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Alcuni mesi dopo....











Blanca






Erano passati dei mesi, precisamente quattro mesi, ormai era Dicembre inoltrato e i ragazzi avevano le pause invernali per le feste.

Hector sarebbe tornato da Londra con Marc il 27 per fare capodanno tutti insieme.

Sentivo una strana sensazione dentro di me, come se dovesse succedere qualcosa. Ma che cosa? Vorrei avere la sfera di cristallo per saperlo.

Questi mesi erano stati invivibili, soprattutto i primi. Da quando Marc era partito non c'eravamo più sentiti ed io, non volevo neanche guardare le sue storie e le sue partite ma per gli altri e forse anche un po' per me lo facevo.

Era cresciuto tanto, si vedeva. Aveva perfezionato il suo stile, stava migliorando giorno dopo giorno. La fatidica M di mamacita c'era stata e mi ero sentita sollevata, aveva mantenuto la promessa.

"Sei prontaaa?" Mi urlò mio fratello dal piano di sotto esausto, ero in ritardo di soli 10 minuti.

"Si! Arrivo!" Presi il cappotto e corsi giu dalle scale dove trovai Santiago appoggiato al mobile in entrata che giocava con le chiavi della macchina.

Finalmente aveva preso la macchina dei suoi sogni e devo dire che non è per niente male. Aveva voluto a tutti i costi prendere la bmw m2 competition. Ci capivo qualcosa? Assolutamente no, ma spingeva quindi andava bene.

Stavamo andando ad una cena di lavoro dei nostri, praticamente obbligati perché avremmo voluto fare tutt'altro.

Ci sarebbero stati anche i figli dei loro dipendenti ma per quanto ne sapessimo noi potevano essere strani.

In cinque minuti arrivammo al ristorante che avevano scelto e come al solito non avevano badato a spese per questa cena di Natale.

Lasciammo la macchina al Car Valet e ci avviamo verso la sala. Ad accoglierci ci fu un cameriere che ci disse che il nostro tavolo era quello infondo dove si trovavano i nostri genitori.

Ci accomodammo di fianco a loro, mio padre ci sorrise e poi si alzò battendo il cucchiaio sul bicchiere per richiamare l'attenzione.

Nella sala calò il silenzio e papà si schiarì la voce.
"Buonasera a tutti quanti, volevo innanzitutto ringraziarvi per essere qui a festeggiare la vigilia di Natale con noi e in secondo luogo un grazie per il duro lavoro che fate ogni giorno per noi. La nostra azienda è più che un posto di lavoro, almeno spero, siamo una grande famiglia e siamo tutti l'uno la spalla dell'altro. Quest'anno siamo cresciuti molto, abbiamo raggiunto nuovi traguardi e per il 2025 ne abbiamo molti altri che speriamo di raggiungere. Come ben saprete, i miei due figli presto diventeranno capi della nostra società e sono molto convito che faranno un ottimo lavoro e, colgo l'occasione per dire che il mio figlio più grande da l'anno prossimo farà parte del nostro team." Rivolsi uno sguardo a Santiago che è più sorpreso di me, nè io nè lui avremmo voluto prendere l'azienda dei nostri genitori ma a quanto pare ci sarebbe toccato "Mentre per mia figlia ci sarà ancora qualche anno. Quindi, facciamo un brindisi a noi, a voi e ai miei figli." I bicchieri si alzarono e si svuotarono in poco tempo "Grazie per l'attenzione, buon appetito." Mio padre si sedette e ci guardò "Non ne discuteremo ora."

La cena a parte questo piccolo disguido andò molto bene, conobbi una ragazza molto simpatica Ana Pelayo, era più piccola di me di un anno.

Ci scambiammo i numeri per vederci qualche volta durante queste vacanze e dopo.

Quando tornammo a casa, prima dei nostri genitori, Santiago mi disse che c'era una piccola sorpresa per me che ci aspettava a casa.

Mi bendò gli occhi e piano piano entrai in casa, per salire le scale mio fratello mi prese in braccio come se fossi una principessa e mi lasciò sul letto.

Qualche secondo dopo sentii una persona sedersi vicino a me, mi tolse la benda e rimasi scioccata. Le lacrime minacciavano di uscire molto violentemente.

Marc era difronte a me.

"Cosa ci fai qui?" Chiesi incredula, senza dargli tempo di rispondermi mi buttai sulle sue labbra. Mi erano mancate così tanto.

"Mi sei mancata anche tu." Rise una volta che ci staccammo, le emozioni che provavo in quel momento erano indescrivibili. "Sono tornato prima."

"Quando sei atterrato?"

"Un'ora fa." Rispose facendo un sorriso timido "Mi son fatto portare subito qua da i genitori di Hector."

"Non hai ancora visto i tuoi? Lo sanno che sei qui?"

"Si, tranquilla. Mi hanno detto di tornare domani che ci sono tutti i parenti." Sorrisi ancora di più, avremmo passato la notte insieme! "Sei bellissima così, lo sai?"

"Ora che me lo hai detto tu si." Lo baciai nuovamente e in qualche frazione di secondo ci ritrovammo senza vestiti sdraiati sul mio letto.

Mi era mancata la sensazione di essere amata in ogni piccolo dettaglio. Perché si, a distanza di mesi Marc mi faceva sempre lo stesso effetto.

I nostri corpi sembravano richiamarsi più di quanto mi sarei aspettata ma come sempre sembravano essere fatti per stare insieme, per volersi così.

Ci addormentammo così, abbracciati dopo esserci dimostrati che continuiamo ad amarci nello stesso modo di prima, forse anche di più.














Marc



Essere tornato a casa, a Barcellona e da Blanca aveva risvegliato in me emozioni che non sentivo da quando avevo lasciato la mia terra.

Certo, Londra era bella e caotica, mi dava quel senso di casa perché mi ricorda Barcellona d'inverno. Però molto più fredda.

Blanca dormiva già da qualche ora mentre io non riuscivo a prendere sonno, mi beavo del suo odore di brezza marina che apparteneva solamente a lei.

Le accarezzavo i capelli e osservavo la sua figura nuda che fino a poco fa mi aveva dimostrato di amarmi ancora.

Sentii la porta aprirsi e si rivelò la figura di Santiago che si fermò un momento, mi guardò e poi sorrise.

"Dovrei essere geloso per averti trovato nudo nel suo letto ma sono stranamente felice che tu sia li." Mi disse "Buonanotte."

"Buonanotte Thiago."

Dopo quella mini conversazione avuta con lui riuscii finalmente a prendere sonno.

Mi risvegliai senza Blanca al mio fianco ma della musica che proveniva dal bagno mi chiarì ogni dubbio.

Mi alzai e la raggiunsi trovandola in doccia che canticchiava. Silenziosamente mi avvicinai a lei e inizia a baciarle il collo.

"Buongiorno anche a te." Disse girandosi per lasciarmi un bacio dolce sulle labbra "Non ora, Marc. I miei potrebbero sentirci."

Mugugnai e poi mi staccai iniziando a lavarmi anch'io senza rendermi conto che il mio amico li sotto si era emozionato un po' troppo.

"Sei senza ritegno, comunque." Rise alludendo a li sotto

"Che ci posso fare, sei tu e non posso comandarlo." Alzai le spalle ridendo anch'io.

Mi era mancata questa normalità che da mesi avevo lasciato qui.

MY STARBOY | Marc GuiuDove le storie prendono vita. Scoprilo ora