CAPITOLO 24

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Quando fui entrata nella stanza mi schiarì la gola; era un modo effimero per cercare di rompere il silenzio imbarazzante che si era creato al mio arrivo nella stanza "Ho trovato solo questo" dissi, indicando l'accappatoio che portavo addosso "E spero che non ti dispiaccia" aggiunsi, avvicinandomi al letto a baldacchino con l'intenzione di sedermi, perché il dolore alla gamba cominciava a intensificarsi; Dmitriy, con occhi di fuoco continuava a fissarmi, senza degnarmi neanche di una risposta.
Dopo qualche secondo, sembrò risvegliarsi dai pensieri, che fino a quel momento, gli avevano occupato la mente "Affatto, mio piccolo fiocco di neve" rispose tranquillamente lui, alzando il sopracciglio seducente.
Dio mio, quel ragazzo era il diavolo fatto a persona, tentatore e bugiardo e prima o poi mi avrebbe portata dritta all'inferno "Dmitriy... per caso hai dei vestiti che posso mettermi?' chiesi, un po soffocata dalla situazione che si stava creando tra me e lui "Ho un pò freddo e non vorrei beccarmi un raffreddore" aggiunsi, ridendo rauca e sfregando le mani, per avvalorare meglio la mia tesi.

Per qualche secondo non parlò; mi guardava e basta, come se stesse valutando qualcosa di fondamentale e che non poteva rimandare assolutamente "Prima bisogna medicare la ferita, o potrebbe infettarsi" disse, facendo un cenno con la testa in direzione della mia gamba; lentamente Dmitriy si alzò e continuando a fissarmi negli occhi, si avvicinò al comodino affianco al letto, per prendere la cornetta del telefono che si trovava sopra di esso "Riusciresti a portarmi il kit del pronto soccorso?" Chiese lui passandosi una mano tra i capelli corvini "Ok, grazie" e l'appoggio di nuovo sul comodino "Andromeda, siediti" disse lui in tono sorprendentemente autoritario.
Senza esitazione lo feci, felice di potermi sedere; il letto era enorme e comodissimo, come stare su una nuvola soffice e bianca e cedendo alla stanchezza, che mi appesantiva tutto il corpo mi ci sdraiai.
All'improvviso, si sentí bussare alla porta e una cameriera, dopo essere entrata e aver fatto un inchino in segno di rispetto, dette il kit a Dmitriy che si sedette affianco a me; sentivo il suo respiro caldo che si infrangeva sui capelli ancora umidi dalla doccia "Dai, tirati su" disse, in tono meno duro, cominciando ad aprire la cassetta; con tutto il pudore possibile cercai di alzare la gamba ferita e di coprirmi al meglio delle mie possibilità "Che stai facendo?" Chiese Dmitriy con in mano un cotton fioc lunghissimo; quel coso era più grande della mia mano "Cosa? " chiesi facendo la finta tonta "Continui a muoverti in modo strano" rispose lui intingendo il cotton fioc in un liquido rosso ruggine "Emm...ecco..." balbettai rossa in volto "Sono nuda sotto l' accappatoio... cercavo di coprirmi" e non volendo intercettare lo sguardo di Dmitriy abbassai il volto in direzione del pavimento.
Che palle, pensai tra me e me; ogni volta che mi trovavo in sua presenza, il mio cuore batteva all'impazzata, e non potevo fare a meno di comportarmi come una deficiente.
Odio questa sensazione e non riesco a capacitarmi del fatto che forse, anche io, posso provare dei sentimenti; lentamente alzai lo sguardo e vidi che nel frattempo, Dmitriy, era rimasto perfettamente immobile "Puoi iniziare che ho freddo?" Chiesi, seccata dal suo comportamento incoerente "Si, certo" rispose lui, alzando delicatamente un lembo dell'accappatoio "Farà un pò male" disse abbassando lo sguardo lentamente; immediatamente un dolore acuto, si diramó dalla ferita.

A discapito di tutto avevo passato di peggio nella tana, e quella ferita non rappresentava un problema insormontabile; restai immobile mentre Dmitriy, dopo avermi disinfettato la ferita la copri con una garza sterile, fasciando per bene la gamba "Abbiamo quasi finito" disse lui continuando a bendare; quando ebbe finito un sorriso radioso fece capolino sulle sue labbra, facendomi perdere un battito "Grazie" dissi, sorridendo a mia volta radiosa; era da tanto tempo che nessuno si prendeva cura di me "Hai altre ferite?" Chiese lui scostando un' altro po' l'accappatoio; all'improvviso si fermò, continuando a tenere lo sguardo sulla gamba.
Subito, capendo il suo mutismo temporaneo, gli tolsi l'accappatoio dalle mani, per poi alzarmi e allontanarmi il più in fretta possibile da lui "Che cos'era quella?" chiese freddo, stringendo gli occhi in due fessure; Dmitriy, aveva intravisto la ferita che mi era stata causata alla tana, da un ragazzino di nome Nicolas, che durante gli allenamenti mi aveva ferita con un coltello "Che cosa cazzo è Andromeda?" ripeté lui furente alzando di alcune ottave la voce; ero rimasta convalescente per giorni.
Avevo solo 9 anni "Nulla" risposi facendo un passo indietro, per mettere più distanza possibile tra me e lui "Lascia stare" Dmitriy sembrava ribollire di una furia crescente, che da un momento all'altro sarebbe potuta esplodere "Lascia stare?" chiese sarcastico alzandosi dal letto e avanzando verso di me, recuperando terreno "E queste cosa sono?" e mi afferrò il braccio, esponendo alla luce che filtrava dalla finestra le cicatrici che lo ricoprivano.
Erano vecchie come l'inferno, il mio inferno; non battei ciglio, perché, vedere Dmitriy che mi guardava con quegli occhi, mi aveva portato via ogni emozione.

