" É un vestito, non è un si”
La porta si aprì,un raggio di sole varcò la soglia illuminando tutta la stanza dov’ero segregata da qualche giorno.
Mi alzai,reggendomi debolmente in piedi sulle flebili ginocchia, alzai un angolino della bocca in un sorriso aspro,che venne portato via dalla paura che mi stringeva il cuore.
Mi affacciai alla porta in cerca di qualcuno,l’uscita dava sulla strada,un luogo che mi era familiare.
L’aria era fresca,il sole splendeva caldo nel cielo,evento a dir poco raro in Irlanda.
Mi incamminai lungo un marciapiede di cemento,le foglie degli alberi creavano un leggero fruscio ed io,dolorante,debole e confusa,stavo cercando di scappare dal mostro che mi aveva toccata ,usata e che mi aveva procurato ferite incolmabili.
Quella mattina percorsi molti chilometri,10,o forse 20,avevo perso il conto,ma arrivati a casa di Nolan che era situata più vicino rispetto alla mia,bussai delicatamente,con le ultime forze che mi erano rimaste ,sperando che ci fosse qualcuno.
Mentre aspettavo, arrivò una folata di vento,le foglie si alzarono e notai che due farfalle bianche,stavano danzando insieme nell’aria,facendo piroette,sfiorandosi,rincorrendosi,come se stessero vivendo la libertà e l’amore,per la prima volta.
Qualche minuto dopo,mi aprì un uomo alto,con i capelli simili a rovi che indossava una camicia azzurra e dei pantaloni attillati.
Lo squadrai dall’alto al basso e notai che aveva un distintivo sul petto: la polizia!
Entrai,superando il poliziotto, e corsi al piano di sopra,trascinandomi con la ringhiera delle scale; spalancai la porta di Nolan e lo trovai lì,sul balcone,senza maglietta e con grandi lividi sulle braccia, a guardare giù.
Mi precipitai da lui con il cuore in gola,lui si girò e gli cedettero le gambe,si inginocchiò davanti a me e si strinse a me,dandomi il suo amore più sincero.
Mi abbassai anche io,prendendogli il viso tra le mani e asciugandogli le goccine di rugiada che stavano cadendo dai suoi grandi occhi,gli baciai la fronte e,con un tono delicati gli dissi: “sono qui Nol,sono qui con te adesso
Nolan si alzò,mi guardò e si diresse sul letto,schiarendosi la voce.
«La polizia è arrivata sta mattina,mio padre si è presentato in centrale,costituendosi e lo hanno arrestato»
D’un tratto tirò un pugno forte sul pavimento,ferendosi le mani.
Gli afferrai il polso ,guardandolo negli occhi e sorridendo.
Va tutto bene Nol..
Avrei voluto parlargli, raccontargli tutto ma qualcosa dentro di me ,lo impediva.
« Cosa ti ha fatto? Dimmi cosa ti ha fatto! Perché tu eri con lui?»
Annuii,lo portai in bagno e lo guardai,come per ricevere il suo consenso.
Lui non fece alcun gesto così,iniziai leggermente a tamponare il suo taglio,cercando di essere delicata,di non fargli del male.
« Quella sera Nol,ho incontrato tuo padre per parlare di te,per provare ad aiutarti. Ho iniziato a raccontare di te ma poi…» Mi fermai,non potevo raccontagli tutta la storia,gli avrei fatto del male.
« Cosa ti ha fatto Ida,cosa ti ha fatto!?»
Sospirai.
«Si è alzato e mi ha toccata..ho cercato di farlo smettere,di scappare,ma lui…mi ha u- usata e poi t- trascinata in quella stanza buia.
La mia voce iniziò a tremare e ben presto,persi il controllo delle mie emozioni.
Nolan non rispose, deglutì violentemente e fece un respiro profondo.
Stava cercando di controllarsi,per me,per non spaventarmi.
«Mostrami i lividi Ida»
Io scossi la testa,ormai avevo confessato ma di certo non avrei potuto lanciargli una freccia nel cuore ,non potevo mostrargli nulla.
«Ho detto mostrami i lividi Rossa» Nolan ripeté,facendo intendere che non era una richiesta,era un obbligo e che avrei dovuto mostrarglieli.
Iniziai così a svestirmi,togliendo le maniche,facendole scivolare sul mio magro corpo,poi tolsi i pantaloni,rimanendo in intimo ,mentre Nolan mi ammirava.
Il mio corpo era pieno di macchie viola,verdi e blu,di graffi,come se avessi lottato contro un orso.
Il ragazzo misterioso sgranò gli occhi ,si alzò di scatto e si avvicinò al mio fisico,sfiorando ogni mio livido delicatamente,come per curarlo e tracciando ogni linea del mio corpo,il mio collo,il bacino,i seni,le gambe..
Mi baciò e mi abbracciò ma io mi sottrassi involontariamente.
Non riuscivo più a farmi toccare,neanche da Nolan che,a modo suo,aveva portato serenità nella mia vita e che da tempo,era la mia farfalla bianca in mezzo alle raffiche di vento.
«Va tutto bene Rossa,va tutto bene»
Sorrisi,mi avvicinai a lui e appoggiai la testa sul suo petto,ascoltando il battito del suo grande e profondo cuore.
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Dipendenza
Roman d'amourDublino,Irlanda. Tra le luci dei lampioni e l'odore di birra,Nolan,un ragazzo dall'anima turbolenta,vive la sua vita nel bel mezzo dei pub ,della scuola e le ferite che riporta spesso sulle mani. Ida,una ragazza dai capelli rossi come il sole al tra...
