51. But playboys we don't dance

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Doppio aggiornamento: dopo questo capitolo ne verrà pubblicato subito un altro.
Ormai siete abituate al doppio capitolo, ma io vi avverto lo stesso perché non mi fido di Watty perché non manda le notifiche💜





Ormai siete abituate al doppio capitolo, ma io vi avverto lo stesso perché non mi fido di Watty perché non manda le notifiche💜

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"E' un amore impossibile" – mi dici.

"E' un amore impossibile" – ti dico.

Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.


🌒🌕🌘



«Non hai rispettato i patti

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«Non hai rispettato i patti.»

Il vento caldo sulla collina ci spettinava i capelli come se volesse svelare chi eravamo davvero, sotto la pelle e nel sangue.

Draven li aveva tagliati, io avevo smesso di farlo.
Adesso, salvo i tatuaggi, eravamo praticamente identici.

Ma mio fratello a differenza mia non rispettava mai i patti, aveva un vero e proprio problema con le regole.
Dopo averla salvata insieme, Draven mi aveva incastrato per restare da solo con Ava.
Lo conoscevo abbastanza da sapere che non faceva mai nulla senza pensare alle conseguenze.

L'aveva portata su quella collina, alle pendici della torre di magnetite, perché sapeva che solo lei avrebbe potuto trovare la chiave dell'archivio per distruggere gli Oratores.
Aveva sfruttato il suo sentimento per muoverla come una pedina.

«Vuoi spararmi? Avanti, fallo.»

Draven mi venne incontro, mentre io caricavo la pistola col silenziatore.
Aveva il petto nudo, l'aria tronfia e la spavalderia incisa nella smorfia che gli incrinava la fronte.

«Mi hai già buttato giù da una balconata a venti metri d'altezza. Cosa può farmi una pallottola?»

«Pensi di essere immortale?»
Li guardai entrambi, lui e Ava, bellissimi e irraggiungibili, pensando che sarebbero stati talmente perfetti insieme che io accanto a loro sarei rimasto la macchia di vergogna sulla tela perfetta, l'imperfezione da cancellare.
«Pensi che essere nato qualche secondo prima di me ti dia qualche superpotere che io non posseggo?»

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