Sdraiata sul letto, nella stanza affianco a quella di Dmitriy, con lo sguardo perso nel vuoto ripensai all' ora passata con lui nella palestra; era bello fare qualcosa che mi facesse sentire bene e che mi distrasse dai problemi,che sapevo con certezza,mi avrebbero sopraffatto fino a farmi annegare nel mio stesso dolore .
Il ricordo del corpo sudato di Dmitriy, mi fece arrossire piuttosto violentemente; un' emozione nuova stava nascendo dentro di me e non sapevo se odiarla o amarla.
Persa nei miei pensieri, sentì uno scricchiolio proveniente da dietro la porta e un secondo dopo apparve il volto giulivo, e dannatamente sexy di Dmitriy "Come va Andy?" Chiese lui entrando nella stanza e sedendosi accanto a me; a quella distanza potevo benissimo sentire l'odore del suo bagnoschiuma che in pochissimi secondi aveva inondato la stanza "Bene...perché?" Chiesi, girando la testa nella sua direzione per guardarlo bene in volto " Quel cretino di mio fratello voleva che ti dicessi che sei invitata al suo compleanno, stasera" e con aria seccata alzò gli occhi al cielo "Emm... grazie?" Risposi incerta,non sapendo cosa dire "Ti avverto solo che lo festeggerà al Redlight, una discoteca di proprietà della mia famiglia" e mi guardò intensamente come a voler studiare ogni mia piccola emozione "Ok... " dissi sospettosa del suo comportamento; avevo l'impressione che volesse spingermi a rifiutare l'uscita, e non ne capivo il motivo,visto che era stato lui a invitarmi "Sei sicura? Non sei obbligata ad andare se non vuoi" e mi accarezzò dolcemente i capelli umidi; il calore, che sentivo dalla sua mano, sembrò propagarsi, fino a raggiungere ogni centimetro del mio corpo "Perché non dovrei volerci andare?è il compleanno di Daniil" risposi ignorando il formicolio che sentivo nelle vene; a quelle parole, lo sguardo di Dmitriy sembrò rabbuiarsi "No, ma..... ok, farò venire qualcuno che ti aiuti con i vestiti e il resto" e senza che potessi dire, o fare qualcos'altro mi diede un bacio in fronte e uscì dalla stanza.
Il fuoco che sentivo dentro divampò in un incendio così grande da arrivare persino al cuore, surriscandandolo; dentro di me sapevo benissimo che quel ragazzo mi avrebbe distrutta, perchè prima o poi, anche la mia stessa famiglia l'aveva fatto, mi avrebbe tradita.
Verso le dieci arrivarono, come promesso da Dmitriy, una equipe che mi aiutò con trucco e parrucco; avevo deciso di indossare dei pantagonna corti neri, un top nero a maniche lunghe con la schiena scoperta, delle calze nere a righe per coprire le cicatrici e infine degli stivali alti sempre neri.
Mi guardai allo specchio, girando su me stessa, i capelli che scendevano dolcemente sulla schiena, il sorriso sul volto, illuminato da brillantini e felicità; lentamente, e con una paura folle di cadere dai trampoli che stavo indossando, scesi le scale del soggiorno, il rumore dei tacchi che andava simultaneo con quello del mio cuore.
Dmitriy in quel momento stava parlando con una domestica, ma appena mi sentì arrivare si voltò nella mia direzione "Andromeda" sussurrò con occhi pieni di stupore, raggiungendomi e tendendo una mano per aiutarmi a scendere l'ultimo scalino "Sei magnifica" e dopo avermi fatto fare un giro su me stessa, per ammirarmi meglio, mi diede un bacio sulla guancia, indugiando un po più del necessario "Grazie..." dissi, imbarazzata dalle sue palesi avanchanse "Anche tu non sei male" e scoppiai a ridere; per la prima volta dopo mesi sentì il macigno che mi schiacciava a terra sgretolarsi sotto la mia risata e quella di Dmitriy.
Indossava dei pantaloni e una camicia nera leggermente aperta, facendo così scorgere il petto nudo e muscoloso, la catenella d'argento che luccicava, sul collo taurino "Miss Andromeda, è pronta ad uscire?" chiese scherzosamente Dmitry porgendomi il braccio destro in segno di galanteria "Certamente mister Dmitriy" e assieme lasciammo la villa in direzione di una, ovviamente, costosissima macchina sportiva nera; con galanteria il mio accompagnatore mi aprì la portiera, e con le dita intrecciate tra le sue entrai nell'auto.
Arrivati al Redlight, Dmitriy lasciò le chiavi dell'auto ad un uomo all'ingresso, che, senza dire nemmeno una parola, ci aprì la porta, lasciandoci entrare "Sei agitata?" mi chiese Dmitriy all'orecchio, facendo scivolare nel mentre, un braccio attorno alla mia vita avvicinandomi a lui "Un Pochino" dissi, alzando la testa nella sua direzione; lentamente, mi accompagnò lungo la pista da ballo, piena di corpi che si toccavano si mescolavano e ballavano, le luci che illuminavano a tratti, i movimenti lascivi e poco pudici.
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FIGHT
RomanceAndy è una ragazza di 16 che dopo la morte della madre si ritrova da sola col patrigno, che dopo diversi anni di abusi e violenze decise di venderla al mercato clandestino dei combattimenti. Andy si ritroverà a destreggiarsi in un mondo fatto di vio...