Dmitriy, però, imperscrutabile continuò a scoprire pezzo per pezzo tutti i miei dolori e i miei difetti, finché, con lentezza disarmante mi scoprì la spalla, rivelando un segno di morso che spiccava sulla pelle bianca "Chi ti ha fatto questo?" chiese lui, tracciando con dita leggere il segno bianco "Non ne voglio parlare" sussurrai fredda, mascherando le mie vere emozioni; velocemente gli spinsi via la mano dalla mia spalla, coprendola poi con l'accappatoio "Ho freddo, potresti darmi qualcosa da mettere?" chiesi incrociando le braccia al petto, cercando di proteggermi dal suo sguardo furente e inquisitorio; all'improvviso, la rabbia sparì dal suo volto, rimpiazzata da uno sguardo gentile " Si, certo" disse, avviandosi verso la cabina armadio, uscendo poi con alcuni vestiti in mano; subito li afferrai, dirigendomi velocemente nel bagno.
I vestiti erano decisamente grandi ma piuttosto comodi; il profumo di Dmitriy mi circondava, come un bozzolo caldo, cullandomi dolcemente.

Dopo essermi cambiata uscì dal bagno, trovando Dmitriy, intento ad ammirare il panorama al di fuori della portafinestra; si stagliava su di essa come un demone, e la fioca luce che entrava disegnava un magnifico profilo della sua figura.
"La tua stanza non è ancora pronta, devono finire di pulirla" disse, avvicinandosi al comodino affianco al letto per tirare fuori da un cassetto il telecomando della televisione "Puoi stare qui nel frattempo" disse lui, porgendomi il telecomando; senza fretta, e titubante mi avvicinai e glielo presi dalle mani "Stenditi sul letto e riposati, ne hai bisogno" Senza farmelo ripetere due volte ci salì e mi sdraiai, mentre Dmitriy, con l'eleganza di un principe oscuro, si sedette a gambe accavallate su una delle poltrone, continuando a fissandomi intensamente; avevo così tanta rabbia repressa, che fui indecisa tra il picchiarlo violentemente, o lanciarlo direttamente fuori dalla finestra.
Odiavo quando le persone mi fissavano per troppo tempo, perché mi ricordavano gli sguardi disgustosi dei ricchi spettatori, nell'arena; senza aspettare oltre accesi la tele e cercai una delle mie saghe preferite: Harry Potter.
Durante il lungo periodo che avevo vissuto alla tana, come ricompensa, delle mie vittorie, avevo chiesto tutti i libri della saga; negli anni si erano consumati e rovinati, ma rimanevano sempre un posto sicuro dove rifugiarmi negli attimi oscuri che vivevo "Ti piace Harry Potter?" chiese lui appoggiando il mento sopra il pungo per guardarmi meglio; non mi guardava con ilarità, ma piuttosto con pacata curiosità "Si, fin da piccola" dissi facendo un sorriso a trentadue denti; Dmitriy, sorpreso sbattè un paio di volte le palpebre, frastornato, per poi sorridermi dolcemente, come se si trovasse davanti a una dolce bambina di 8 anni.
Ancora arrabbiata per gli avvenimenti di prima, gli detti le spalle intenzionata a guardare il film che era appena iniziato .
Lentamente e inaspettatamente le mie palpebre cominciarono a chiudersi, e senza accorgermi, mi addormentai.

Pov Dmitriy

Seduto, in un' angolo della stanza, fissavo Andromeda addormentata, il corpo che faceva su e giú con ritmo costante, ignara delle emozioni che mi ribollivano sottopelle come lava bollente; quelle cicatrici mi avevano fatto parecchio arrabbiare.
Sapere che qualcuno aveva deturpato il suo corpo mi faceva venire voglia di uscire da quella casa e ammazzare la prima cosa che mi capitava a tiro; ricordai la sensazione delle mie dita che toccavano la cicatrice biancastra, e lo sguardo di dolore, nascosto dietro a quello impassibile di Andromeda.
Con un sospiro esausto mi alzai dalla poltrona, e lentamente, senza fare rumore mi avvicinai al letto; era sdraiata su un fianco, e alcune ciocche le ricadevano disordinate sul viso schermando gli occhi e la fronte.
Mi protesi su di lei, scostando i capelli ribelli che mi impedivano di vedere a pieno il viso della ragazza; ero stato con molte donne bellisime, forse, le più belle d'america, ma nessuno reggeva il confronto con la bellezza ruvida e violenta di Andromeda, con la cicatrice che le segnava il viso fanciullesco,le sopracciglia sempre aggrottate e imbronciate e gli occhi azzurri sempre ricoperti da un velo di sfida.
All'inizio ero deciso ad avvicinarmi a lei solo per adempiere al contratto stipulato dai nostri padri, ma poi, mi aveva affascinato con i suoi modi atipici, semplici e duri, e avevo capito che sarebbe diventata la madre dei miei figli, e la donna che avrei avuto accanto per l'eternità.
"Andromeda, preparati" gli sussurrai leggero, sfiorandogli le labbra schiuse con la punta delle dita "Perchè ti renderò mia per sempre" dissi abbassandomi per darle un bacio sulla fronte.
Poi, come una furia, uscì dalla stanza pronto a cercare tutti i responsabili delle sofferenze di Andromeda.

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Ciao a tutti, come state? Spero bene.
In questo capitolo accadono mooooolte cosine interessanti e solo il futuro potrà dirci cosa accadrà.

Alexa💙

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