Apro gli occhi, tutto è offuscato, non riesco a mettere bene a fuoco il luogo dove mi trovo. Mi fa malissimo la testa. Non ricordo bene ciò che è successo. Cerco di alzarmi dal letto, ma non ci riesco, sento le gambe, ed il resto del corpo indolenzito. Giro la testa, e capisco che mi trovo in ospedale. Ci sono un sacco di machine, alle quali sono collegata. Cerco di ricordarmi cosa sia successo, perché mi trovo qui. Poi ricordo la litigata con Peter, la mia fuga nel parcheggio, la macchina che arrivava a grande velocità, lui sopra di me, poi, in quel momento tutto si fa offuscato...ricordo la sua espressione di preoccupazione e la sua ultima frase -Ti prego, non te ne andare!- poi niente, il vuoto, il buio. Vedo un calendario sul comodino accanto a me, segna il 3 di Ottobre, lo stupore è molto quando mi accorgo di aver dormito per quasi due settimane. Tento di nuovo di alzarmi, ma sento un dolore lancinante, come mille aghi infilati da tutte le parti del mio corpo...per ciò rinuncio. Sospiro, ormai prossima alla resa. In quel momento, si apre la porta, ed entra Peter, con un mazzo di rose in mano. Alzo un sopracciglio, senza capire. Lui si blocca sulla porta a guardarmi, bianco in volto come se avesse visto un fantasma, con un espressione stupita. Il mazzo di rose cade a terra, e lui corre verso di me ad abbracciarmi. Non capisco perché. Quando si stacca, mi guarda negli occhi e mi chiede -Stai bene? Ti serve qualcosa?- Faccio cenno di si con la testa e gli dico, con un filo di voce roca -Un bicchiere d'acqua, per favore- Lui fa cenno di si con la testa, mi versa un po' d'acqua in un bicchiere e me lo passa. Bevo un sorso d'acqua con difficoltà. Tanto e vero, che finisco per versarmi l'intero contenuto del bicchiere a dosso. Lo guardo, non sta ridendo come immaginavo facesse. Oltre, prende un fazzoletto, mi asciuga, poi mi versa un altro bicchiere d'acqua e mi aiuta a bere. Lo guardo sorpresa, che sia accaduto un miracolo mentre ero in coma? Ed io che non credevo nella frase tutto può essere...Peter è gentile...con me. Lui mi guarda, mi studia. Dopo un paio di minuti di silenzio, decido di romperlo con una domanda -Cos'è accaduto in questi giorni mentre ero in coma?- Lui mi sorride, si siede sulla sedia, si sistema, posa le rose nel vaso, che prima non avevo notato, e butta gli altri fiori appassiti, nel cestino. Poi, finalmente, mi risponde -Un mucchio di cose...Dopo tutto, hai dormito per due settimane. Ogni giorno si perdeva un po' di speranza, i medici avevano detto che eri fuori pericolo, ma non sapevano quando ti saresti svegliata, nella peggiore delle ipotesi saresti potuta morire, perché non si può rimanere troppo tempo così, quindi, se non avrebbero visto miglioramenti...Nel giro di altre due settimane, avrebbero spento tutto, e tu ti saresti spenta con le macchine...Ma fortunatamente ti sei svegliata- Fa una pausa, per vedere la mia reazione. Devo dire che sono stupita, e sollevata di essermi svegliata. Sorrido, e Peter continua a raccontarmi -Tutti erano in pensiero per te. Il preside non ha voluto avvertire la tua famiglia...però, nessuno sapeva il perché- Fa un altra pausa. Sempre per vedere la mia reazione, ma non ho reazioni, la mia espressione è neutra, come se non mi avesse appena detto che ho avuto un incidente, sono stata in coma due settimane e non sono stati avvertiti i miei genitori...La verità, però, io la so, ma non intendo rivelargliela. Lui continua -Rochi e Gas hanno iniziato ad uscire insieme, Nico è interessato ad Euge, Cande va dietro ad Agus, ma lui la ignora. Stanno per iniziare le iscrizioni ad i club della scuola, ad Hallowen faremo una festa, ci hanno dato il permesso, in costume, non sono ammessi alcolici, ne possono entrare persone al di fuori della scuola, ma semplice che non verranno seguite queste regole. Penso che presto tornerai a scuola così scoprirai le altre novità, perché sono molte...L'ultima cosa che ti dico è che siamo venuti qui ogni giorno, per vedere come stavi, ogni giorno sempre la stessa risposta, e la stessa ora a disposizione per entrare e stare con te- Lo guardo, mi stupisce sapere che è venuto tutti i giorni a vedere come stavo, me lo potevo aspettare da Gas e dalle ragazze, ma nemmeno tutti i giorni...Poi lui, nemmeno una volta mi aspettavo venisse. Si sentirà in colpa? Lo guardo negli occhi e gli chiedo -Ti senti in colpa Peter? Perché non è colpa tua, mi hai salvata dalla macchina!- Lui fa cenno di no con la testa, guarda a terra e dice -è colpa mia Lali, lo so io, lo sanno gli altri, lo sai tu...Tutti mi hanno dato la colpa, tutta la scuola c'è l'ha con me, ma non è per questo che venivo...Mi mancavi. Mi mancava litigare con te, il tuo russare continuo, il fatto che mi urlavi di uscire dal bagno perché ci mettevo troppo, vederti mezza nuda, e tu che mi cacciavi dalla stanza...Quando invitavo i ragazzi e bevevamo, e tu ci dicevi che se volevamo continuare dovevamo sloggiare. Il fatto che mi svegliavi con le cuscinate, ci facevamo gli scherzi di continuo, le litigate anche alle 2 del mattino. Quando ti ho chiusa in bagno...per quello mi dispiace. Quando ti ho invitata ad uscire e tu ti sei ubriacata, io e te sulla moto, mi sono divertito. Mi dispiace per tutto quello che ti ho fatto...Forse sei l'unica persona vera che conosco, e ti ho trattato male...Mi dispiace!- Lo guardo, ha gli occhi rossi, e noto una lacrima che gli riga una guancia. Decido di alleggerire il clima, almeno ci provo -Io non russo!- Dico offesa, ma sto scherzando. Lui alza gli occhi e mi guarda, sorride quando nota che non ero offesa, ma che gli sorridevo.
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Diamonds Storia Laliter
FanfictionQuando due si devono incontrare, si incontrano. Quando due si devono amare, si amano. Quando il buio e la luce entrano in contatto creano un diamante, più forte ed indistruttibile che niente. Lui: il buio. Il classico "ragazzo cattivo", bello, for...