Gli spalti erano pieni di tutti gli studenti del campus. Le ragazze si erano messe tutte quante le magliette della loro squadra preferita. La penultima partita di calcio del campus stava per avere inizio . Negli spogliatoi tuttavia non c'era tutta questa ansia di iniziare . David, Stefano e tutti gli altri erano seduti sulle panchine di legno con le mani nei capelli. Gli altri facevano avanti e dietro . Non se la sentivano di giocare senza il loro capitano. Erano tutti preoccupati . Non era da loro rinunciare ad una partita ma questa volta la cosa era abbastanza diversa.
Toccava a David ora prendere le decisioni come vice e non sapeva che fare . Era Marco quello che prendeva le decisioni , quello che c'aveva sempre la soluzione giusta in ogni momento .
-Ragazzi io non me la sento - David stava seduto sulla panchina guardando per terra e poi l'intera squadra.
-Sono con te- Stefano lo appoggiava.
-Voi che dite?-
A quella domanda tutti gli altri della squadra si guardavano la punta dei piedi con le mani ai fianchi scuotendo la testa. Guardavano tutti David .Erano tutti col morale a terra.

La squadra di basket invece stava scalpitando in palestra. -Allora mucchio di stronzi- Cesare era molto determinato -a quei merdosi bulls gli facciamo il culo ok ? Determinati! Concentrati e ricordatevi lo schema. Nessun errore e diamoci da fare! Dai cazzo!-
-Siiiii- la squadra esultava fiera . Cesare batteva il cinque a tutti quanti prima di uscire dalla palestra e fumarsi la solita sigaretta. Lo faceva sempre prima di iniziare una partita. Lo aiutava a concentrarsi meglio. Stavolta non aveva perso tempo a camuffarsi per andare a vedere Marco alla partita. La sera prima gli aveva fatto troppo male e si era alzasti la mattina con un gran mal di testa grazie proprio a lui e a tutte le birre che si era scolato. No, stavolta si sarebbe fatto i cazzo suoi. Dalla palestra si poteva sentire lo speaker che commentava la giornata di oggi .
Stava buttando fuori l'ultima boccata di fumo che aveva preso col vento che gli soffiava in faccia.
-La perdi questa stronzo-
Il suo sguardo verso il campo di calcio pieno di odio .
- E aspetta poi quello che ti faremo dopo testa di cazzo. Stavolta ti faccio cagare in mano-
Stava già pensando al prossimo scherzo da fargli.

Siamo pronti al grande evento ! Scaldate le mani ! Alla mia destra la squadra degli Oxford! I giocatori entrarono in campo belli agguerriti , saltellando e correndo , determinati a vincere. Scrosci di applausi salirono dagli spalti alla destra del campo. I primi slogheggi degli ultras riecheggiavano li dentro . La folla era eccitata.
E alla sinistra invece , la squadra di casa! I campioni indiscussi di questo campus ! I Raven di Newhampton!
Applausi grida e trombe iniziarono a farsi sentire da tutti i tifosi del campus solo che, il vice capitano della squadra David usciva a passo lento e a testa bassa dall'entrata del campo mettendosi proprio al centro aspettando che gli venisse dato un microfono.
-Siamo felici di dove siamo arrivati oggi...ma non saremmo qui senza il nostro capitano Marco Rizzo che oggi è in ospedale . Non si sa quando e se si riprenderà. Quindi è con grande dispiacere che annuncio che la nostra squadra rinuncia a giocare senza il nostro capitano. Non ce la sentiamo!

Stava per rientrare nella palestra quando si era bloccato quasi istantaneamente appena aveva sentito la voce di David provenire dagli altoparlanti dello stadio. Stava agendo come di instinto . Aveva preso il cellulare e chiamò subito lui.
-Rispondi, rispondi, rispondi dai cazzo!-
Uno squillo, due, tre , quattro . Rispose solo verso la fine proprio quando Cesare stava per attaccare.
-Cosa vuoi testa di cazzo?-
-Dov'è?- rispose solo così
-Adesso vuoi saperlo ? Dove stavi ieri quando ti ha chiamato per almeno un centinaio di volte e quando mi ha scassato la macchina? Chi ti stavi scopando quando lui aveva bisogno di te e doveva dirti una stracazzo di stronzata? DOVE CAZZO STAVI PEZZO DI MERDA DOVE!-
-Dove sta Marco! Rispondi!-
-Stagli lontano -
-DIMMI DOVE STRACAZZO STA MARCO!- Cesare non aveva pazienza in quel momento . Aveva altro a cui pensare.
-È in ospedale , in coma . Hai ammazzato il mio migliore amico stronzo ! Ti meriti solo quello ! Spero si svegli solo per farti il culo dopo ! Perché si deve svegliare ! Marco è uno forte ! E prova di nuovo a entrare e uscire dalla sua vita che ti ammazzo con le mie stesse mani . HAI CAPITO FECCIA!-
David chiuse la chiamata. Cesare non pensò né alle minacce ricevute, nemmeno al tono che aveva avuto l'altro. Prese solo le chiavi della sua macchina e mise in moto correndo sulla strada sgommando e col cuore in gola per raggiungere l'ospedale il prima possibile . E affanculo alla partita di basket.
Parcheggió alla bene e meglio e uccise il motore scendendo dalla macchina quasi inciampando , stava quasi per cadere. Entrò in ospedale come un missile andando al bancone dove l'infermiera spaventata gli diceva di calmarsi.
-Voglio sapere solo dove si trova Marco Rizzo-
-Lei chi è?-
-il fratello - disse di getto . Lo sapeva che in quelle condizioni nessuno sarebbe potuto entrare nella sua stanza se non un familiare.
-Nome?-
-Dimmi solo dove cazzo sta!- rispose battendo i pugni sul banco -non so se è vivo o morto e io devo andare la! Dimmi la stracazzo di camera!- trattenne a stento la rabbia nei pugni . Il fiato corto per la paura, il cuore che gli batteva all'impazzata.
-8-
Era uno scherzo anche quello...
Sali le scale a quattro a quattro passando in rassegna i numeri delle camere fino a trovare la sua. Apri la porta ma chiuse gli occhi prima di girarsi per chiuderla . Ancora non voleva vederlo. Prego che fosse nulla. Sperava fosse qualcosa da poco. Sperava che stesse solo dormendo . Che non appena fosse entrato Marco lo avesse iniziato a prendere a parole svegliandosi.
Si appoggiò con la schiena contro il legno con gli occhi serrati ascoltando solo il brusio dei corridoi e il bip bip degli apparecchi di controllo del battito cardiaco . Gli apri piano.
Non avrebbe dovuto farlo . Fu solo lì che il fiato gli venne meno e perse forza nelle gambe cadendo per terra ai piedi della porta.
-No, no, no, non può essere no ! Questo è un altro scherzo per farmela pagare . Marco No!-
Le mani gli tremavano i gli occhi erano pieni e bagnati delle lacrime che gli rigavano le guance. Era come se avesse perso la ragione. Si raccolse in un gomitolo stretto . La testa tra le mani e le dita nei capelli stringendosi alle tempie .
Che ho fatto? Si domandò
Tentava di alzarsi in piedi ma le gambe non gli rispondevano. Si appoggiava ai mobili . Alla sedia che era vicino al letto per raggiungere il letto . Le mani gli tremavano il fiato gli mancava , la testa gli scoppiava e lo stomaco gli si era annodato come se qualcuno lo avesse preso e chiuso stritolato in un pugno. Marco era steso sul letto completamente bianco con una flebo di sangue in un braccio mentre l'altro era steso col palmo rivolto verso l'alto con le dita piegate.
Un labbro spaccato e dal sopracciglio già medicato gli scendeva un rivolo di sangue raggrumato sul lato destro del viso . Un gran livido sul lato dell'altro occhio.
Gli prese la mano tra le sue tremante,piano delicato . Era calda . Se la portò alle labbra pressandole contro la pelle .
-Perdonami- disse tra i singhiozzi -Scusa ti prego scusa. Lo so che dico sempre le stesse cose. Rimani sempre la solita testa di cazzo. Perché non mi sei rimasto lontano? Lo sai che sono sbagliato per te! Sono fatto male. Mi faccio promesse che non rispetto nemmeno io . Volevo starti lontano ma è impossibile . È che non riesco a farlo , che sono solo un grande egoista e sei l'unica cosa che ho di bello adesso! E non parlo di ora! Mi hai fatto sentire vivo dalla prima volta! -
Si sporse in avanti accarezzando piano il suo viso mentre l'altra la manteneva stretta a quella del biondino.
-Torna da me. Ti prego apri gli occhi. Io senza di te non sono nessuno. Non morire cazzo! Non ci provare nemmeno stronzo! Ti prego . Fa già male così per favore!-
Il resto delle parole oramai era un susseguirsi sconnesso di scuse , di singhiozzi e di pensieri morti nella gola secca . Il petto di Cesare si alzava e si abbassava velocemente. Si doveva ricordare di respirare prima di parlare e per ingoiare i rospi che gli si fermavano in gola .
Gli faceva male. Troppo , tanto male. Aveva fatto di nuovo tutto per conto suo , era stato di nuovo la gran testa di minchia di sempre . Stava rivivendo le stesse paure e gli stessi timori di quel giorno proprio come successe con suo fratello, solo che steso sul lettino non c'era lui ma c'era quello che gli faceva battere il cuore e che lo faceva alzare dal letto ogni giorno. Quello che lo faceva andare avanti . Il motivo per cui non aveva ancora mandato tutto a puttane nella sua vita. Quello che dava un senso a tutte le cazzate che faceva per lui. Marco era quella unica cosa giusta tra tutta la merda della sua vita. Voleva fare qualcosa. Ma si sentiva inutile, inerme, senza forze . Proprio come si sentiva ogni volta che lo vedeva fuori dalla finestra della sua aula .
-Non ti ho mai detto quanto veramente sei importante per me. Cosa significhi per me adesso . Cosa mi fai quando stiamo insieme. Te lo voglio dire. E tu mi dirai che è tutta una bugia ma almeno io te l'ho detto. Ero geloso. Ero di nuovo geloso. Posso stare fermo quando sei con la tua ragazza ma non con gli altri. Con gli altri no. Quelle carezze te le dovevo fare io , quando ti bacio il collo, quando inspiro l'odore della tua pelle, quando mi passi le tue labbra addosso che mi fanno prendere fuoco , quando mi sei sopra che mi fai sentire vivo , quando mi stai affianco a dormire nel mio letto e ti stringi dentro al mio collo .
Sei un cucciolo quando arrossisci, quando non sai cosa dirmi perché non lo sai nemmeno tu, solo con la scusa per vedermi e sei irresistibile quando fai il broncio la mattina perché vuoi il caffè. Cazzo Marco . Non riesco a toglierti dalla testa . Mi sono scordato di dimenticarti , quando tornavamo tardi la notte tra le strade della città , mi sono scordato di dimenticare quei pochi film che abbiamo visto insieme si, che non ci siamo mai stancati di rivedere e che abbiamo lasciato sempre a metà perché la voglia di te era troppa e io non so resisterti . Mi sono scordato di dimenticare le tue canzoni che adesso non riesco ad ascoltare più. Mi sono scordato di dimenticarci Marco . Non c'è mai stato un me e te, c'è sempre stato un noi scritto da qualche parte dentro di me che io non volevo vedere. Ma ti prego torna da me. Voglio tornare a quando eravamo solo io e te , e tutto il mondo fuori che faceva casino in sottofondo. Capisco sempre troppo tardi le cose . Sono incasinato e lo so, voglio solo esserlo con te-

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