Lali entra in classe e si siede al suo solito banco, e si mette a leggere un libro, mentre aspetta che arrivi Gaston. Quel giorno si era svegliato con una forte emicrania. Peter non aveva dormito lì, sicuramente, era stato con una delle sue "amichette". Non si ricordava molto della serata. Appena sveglia, quella mattina, era corsa a vomitare. Aveva il telefono pieno di messaggi, che aveva scelto di ignorare. Qualcuno si sedette accanto a lei. Si girò sorridendo, pensando fosse Gaston. Ma non era lui. Era Peter, che le sorrideva in modo strano. Lo guardò male e gli chiese, chiudendo il libro e posandolo sopra il tavolo -Che fai? Quello è il posto di Gas!- Peter fece cenno di no con la testa, si sistemò sulla sieda, e posò i piedi sul banco. Si mise le mani dietro la testa e disse -Da oggi questo è il mio banco! Non ricordi cos'è successo ieri, vero?- Lali lo guardò. Alzò un sopracciglio, si girò verso di lui e gli chiese -Che è successo ieri?- Peter la guardò, sorrise e si sistemò meglio sulla sedia. Abbasso i piedi dal tavolo e ci mise su un gomito, sul quale appoggio la testa. Poi disse -Ci hai provato!- Lali strabuzzò gli occhi. Ed un ricordo di ieri le venne alla mente. Lei e Peter sulla moto e poi lei e Peter sotto l'albero. Non ricordava bene ciò che lui le aveva detto, ma ricordava che lei, aveva tentato di baciarlo. Non si ricordò se fosse successo o meno, però. Lo guardò ed esigette -Ci siamo bacati? Dimmelo!- Lui alzò le spalle e disse -Scoprilo da te!- Gaston entrò in classe in quel momento. Si avvicinò al suo solito banco, e notò che Peter era seduto al suo posto. Tentò di mantenere la calma. Da quando Peter aveva chiuso Lali in bagno, già, i complicati rapporti fra i fratelli, si sono incrinati. Ogni volta che Gaston vedeva il fratello, si innervosiva, e gli veniva voglia di picchiarlo. Però si conteneva, sopratutto se c'era Lali nei paraggi, visto che lei odiava la violenza. Si avvicinò respirando, e disse a Peter -Quello è il mio posto!- La sua voce era dura. Peter si girò e lo guardò, sorrise e disse -Da oggi questo è il mio posto, a Lali va bene- Si girò verso la ragazza e le chiese -Giusto?- Facendole l'occhiolino. Poi le si avvicinò ancora di più, in modo che solo lei potesse sentire -Fallo o tutta la scuola saprà che ieri hai fatto la "stupida" con me, ricordo perfettamente le tue parole, ed i tuoi gesti. Cosa penserà il preside se scopre che ieri ti sei ubriacata ed hai fatto tardi?- Lali trattenne un attimo il respiro, non le piaceva che Peter la ricattasse, ma dovette accettare. Così, senza guardare Gas, per via dell'imbarazzo disse -Per me va bene!- Gaston voleva dire qualcosa, ma l'arrivo dell'insegnante, lo fece andare a sedere al suo nuovo posto.
All'ora di pranzo, Lali si sedette al suo solito posto, con le sue amiche. Gaston arrivò, e si sedette di fronte a lei, e le chiese -Perché hai lasciato che Peter si sedette accanto a te?- Le ragazze la guardarono. Visto che Lali non rispondeva, Gas continuò -Ho visto che ti diceva qualcosa. Ti ha ricattata? Ne è capace- Lali fece cenno di no con la testa, e disse, sorridendo -Solo sta cercando di farsi perdonare per ciò che ha fatto!- Gas fece cenno di si con la testa. Le credeva, dopo tutto, perché non doveva farlo? Lali notò che Peter entrava in mensa. Tutti si erano girati verso di lui per guardarlo. Lei, abbasso immediatamente lo sguardo. Appena lui entrò, nella mensa calò il silenzio. Peter si avvicinò al loro tavolo, sorrise a Lali, poi passò avanti.
Narra Lali:Finalmente quella giornata stressante era finita, ma non del tutto, condividevo la stanza con la ragione del mio stress. Però, per fortuna, lui non c'era. Mi stesi sul letto, dopo aver finito i compiti, e mi misi a guardare il soffitto. Sospiro. Sono qui da più o meno un mese, ed ho già tre migliori amiche, un migliore amico, ed un nemico giurato. Sono stata più volte nell'ufficio del preside, che i giorni che ho passato qui. Ho partecipato ad una rissa contro Peter. Ho mangiato ad un ristorante francese, e mi sono ubriacata per la prima volta, ed ho passato una, forse, "bella serata" con un tizio che odio, e lo anche quasi baciato. Sono stata per la prima volta su una moto, con Peter. Mi giro e fisso la camera. Il suo letto è dall'altra parte, ma le sue cose sono sparse anche nella mia metà di camera. Il divano è pieno di indumenti da lavare, sia miei che suoi. Il telecomando si è perso, fra gli indumenti, e non lo troviamo da tre giorni. C'è anche un piccolo balcone, che da sulla foresta. Mi alzo e vado sul balcone. Mi siedo su una delle due sedie che ci sono, di fronte al tavolino. Fin da quando ero piccola, ho sempre avuto paura dell'altezza, questo balcone non è molto in alto, ma guardare giù mi fa venire comunque le vertigini. Mi piace questa leggera brezza autunnale. Le foglie gialle e arancioni degli alberi, cadono anche qui. Il paesaggio è meraviglioso. E l'odore anche. Il cielo è coperto da grandi nubi grige. Sento leggermente freddo, ma non mi va di rientrare. Continuo a guardare il paesaggio e mi abbraccio da sola. Sento la porta della camera aprirsi, ma non mi giro, so perfettamente chi è, ma non mi va di vederlo. Spero che non si accorga che sono qui fuori. Troppo tardi, apre la porta finestra del balcone, ed esce. Si siede sulla sedi accanto a me. E si mette a fissarmi. Dopo un paio di minuti, mi giro e gli chiedo, nervosa -Perché mi fissi?- Lui mi sorride. Continua a fissarmi in silenzio, poi si decide a rispondermi -Niente, ora è proibito?- Faccio cenno di si con la testa e gli spiego -Non puoi fissarmi, non mi piace!- Lui continua a fissarmi. Mi alzo, ed entro. Lui mi segue. Mi siedo sul mio letto e mi tolgo le scarpe. Mi stendo sul letto, cercando di ignorarlo. Ma lui lo rende impossibile. Accende lo stereo e lo mette al massimo, con una canzone, che lui sa perfettamente, che non mi piace. Una canzone rock e metal. Fa finta di suonare una chitarra immaginaria. Prendo un cuscino e mi tappo la testa, sperando di non sentire. Ma il frastuono è troppo forte. così decido di agire. Prendo il cuscino e glielo lancio. Lui non si arrende, continua, e scoppia a ridere. Io continuo a buttargli cuscini a dosso. Poi, finisco senza cuscini. Lui sorride e mi chiede -Finite le munizioni?- Mi alzo, gli vado vicino e gli dico -Hai vinto, me ne vado!- Mi metto le scarpe ed esco.
Sono nel parcheggio. Non ho una macchina, ne una moto, o un mezzo di trasporto. Ho sempre desiderato prendere la parente, ma poi ho cambiato idea. C'è stato un incidente... -Lali, attenta!- è la voce di Peter. Sto per urlargli contro di lasciarmi in pace, quando mi salta a dosso, per non farmi finire sotto una macchina. Sbatto la testa sul cemento. Tutto diventa nero, sento la voce di Peter, e le sue mani sul mio corpo, ma mi sembrano lontane, e poi, spariscono.
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Diamonds Storia Laliter
FanficQuando due si devono incontrare, si incontrano. Quando due si devono amare, si amano. Quando il buio e la luce entrano in contatto creano un diamante, più forte ed indistruttibile che niente. Lui: il buio. Il classico "ragazzo cattivo", bello, for...