22.

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Il tempo impiegato per tornare a casa aveva fatto in modo che Simone riuscisse a pensare più del dovuto.

Solo gli alberi e successivamente la strada, il traffico, il ritmo frenetico.

Aveva pensato di non potersi aspettare di più dalla sua vita.

Che le persone lo avrebbero deluso sempre, giudicato sempre, scaricato sempre.

Mai abbastanza, sempre vicino alla felicità senza mai abbracciarla davvero.

Manuel era invece tornato a casa con la rabbia di chi non riesce mai ad essere troppo diverso da se stesso.

Rabbia per sé, per le sue reazioni, per i suoi pensieri.

Aveva pensato che per una volta avrebbe potuto essere felice senza autosabotarsi, invece ci è ricaduto.

Sabbie mobili formate dal suo pregiudizio, dalla sua paura, dall’incapacità di pensare che qualcosa di realmente bello possa esistere, dal pensiero secondo cui la vita è mediocre e va accettata così com’è.

“Cosa piace a Simone?”

Il silenzio fa da padrone in questa chiamata tra lui e Laura.

Ha trovato su internet il numero di telefono del suo studio pur di rintracciarla. Una cosa che non avrebbe mai fatto: mai mettere in mezzo amici, parenti, chiunque non c’entri nulla direttamente con la propria storia.

Eppure si è sentito disperato, una volta tornato a casa. Per tutta la notte non aveva fatto altro che rigirarsi nel letto in cerca di una risposta fino a quando non si è reso conto che la risposta a volte non è niente di così complicato: vivere, lasciarsi andare, semplicemente fidarsi.

“Laura… ci sei ancora?”

“Ci sono, Manuel. Ma non credo di avere voglia di aiutarti in questo momento”

“Sei stata tu ad insistere l’ultima volta”

“Appunto. Quando pensavo meritassi una possibilità. Evidentemente ho preso un abbaglio pure io. Non sono la fata turchina, non faccio magie. Non devi conquistare me, quindi se vuoi prendi e vai da lui.”

“Ma te sei matta! Me sputa in un occhio”

“Beh, farebbe bene”

Sospira, Manuel, disperato e consapevole.

“Che se regala a uno che c’ha tutto?”

“Non lo so. Tu hai già pensato a qualcosa?”

Manuel non può vederla, ma Laura sorride senza lasciar trasparire un cedimento dalla voce. Resta fredda, imperturbabile. La conversazione tra loro prosegue perché Manuel lo sa, che vuole aiutarlo in fondo.

“Sì, ma è na cazzata e non è realizzabile. Te prego, aiutami. Ho provato a chiamarlo, a mandargli messaggi, ma non mi risponde da ieri”

“Quindi tra un po’ ti denuncerà per stalking, immagino”

“Lo farebbe?”

“Probabile. Potrebbe essere una mossa alla Simone Balestra. O comunque potrebbe minacciare di farlo.”

“Ok. Tolta la possibile denuncia di cui non me ne frega niente e m’accollo sto rischio…”

“Che vuoi sapere, Manuel? Che idea irrealizzabile avresti avuto?”

“Due biglietti per il concerto di Adele a Monaco. Sold out. Secondo te…” se ne vergogna, anche solo per averlo pensato.

“Secondo me?”

L'appuntamento [Simuel]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora