Capitolo 25

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Lali si svegliò, ma non era in ospedale, era nel suo letto, quello dell'università. Era buio pesto, quindi pensò fosse notte. Si alzò dal letto, per prendere un bicchiere d'acqua, ma inciampò in una delle gambe del divano, e cadde. La cosa su cui cadde era calda e....Viva? Lali urlò, appena la cosa sotto di se si mosse. Peter si scoprì dalla coperta e guardò la ragazza spaventata e tremante sopra di lui -Buon giorno!- Disse con un sorriso. Lali lo guardò e sospirò. Lo abbracciò, e mise la testa sul suo petto, e si mise ad ascoltare il dolce e ritmato battito del suo cuore, leggermente più veloce del solito. -Che succede? Ti sei fatta male?- Chiese Peter preoccuoato. Lei fece cenno di no con la testa, e lo strinse più forte, aveva le lacrime agli occhi. -Cosa c'è che non va?- Chiese Peter spostandole una ciocca di capelli da davanti agli occhi, ed asciugandogli una lacrima che le era scappata. Lei sorrise debbolmente -Niente, mi mancavi!- Disse lei baciandogli il petto. Peter era ancora più stupefatto, Lali non solo lo aveva abbracciato, ma anche baciato, e gli aveva detto che gli mancava. Però non voleva allontanarla, Lali aveva bisogno di amore, di coccole, non certo di rifiuti. -Noi ci odiamo!- Però, si vede costretto a ricordarle. Lali fece cenno di no e gli sorrise dolcemente, ed anche nel buio, Peter riuscì a vedere il suo sorriso, riuscì a vedere i suoi occhi, e la sua bocca... -Non è vero- Disse la ragazza, ed avvicinandosi ancora di più a Peter, e fermandosi a pochi centimetri dalle sue labbra, disse -Noi ci amiamo!- Ed iniziò a baciarlo, con dolcezza, con amore, con passione, come faceva nel sogno, e non poteva nella realtà. Ma ora non importava più la linea fra sogno e realtà, lei lo amava, e lo avrebbe dimostrato, forse tutta quella forza derivava dall'amore, o dall'oscurità, o per fino dalla stanchezza, ciò che però era sicuro ora possedeva qualcosa che prima non possedeva...Speranza!

Quando la sveglia suonò quella mattina, Lali non era nel suo letto, ma in quello di Peter, ed era abbracciata al ragazzo. Non aveva avuto il coraggio, ne le forze, per provare a Peter quanto lo amasse, togliendosi la verginità, ma era riuscito a dirglielo, quindi era già un passo avanti. Senza contare, che lui non l'aveva rifiutata. Non sapeva se per pena, compassione, stanchezza o amore, però erano già passi avanti, senza contare che diversi mesi prima non si parlavano nemmeno senza litigare, ed ora avevano dormito insieme. Lali decise di darsi un pizzico per controllare che non fosse un sogno, quando si fece male, sorrise. Però, ecco qualcuno bussare alla porta -Ma allora è un brutto vizio anche nella realtà!- Si lamentò Lali. Peter si svegliò in quel momento, controllò l'ora ed urlò, in modo che anche chi stesse bussando capisse -Ma chi viene a disturbare alle 7 meno un quarto del mattino?- Lali rise. Si alzò, e si avviò alla porta e l'aprì, come aveva immaginato, era Cande. Non disse niente, ma lei entrò lo stesso, senza chiedere permesso, da Cande, praticamente. Si sedette sul divano e disse -Lo odio, lo odio. Luca mi ha lasciata!- Poi si accorse dell'indesiderata presenza di Peter e chiese -Tu che fai qui?- Nervosa, arrabbiata con tutti gli uomini, come ogni volta che un ragazzo la lasciava, poi quando uno le faceva un complimente tornava super sdolcinata e romantica, e pensava che con ogni uomo uscisse si sarebbe sposata, poi, si lasciava sempre. Con Luca stava da un paio di settimane, e la loro relazione era un tira e molla. Solitamente è lei a lasciarlo, ma a quanto pareva, oggi era stato lui a darle il due di picche. Peter le sorrise e disse -Calma, calma, poi perché te la prendi con me? Io non sono nemmeno amico del "vagabondo"- "Vagabondo" era il soprannome di Luca, nessuno sapeva perché tutti lo chiamavano così. Si diceva che venisse dal Messico, infatti aveva i linneamenti, la carnaggione e l'accento messicano, poi si sapeva che la sua famiglia era molto povera, e che aveva 5 fratelli e 3 sorelle, ed a 15 anni si mise a lavorare. Molti pensavano che era per questo. Luca era un ragazzo chiuso e solitario, silenzioso, ma se lo conoscevi, e lo aiutavi ad intregrarsi, era anche divertente. Cande lo guardò male. Peter sorrise e continuò -Comunque sono qui perché ci vivo, ma ora vi lascio da sole, vado in bagno!- Prese la sua divisa e si diresse in bagno, così che Lali e Cande potessero parlare di cose di ragazze, anche di lui. Lali si sedette sul divano accanto a Cande, e l'abbraccio, lei appoggio la testa sulla sua spalla e disse -Io lo amo!- Lo disse con sicurezza e la voce spezzata dalle lacrime e dai singhiozzi. Lali sapeva che era vero ciò che affermava, perché anche lei sapeva cosa significasse provare amore, e sapeva con che voce si diceva, con quella sicurezza che tu non ti aspetti, che nessuno si aspetta, che spiazza, perché non è la parola in se, chi sa quante volte si ha detto "ti amo" in ogni contesto, ma solamente con una persona, quella che ami, puoi dirla e pronunciarla in modo diverso, in un modo che lascia a bocca aperta, sopratutto te.

(Quando inizia a voi la scuola, a me domani, quindi tenterò di farla oggi la maratona, ma non sono sicura che ci riuscirò.
Ps. spero vi sia piaciuto, e vi assicuro che non è stato un sogno. La seconda cosa che vi volevo dire, è che penso che ci stiamo avvicinando alla fine della storia. Quando finirò questa mi soffermerò sulle altre, e penso che ne scriverò un'altra...Però tutte è da vedere!)


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