Nelle puntate precedenti: Manuel a na certa si rompe le scatole e decide di lanciarsi perché è stufo pieno raso e soprattutto innamorato di Simone quindi decide di affrontare il segno dell'Ariete che giustamente lo stava respingendo dopo mille cazzate fatte e scavalca il cancello della villa del nostro imprenditore dei sogni.
Ora inizia il capitolo che è stato un parto gemellare. 💕
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Sentirsi libero dai propri limiti, godersi il momento, quello che la vita ti ha presentato davanti e che per una volta, la prima, hai accolto.
Non subito, non senza lottare, ma l’hai accolto.
Manuel quasi non crede alle sensazioni che sta provando in quest’esatto momento in cui riesce perfettamente a vedere l’espressione di Simone.
Non perché lo stia guardando, ma perché quei baci lenti e dolci sulla schiena, mentre è seduto tra le sue gambe e gli da’ le spalle, gli sembrano qualcosa di molto vicino all’amore, al sentirsi in pace con tutto.
Immagina Simone guardarlo con quegli occhi lì: dell’amore, in cagnesco, con un piccolo sorriso sulle labbra per l’impossibilità di smettere di baciargli il corpo che fino a due minuti prima ha tenuto tra le mani in modo diverso.
“Te volevo fa un regalo…”
“Che regalo?” un altro bacio, questa volta sulla spalla, l’ultimo prima che Manuel si giri per guardarlo in faccia.
Seduti e incastrati sul divano.
“Ho pensato che è impossibile regalare qualcosa a una persona che ha tutto”
“Non è vero”
“E infatti ci ho pensato. Te volevo stupì e te volevo vedè felice”
“E a cosa hai pensato?”
“Se me sfotti, te lo giuro che prendo e me ne vado…” premette.
“Ti sembro uno che sfotte?”
“Sì. Comunque…”
Si gratta la fronte, con un’espressione buffa e bambinesca. “Te volevo portà a Monaco al concerto di Adele. Ho rintracciato Laura, le ho chiesto se potesse recuperà due biglietti in qualche modo, ma non c’è riuscita. Quindi alla fine ho mollato l’idea.”
Cerca di captare il significato dell’espressione di Simone in qualche modo, ma quest’ultimo sembra di pietra. Immobile. Illegibile.
“Te volevo regalà qualcosa che non t’ha mai regalato nessuno, ma penso davvero sia impossibile” continua Manuel, incapace di gestire quel silenzio che gli porta solo imbarazzo.
Simone, invece, sembra navigarci perfettamente in quel silenzio.
E ora sorride appena, intenerito e in fondo felice.
“Per una persona che come me ha tutto, ci sono solo due cose che qualcuno possa regalarle: il tempo e il pensiero. E tu hai messo in ballo entrambe le cose”
“Senza concluderne mezza” puntualizza Manuel, con un piccolo sorriso sulle labbra con il quale cerca di nascondere un’inadeguatezza che prova ogni volta in cui gli occhi di Simone si poggiano sui suoi in quel modo che non saprebbe nemmeno descrivere. Sa solo che Simone lo guarda così, come nessuno era stato mai in grado di guardarlo.
“Ho ricevuto troppi oggetti costosi, brutti e inutili negli ultimi anni della mia vita, per poter pensare che sia poco il fatto che qualcuno volesse regalarmi qualcosa che non gli piace solo perché consapevole del fatto che piacesse a me. In pochi sanno ciò che mi piace. A pochi lo dico. Pochi mi ascoltano”.
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L'appuntamento [Simuel]
FanfictionSimone è un ricco imprenditore, Manuel un cameriere. Simone ha una regola: mai andare a letto con la stessa persona più di una volta.
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