CAPITOLO 25

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Velocemente cercai di allontanarmi il più possibile da Matty; la sensazione di paura che avevo sentivo in presenza di Sir Vinnie non era nulla in confronto a quello che sentivo in quel momento, intrappolata in una stanza con il mio incubo fatto a persona "Andromeda" sussurrò lui rauco scandendo lentamente il mio nome.

Fin dal nostro primo incontro, a 7 anni, mi ero ripromessa di non voler assolutamente nulla a che fare con quel ragazzo di 3 anni più grande, che ogni volta che posava il suo sguardo su di me sembrava valutare il modo migliore di infliggermi il più atroce dei dolori; fin da subito avevo constatato, che era uno dei pochi li dentro che combatteva non per sopravvivenza, ma per puro e ribollente godimento.

"Non puoi scappare, sei intrappolata, qui, con me" continuò lui feroce, intrappolando, in un angolo della stanza con il suo corpo massiccio, il mio; lentamente con movimenti lascivi avvicinò un dito al mio volto, tracciando accuratamente la linea delle sopracciglia, degli occhi, e del naso, fino ad arrivare alle labbra, che con bramosia baciò, succhiò e morse.

A quel gesto, mi risvegliai dallo stato di shock in cui ero piombata appena aveva posato le sue labbra sulle di mie; con furia crescente cercai di ribellarmi alla sua stretta, e spingendolo di lato riuscì a scappare, rifugiandomi dietro al divano "Mi stai facendo eccitare" sospirò lui riprendendo l'equilibrio e sospirando di piacere "Vuoi giocare alla preda e al predatore?" chiese lui flettendo i muscoli dell'addome.

Non vedendomi rispondere il suo sorriso maligno si allargò ancora di piú "E così sia! Che i giochi comincino".

Pov Andromeda

Spalancai gli occhi ancora intrisi del doloroso ricordo appena rivissuto e cercando un punto fisso che potesse riportarmi alla lucida e altrettanto dolorosa realtà, cercai di calmarmi.

All' improvviso Il viso di Dmitriy entrò nel mio campo visivo, schermando così,la luce che entrava dalla finestra; che fosse mattina, pomeriggio o sera, era sempre bellissimo, con i capelli corvini che gli incorniciavano il viso e il sorrisetto impertinente sulle labbra carnose.

Avrei voluto picchiarlo fino a far sparire quell'espressione da deficiente, che faceva capolino sul suo volto, ogni volta che mi vedeva "Buongiorno fiocco di neve" disse raggiante Dmitriy sedendosi elegantemente accanto a me, sul bordo del letto "Buongiorno" risposi burbera sfregandomi gli occhi, ancora scombussolata dal sogno "La mia piccola andromeda ha fatto bei sogni?" chiese lui imprigionando tra indice e pollice una mia guancia, per poi strizzarla fraternamente; altamente infastidita dal suo comportamento da testa di cazzo gli schiaffeggiai prepotentemente la mano, sperando di fargli capire il mio enorme disappunto "Primo, non sono la tua Andromeda" e alzai il pollice "Secondo, non toccarmi mai più" e alzai l'indice "Terzo, fatti gli affaracci tuoi" e abbassando tutte le dita alzai il medio; come c'era da aspettarselo il sorriso di quell'energumeno si fece ancora più ampio "Adoro quando mi tratti così" rispose lui sporgendosi su di me; subito scesi dal letto, e come se avessi un razzo su per il culo corsi verso la porta del bagno, che richiusi con un click dietro di me.

Dopo essermi lavata i denti ed essermi sciacquata la faccia con acqua, rigorosamente gelata uscì dal bagno, trovando Dmitriy nella stessa identica posizione, con però, tra le mani, un enorme vassoio con sopra una colazione degna del presidente degli stati uniti "Non sapevo cosa ti piacesse quindi ho fatto preparare un pò di tutto" disse raggiante, alzandosi dal letto per appoggiare il vassoio sul tavolino circondato dalle poltroncine in pelle nera "Grazie" sussurrai impacciata prendendo posto; dovevo proprio ammettere che erano passate parecchie ore dal mio ultimo pasto a villa Devaro, e lo stomaco, da quando avevo aperto gli occhi brontolava come una ciminiera, desideroso di essere riempito da un sostanzioso pasto.

Cominciai a mangiare momentaneamente non curante dell'uomo di fronte a me, finchè il suo sguardo si fece così intenso da essere impossibile da ignorare ulteriormente "Tu non fai colazione?" chiesi addentando una brioche ripiena alla crema; era maledettamente squisita "Guardare te che mangi, mi ha saziato" Rispose solennemente Dmitriy, cercando di trattenere una risata, ma invano.

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