Mi giro piano sul fianco, con una smorfia pigra. Ho i capelli arruffati e forse qualche graffio sul petto dal fastidio che sento . Ha appena iniziato ad albeggiare sono le 5 di mattina , ho perso l'aereo e non me ne frag niente . L'aria sa di sesso , respiro spezzati e poi qualcosa di buono , alito di sigaretta e tante bugie e parole dette tra i denti che non volevano uscire e poi dette piano. Guardo Cesare ,mentre apro gli occhi piano, che ha ancora un braccio mollamente poggiato sulla mia vita, e un'espressione serena che non gli avevo mai visto prima. Respira piano e i suoi occhi sono semichiusi la bocca leggermente aperta . Sembra un bambino che ha appena preso sonno se non fosse per la mascella squadrata e la spalla grossa che si contrae quando mi sono mosso.
«Stai russando da mezz'ora,» gli dico mormorando con la voce che graffia ancora dal sonno. Cesare non apre gli occhi. Mi sorride, lento mentre gli passo un dito sul petto grande e le sue fossette si arricciano-Bugia- dice - Io non russo stai vaneggiando-
-Ah no? - rido -Sembravi un trattore .Ho pensato di soffocarti con il cuscino a un certo punto-
Cesare ride piano, un suono basso, caldo che mi scalda il cuore poi mi stringe ancora di più e mi porta vicino alle sue labbra a pochi centimetri e poi apre gli occhi . C'è una luce nuova in quello sguardo, qualcosa che non cerca di nascondersi o di fuggire più via come faceva ogni volta che mi veniva dentro e dopo aver finito guardava sempre da un'altra parte .
-Avresti perso la tua unica fonte di calore notturna- mi dice -qua dentro si gela-
Non rispondo solo sorrido un'altra volta e rispondo al suo sguardo che si incatena al mio dentro quegli occhi nocciola e le sopracciglia folte . -Stai bene?- mi chiede piano, con un tono che non ha mai usato prima. Uno che sembra dire "sei salvo? ti ho fatto male?" Sto benissimo invece . Per quanto ci siamo scassati stanotte , forse proprio per quello , adesso sto bene e sento che niente potrebbe farmi sentire meglio se lui è qui affianco a me . Annuisco appena ma Cesare non si accontenta. Mi sfiora le labbra con un bacio leggerissimo, poi un altro sull'angolo della bocca, poi uno sulla fronte. -Stai bene tu?- gli dico -stamattina sei quasi simpatico - gli dico mentre faccio finta di mettergli una mano sulla fronte . No non scotta . Vederlo così dolce e affettuoso, protettivo mi sta preoccupando per un istante . L'ho visto così solo una volta al mio compleanno . Quando per la prima volta mi ha dato tutto se stesso e senza ribattere.
C'è silenzio per un istante e poi Cesare si solleva un po' e si appoggia sul gomito, e mi fissa sul serio, il suo sorriso che gli muore lento sulle labbra. Temo che ci abbia potuto ripensare in un attimo ma riprende a parlare accarezzandomi ora la guancia con la mano che aveva attorno ai miei fianchi - Ho smesso di lottare - mi dice piano. -Con te. Contro di me, hai vinto tu da quando ti ho baciato. E non me ne frega più niente di tutto il resto - Lo guardo in silenzio, mi si fanno gli occhi un po' lucidi, ma non distoglie lo sguardo mai . Non più. -Siamo due testardi del cazzo- mi dice lui -ma almeno adesso siamo qui, tu, sei qui -
Cesare mi afferra per la nuca e mi bacia piano, senza fretta. Uno di quei baci che non chiedono e non pretendono. Stanno solo lì, a dire "ci sono." Mi stringe la nuca piano e con il pollice disegna cerchi sulla mia mascella e io mi sento sciogliere . Cesare può essere tanto stronzo e possessivo quanto dolce e protettivo , e io stamattina mi sento come se nessuno potrebbe farmi del male mentre mi bacia così . Ieri sera lo avevo guardato come qualcuno che mi aveva portato a un passo dalla morte stamattina , invece, il mio salvatore . Quando ci stacchiamo senza che Cesare mi lasci la presa sul collo mi appoggia la fronte alla mia passandomi poi il pollice sul mio labbro inferiore -Ti amo- Sorrido , non riesco a fare altro gli ricambio il bacio -ti amo anch'io - Poi Cesare si dà una spinta sorridendo e scende dal letto completamente nudo . Siamo solo noi qui dentro quindi non mi preoccupo così tanto e nessuno credo venga a controllare . Mi stiracchiò mentre lo guardo andare verso il mobile per fare il caffè e la luce gli disegna il corpo e mette in evidenza i suoi pettorali e la linea della schiena che finisce su quel bel culo tondo e il suo cazzo già mezzo duro che si vede inconfondibile tra le gambe.
-Adesso fai anche il caffè - dico -pensavo non sapessi nemmeno accendere i fornelli di solito lo faccio io -
Cesare gira la testa con quegli occhi scuri e mi fissa intensamente ricordandomi che sono nudo anche io e il suo sguardo vaga su tutto il mio corpo e lo vedo che si sta mordendo le labbra mentre mette su la moka e accende il fuoco .
-Tu parli sempre troppo - mi dice -E tu mi guardi in un modo che sembra che vuoi di nuovo scoparmi- Mi viene vicino con la tazzina di caffè in mano e me la porge senza però cambiare il suo sguardo -Bevi il caffè prima che ti faccia dire cose peggiori- Io lo bevo senza però staccare gli occhi da Cesare che a sua volta finisce il caffè leccandosi le labbra e pigiando la tazzina sul bordo del comodino affianco al letto . Mi guarda famelico e pericoloso con quel sorriso da stronzo che lo sa quanto mi fa drizzare il cazzo . C'è una tensione nell'aria e si sente quando avverto il suo calore sulla mia pelle
-Posso fare tante cose, Marco - La sua voce è bassa, lo dice avvicinandosi alla mia bocca di nuovo , stavolta , il suo alito sa di caffè appena fatto e di parole sporche trattenute in bocca - Tu le conosci quasi tutte - mi dice passandomi un dito pigro sulla linea degli addominali proprio sotto il lenzuolo .
-Quasi?- gli rispondo .
Cesare mi sorride appena allungandosi verso di me togliendomi la tazzina dalle mani e bevendo il resto del mio caffè . -Quasi- mi dice leccandomi le labbra e pizzicandomi un capezzolo mentre con l'altra mano mette la tazzina vicino la sua . Mi bacia di nuovo e stavolta per bene come se nel bacio ci fossero tutte le sue intenzioni . Mi avrà baciato almeno un milione di volte stanotte ma mai e credo mai mi ci abituerò . Ogni volta è diverso e ogni volta mi fa sentire qualcosa di diverso . Mi tira i capelli e mi soffia contro il viso -E tu mi adori per questo- E cazzo se ha ragione
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Unspoken
RomanceSi odiano ma si scontrano sempre . Il capitano della squadra di calcio non ha bisogno del Cestista e vice versa . Marco però ha bisogno del corpo di Cesare e Cesare ha sempre fame di Marco . Quando le parole non dette ti fanno incazzare come una be...
