Cap.31: FARFALLE NEL CORPO

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Quello che successe dopo non riuscii a descriverlo.
Io e Carter ci tenevamo abbracciati e nessuno dei due voleva lasciare l'altro. Mi alzò il viso, ancora pieno di lacrime, e mi guardò dritto negli occhi. Ecco i suoi occhi erano forse la cosa che mi mancavano più di lui. Pieni di gioia, tristezza e pieni di amore da colmare.
Mi spostò una ciocca dietro all'orecchio e poi mi sussurrò qualcosa che non capii bene, forse per le varie farfalle che mi sentivo girare in tutto il corpo. Piano piano vedevo le sue labbra avvicinarsi alle mie, istantaneamente chiusi gli occhi. Lasciai che mi baciasse, ormai mi rimaneva solo lui e non potevo permettermi di perderlo.
Alla fine del bacio, lui mi guardò ancora: «Se Percy é morto, é morto da eroe». Queste erano le esatte parole che avevo bisogno di sentire.
Dopo questo momento, decisi di staccarmi e mano nella mano camminammo per tutto il corridoio. Non so perché stavo con lui ma mi sembrava un po' di tornare ai vecchi tempi, quando non dovevo sempre preoccuparmi sempre di ciò che succedeva perché tanto avevo lui e avere lui mi bastava e avanzava.
Ad un certo punto, ci fermammo. Davanti a noi si innalzava una statua gigante (altezze che voi nanetti non potete capire di certo).
«La Sfinge» pronunciai. Carter annuì alla mia affermazione.
La statua dava su una porta tutta decorata e con una specie di indovinello fatto di geroglifici. Cautamente ci avvicinammo alla porta e, uno per uno, osservammo i vari geroglifici: messi insieme non avevano nessun senso.
«É un rebus» affermò Carter.
Provai in tutti i modi di comprenderlo ma non c'era verso, quel rebus non voleva essere risolto. Ad un certo punto Carter si avvicinò per risolverlo e in un batter d'occhio un lampo di luce illuminò tutta la stanza. D'istinto, Carter mi avvolse tra le sue braccia e in quei secondi in un stemmi abbracciati l'uno all'altra accovacciati con gli occhi chiusi realizzai quanto mi mancasse.
Quando riaprimmo gli occhi, davanti a noi una meraviglia che non aveva il tempo di essere contemplata. Infatti, al posto della porta ora c'era un asciansore che dava l'aria di dover essere preso.
Carter fece per salire ma io fermai: «E se é una trappola?».
«Tanto siamo io e te, cosa può succedercimi rispose e mi tese la mano per salire.

AVVISO:
Ciaone a tutti!
Volevo solo ringraziarvi per 2,85K ,sono tante piccole soddisfazioni che fanno tanto. Grazie tante!♥
Spero vi piaccia la storia,
CIAONE by Ariet02!:D. ★

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