corsa, una doccia e un’ora e mezza di lavoro”
“Sei diventata mia madre e non lo sapevo?”
“Ti devo tenere d’occhio, perché ieri poi ho ragionato sulla nostra chiacchierata e ho pensato avessi bisogno d’aiuto. E infatti, eccoti qui! Una larva umana. Quante sigarette hai fumato ieri sera?”
“Ma che t’importa? Ma poi perché dovrei aver bisogno d’aiuto? Sto bene. Ho solo fatto tardi…”
“Con chi?”
“Con uno che ho conosciuto in un locale…”
Con nessuno.
Ha fatto tardi con se stesso, steso sul letto tra una sigaretta e l’altra, a chiedersi quando fosse diventato così scemo, così cretino da farsi intortare da uno sconosciuto.
“Ok. Facciamo finta che io ti creda…”
“Perché non dovresti credermi?”
“Perché ti conosco. Comunque, dicevo… facciamo finta che io ti creda… hai dimenticato che stamattina avevi una riunione importante?”
“Cazzo…”
“Esatto.”
“Cazzo. Cazzo. Cazzo” salta su dal letto, correndo nel bagno che comunica con la sua stanza.
“La tua segretaria stronza ha interrotto il mio lavoro perché ti aveva dato per disperso. Comunque è riuscita a posticipare la riunione alle 15, perché ha intuito che non ti saresti presentato in tempo visto che ti chiamava da mezz’ora”
Frena i suoi movimenti, rilassandosi di colpo, e fa capolino con la testa dal bagno.
“Perché non me l’hai detto prima?”
“Perché altrimenti saresti rimasto a letto. Invece adesso ti prepari e andiamo a prendere un caffè insieme”
“Non so cosa tu voglia sapere, ma ok. E comunque si chiama Luana, perché continui a chiamarla così?”
“Perché vorrebbe scopare con il mio compagno e mi odia. Quindi io odio lei”
Simone sospira, uscendo dal bagno con l’espressione di chi è esausto.
“Io e te non stiamo davvero insieme. L’hai dimenticato?”
“Ovvio che no. Ma lei questo non lo sa, quindi il fatto che ci provi con te è altamente irrispettoso nei miei confronti. Lo prendo come affronto personale, stanne fuori!”
“Sei una cretina” sorride, scegliendo il completo per la giornata che poggia sul letto, pronto per dopo.
“Lo so. Ti aspetto giù, ti do solo il tempo di una doccia. Poi fili con me al bar. Hai molte cose da raccontarmi, Balestra” gli lascia un bacio su una guancia, non senza fare un’espressione schifata come se stesse baciando un appestato. Espressione appositamente esagerata, nel suo pieno stile, quella che fa ridere sempre Simone.
“Quindi è passato un altro giorno e tu continui a pensare di volerci scopare di nuovo?”
“Sì, è quello che ho detto”
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L'appuntamento [Simuel]
FanfictionSimone è un ricco imprenditore, Manuel un cameriere. Simone ha una regola: mai andare a letto con la stessa persona più di una volta.
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