27. Lenta ripresa

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La sera prima, dopo avermi accompagnata a casa, Stefano si offrì di restare a dormire a casa mia.. Ovviamente rifiutai, ora come ora avevo paura di lui. Rientrai in casa e qualcosa era strano.. Le Luci della cucina erano accese e io le spegnevo sempre, ero terrorizzata. Dopo essermi armata di una statuina comprata in un museo, andai a vedere..

" Stella mio dio.. Mi hai fatto prendere un colpo ma si pazza?!"

"Scusa ero sicura che lo avresti visto questa sera.. L'ho spiato dalla finestra, che ti stava dicendo?"

"Voleva fermarsi a dormire qui.."

" E' pazzo!"

"Già.. Stella, ho visto Raffaele al pub.. Stava baciando una, se solo avessi aperto gli occhi prima,ora.. E' tardi"

"Carolina.. Mi dispiace, il lato positivo è che ora puoi concentrarti su te stessa e chiarirti. Vado a casa ho cose su cui devo riflettere, chiamami per qualsiasi cosa.Buona notte carotina!"

"Notte Stella.."

Non appena Stella esce di casa chiudo a chiave e vado a mettermi a letto senza neanche togliere i vestiti che avevo indossato per tutto il giorno.. Ho mille pensieri per la testa.. Raffaele che bacia quella sconosciuta, pensavo che mi amasse,mi ha dimenticata in fretta.. Stefano.. Stronzo! Probabilmente mi ha solo usata per arrivare alla mia amica, non la deve avvicinare. Farò di tutto per tenerlo lontano da lei.. Stella ha ragione per ora devo concentrarmi su di me, studierò, passerò quegli esami alla grande e poi riprenderò il controllo di tutto.

La mattina seguente mi feci una doccia che durò più del previsto, mi feci un the e mi misi a studiare. Lo stesso feci nei giorni successivi. Il giorno dell'esame si stava avvicinando e io ero più che pronta, stavo bene con me stessa anche se dentro stavo morendo. Erano giorni che non mangiavo,ero triste e sola. Avevo preferito spegnere il cellulare, lo sapevano solo i miei genitori e Stella. Se suonavo al campanello non aprivo..Mi ero estraniata dal resto del mondo e mi andava bene così, volevo dare una svolta alla mia carriera e trovavo che questo fosse il modo migliore..

Il giorno dell'esame arrivò presto,la mattina mi feci una doccia mi truccai leggermente e indossai il vestito che avevo comprato con mia mamma per quell'occasione. Ero pronta, era il momento di riprendere in mano la mia vita. L'esame durò qualche ora e dopo averlo finito mi sentii libera.. Finalmente!Mi ero davvero impegnata, tutti i professori mi strinsero la mano e si congratularono. Dopo qualche minuto mi dissero di aver passato con l'esame con il massimo dei voti, ero stata grande! Nella sala con me c'erano Stella i miei genitori e Raffaele.. Tutti si congratularono con me, Raffaele mi strinse la mano, stava per dirmi qualcosa... Ironia della sorte in quel momento mi sentii male,ricordo di essermi svegliata nella cameretta di quando ero bambina.Ero a casa mia, nella casa dove sono cresciuta, con i miei genitori.Quando mi ripresi e scesi in salotto la mia famiglia era tutta lì,elegante come sempre. Ridevano, erano felici stavano festeggiando me.Corsi di sopra scrissi un messaggio a Stella dicendole che sarei rimasta per un po' dai miei, mi sistemai e andai di sotto a festeggiare. C'erano tutti i miei zii, la mia nonnina, i miei cugini e il mio dolce cagnolino Woodstock! Fu il primo che salutai, mi era mancato da morire. Mi ero trasferita a Roma e i miei genitori abitano a Venezia, quindi andavo a trovarli raramente, era un po'complicato.. Festeggiammo fino a tardi, ero al settimo cielo! Andai a dormire felice, e sognai.. Non lo facevo dalla sera in cui Raffaele aveva dormito da me..

Mi svegliai pensando a Raffaele,chissà cosa sta facendo adesso mi manca da morire.. Presa dall'euforia della giornata passata gli mandai un messaggio..

"Raffaele ciao, scusa se ho sempre ignorato le tue chiamate.Ti ho visto con quella ragazza quella sera e sono stata malissimo. Adesso ho capito che voglio dalla mia vita,tornerò presto a Roma e sarai il primo che chiamerò. Devo dirti una cosa."

Non rispose a quel messaggio.. Non mi importa ormai avevo deciso, che lui volesse o no gli avrei rivelato i miei sentimenti. Mi svegliai felice, davvero felice. Degli urli mi fecero cadere dal letto, corsi giù per vedere cosa fosse successo.Mia madre piangeva disperata, mio padre la abbracciava e cercava di consolarla. Woodstock stava male, era sdraiato per terra e respirava a fatica, tornai in camera lavai e portai il mio cagnolino dal veterinario..

"Signorina il suo cane sta molto male, resisterà un'altra settimana al massimo. Il mio consiglio da medico è di sopprimerlo, così da alleviare i suoi mali."

"Grazie dottore, faccio una chiamata.. Torno subito"

Non potevo di certo chiamare la mamma, le avrebbe preso un' infarto e mio papà, sotto quella corazza da duro starebbe malissimo.. Non ho scelta, devo prendere io una decisione..

"Dottore.. Lo faccia, è la cosa migliore. Non voglio che soffra."

"Bene, sia forte.."

In un attimo avevo perso il mio cane,sentivo un tale vuoto dentro. Una parte di me era morta con lui..Tornai a casa e ai miei genitori dissi che era morto durante il viaggio. Mia madre pianse , non l'avevo mai vista così triste. Si chiuse in camera e non uscì per i giorni che seguirono.. Una mattina mi svegliai stanca di vedere tutto quel dolore, presi mio padre lo trascinai in macchina e lo portai in un canile. Guardammo tutti quei poveri cucciolini, se fosse stato per me li avrei adottati tutti invece optammo per un piccolo batuffolo di pelo. Era una femmina , color panna con il pelo lunghissimo e degli occhioni neri enormi. Alla mamma piacerà da morire! Ancora non ha un nome l'hanno trovata pochissimi giorni fa. La portammo a lavare, doveva essere bellissima per far breccia nel cuore di mia mamma, anche se sarebbe bastato un solo sguardo! La portammo a casa dopo il bagnetto, mamma era ancora in camera. Misi un fiocchetto rosa intorno al collo della cagnolina e salii di sopra. Entrai in camera e la misi sul letto, mia mamma si girò e non appena la vide scoppiò a piangere. Questa volta erano lacrime di gioia. Era felicissima la strinse e le diedi un nome. La chiamò Camilla, ci raggiunse anche mio padre con un sorriso a trentadue denti e si abbracciarono. Vederli così felici non aveva prezzo!



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