21.

987 77 9
                                        

Per Simone è stato strano constatare quanta differenza ci fosse tra il modo di vivere Roma da parte di Manuel e il modo di vivere Roma da parte sua.

Lui conosce e frequenta i luoghi importanti, i luoghi in cui si consumano feste fino a tarda sera e in cui s’incontrano persone come lui.

Per beneficenza, per puro piacere o per lavoro.

Manuel conosce e frequenta i posti in cui il tramonto è più bello; quelli in cui puoi passeggiare da solo e senza che il mondo ti osservi troppo.

“Non credo di esserci mai stato, in questo parco…”

“Qua nessuno sa chi sei. Nessuno te guarda. E’ talmente grande, che a malapena la gente la incontri…”

“Non ti piace, la gente?”

“Ce lavoro, in mezzo alla gente” sorride, camminando accanto a Simone. Lentamente, con le spalle che a tratti si sfiorano. “Io amo stare da solo, ogni tanto. Non sempre, ma ogni tanto è bello.”

“Io odio stare da solo.” ammette Simone, quasi con un pizzico di vergogna.

“Dipende da che intendi, per stare da solo. Nella vita nemmeno a me. Forse non piace davvero a nessuno, anche a chi dice il contrario. Scegliere di stare da soli, in alcuni momenti, è un’altra cosa.”

“No, a me non piace mai. Io ho sempre bisogno di compagnia. Ho paura di restare solo, di morire da solo, di sentirmi solo”

Manuel si ferma, alzando leggermente lo sguardo verso di lui.

“Sei sempre circondato da mille persone…”

Lo sa, che questo non vuol dire un granché.

Non sa in quale altro modo reagire, però.

“Tu non la provi mai, questa sensazione?”

“Me piacerebbe ditte de sì, pe solidarietà… però no.”

Simone sorride sincero, riprendendo a camminare e cercando di raggruppare in un banale e breve discorso tutta la sua frustrazione di alcuni momenti.

“C’è solo una persona sulla quale potrei scommettere che, qualsiasi cosa succeda, correrebbe da me se ne avessi bisogno.”

“Laura?”

“Lei mollerebbe tutto e tutti, se solo glielo chiedessi. Ora. In un futuro non lo so. Le persone cambiano, si fanno una vita. Adesso è ancora troppo facile e scontato.”

“E i tuoi?”

“I miei sono presenti a modo loro. La vita li ha messi abbastanza alla prova. Non credo siano mai tornati quelli di sempre, nonostante il tempo che passa. Credo siano cambiati per sempre, come se fossero lì ad aspettare che il mondo pian piano crolli. E loro non si sposterebbero, perché forse non sentirebbero nemmeno il dolore”

“Io penso che, anche si facesse una vita tutta sua, Laura ci sarebbe”

“Probabilmente sì.”

“Però non è che devi pensà al peggio. Nella vita nessuno c’ha cento persone pronte a correre nei momenti de bisogno. Quelle persone so un contorno, ma la solitudine è un’altra cosa. La devi tenè a bada tu.”

“Sì, dillo alla mia terapista. Da quello che so, si è comprata una villa con piscina e spa interna, da quando mi conosce”

Manuel ride, portandosi dietro un velo di pesantezza che avrebbe potuto poggiarsi sulle loro teste.

“Me sembra giusto! La ricchezza va fatta girare!”

“Magari anche un po’ meno… però sì, è un problema mio. Ho un sacco di problemi”

L'appuntamento [Simuel]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora