Optai per la seconda scelta. La terra stava veramente tremando e non ebbi neanche il tempo di realizzare cosa stesse succedendo.
"Percy!" urlai. Mi venne quasi istintivo.
Non ottenni nessuna risposta. Mi librai in alto e non vidi nessuno. Intanto nel terreno si era formato come una specie di buco nero.
"Ariet." disse una voce.
"Sadie." la riconobbi.
Provai a capire da dove venisse la voce ma non ci riuscii.
"Sadie dove sei. Ti prego, dimmelo." supplicai ma non successe nulla.
Provai a capire da dove venisse la voce ma non percepivo niente.
"Sadie." provai a richiamare.
Ma anche questa volta fu inutile.
"Ariet." sentii ancora la voce di Sadie.
"Dove, Sadie? Dove?" domandai disperata.
Mi concentrai al massimo per capire da dove provenisse la sua voce ma non ottenni nulla, come al solito.
"Sadie." supplicai, come se avrebbe potuto veramente aiutarmi.
Intanto, vidi le mure della stanza farsi sempre più vicine a me. Illusione ottica, o cosa?
"ORA BASTA." urlai dalla disperazione.
"Vi voglio subito qui, SUBITO." continuai a parlare da sola.
Dovevo capire come uscire da qui, e anche in fretta.
Osservai le vie di fuga e notai che i vicoli che prima c'erano ora erano scomparsi. Il terreno continuava a tremare, mano a mano più forte. Le mure si facevano sempre più vicine. Non riuscivo a spiegarmi cosa fosse successo. Anche se nel mondo semidei/maghi della Casa della Vita non esiste un vero motivo per cui avvengano le cose, succedano e basta. Il problema, in quella situazione, é che non avevo la minima idea di come uscire.
Mi ordinai di ragionare. In quel momento avrei voluto veramente Annabeth. La conoscevo da poco ma, fin dall'inizio, avevo capito che era un tipo in gamba. E poi era figlia di Atena, chi meglio di lei sapeva risolvere situazioni del genere.
Vidi il terreno cominciare ad innalzarsi, sempre di più di dov'ero io. Questo non prometteva niente di bene.
Mi librai ancora più alto e percipii stanchezza nel mio corpo. Non era poi tanto strano ma questa volta era come se mi sentissi troppo ma troppo appensantita.
Ad un certo punto, una parete cominciò ad inclinarsi verso di me. Ed in quel momento mi ricordai di quando, anni fa, mi ritrovavo rinchiusa in una gabbia e per uscire avevo usato un vecchio incantesimo egizio. D'istinto pronunciai alcuni geroglifici che mi catapultarono in un'altra stanza. Quando atterrai, ci presi una bella culata.
"Ariet!" urlò Carter.
In quel momento, sussultai. Vidi Percy, Carter, Sadie tutti davanti a me.
"Dove eravate finiti?!" urlai isterica.
"Qui." rispose ironica Sadie.
Le lanciai un'occhiattaccia e lei ricambio.
"Sapete cosa sta succedendo?" chiesi sconcertata.
"Sta crollando tutto." rispose Carter.
"Questo l'avevo capito." ribattei.
"Sta crollando questo piano. É un vecchio stratagemma egizio, un modo per tenere lontani gli invasori." spiegò Carter "Se non ci muoviamo, crolloremo insieme alle mure."
"Non ci sono vie d'uscita." affermò Sadie. Grazie della bella notizia.
Mi girai intorno e rividi la situazione di prima.
"Le pareti saranno le prime a crollare, poi il soffitto e poi il pavimento." dedussi.
"Sei poco rassicurante." mi disse Carter. Lo guardai piuttosto male.
"Come hai fatto ad uscire dall'altra stanza?" mi domandò Sadie.
"Con un incantesimo egizio, di cui non ricordo bene i geroglifici." risposi.
"Prova a fare mente locale." mi suggerì.
"Ci ho provato.. Prima é stata una cosa istintiva, adesso non riesco a ricordarlo." ribattei.
Proprio in quel momento sentii vibrare il pavimento.
"Sadie, Carter volate. Io prenderò Percy." urlai.
Velocemente mi catapultai su Percy.
"Peso tanto." mi disse lui.
"Lo so bene, Testa d'Alghe. Ma non abbiamo altra via d'uscita." cercai di scherzare, anche se c'era tutt'altro da fare che scherzare.
Mi librai in volo e, con la coda dell'occhio, vidi Sadie e Carter che si trasformavano in due falchi. Possibile?
Quando furono vicino a me, realizzai che erano davvero due uccellacci poco carini.
"Carter eri più figo quando eri umano." commentai.
Percy mi guardò dritto ed io divenni tutta rossa. Non potevo averlo detto veramente..
Sentii tremare tutta la stanza. Volammo tutti quanti ancora più in alto ma non troppo vicini al soffitto.
"Ricordatevi ciò che vi ho detto: pareti, soffitto, pavimento." ripetei.
Un altro scossone ed io scesi un po' di quota. Tenere la presa fissa su Percy mi risultava sempre più difficile. Pensai a come dovesse sentirsi lui. Per un figlio di Poseidone stare sospeso in aria non é il massimo. Io ci riuscivo perché il mio sangue é anche di Giove ma per Percy quella situazione doveva essere devastante.
Un altro scossone.
E questa volta vidi in difficoltà anche Sadie e Carter.
Poi ci fu un rumore fortissimo e la prima parte cominciò a staccarsi. Noi andammo dalla parte opposta alla parete. E poi anche quest'ultima ebbe la fantastica idea di fare come la prima. Volammo verso l'alto, anche se non fu un'ottima perché tra poco anche il soffitto si sarebbe staccato. Tenere Percy diventava sempre più impossibile. Ero stanchissima e Carter e Sadie erano messi come me, forse anche peggio. La magia egizia non dura a lungo e, quando finisce, non sei più in grado di fare nulla.
Il soffitto iniziò a tremare. Decidemmo di atterrare per terra e sperare in un qualche modo di salvarci.
La discesca fu disastrosa. Sadie e Carter, mentre scendevano di quota, si ritrasformarono in umani ed io quasi persi il controllo su Percy. Feci un incantesimo egizio che mi costò tutta la poca energia che avevo ancora e, quando atterrai, mi buttai esausta per terra.
"Ragazzi come state?" notando che erano tutti e tre interi. L'incantesimo era riuscito.
"Non so se riusciremo a fare altri incantesimi io e Sadie." rispose Carter col suo tono sempre rassicurante.
"Lo so, lo so." dissi "Ma in qualche modo ce la caveremo."
Cercavo di infondere fiducia, sebbene io ero la prima a non sapere come uscire da questa situazione.
"Ambrosia." dissi "Ne abbiamo?".
I due egizi non capirono, mentre Percy recepì subito il messaggio: lanciò un piccolo pezzo di ambrosia ad ognuno di noi.
"Ingoiatelo." dissi a Carter e a Sadie.
Gli altri seguirono la mia idea e si sedettero per terra. Forse non fu la scelta migliore ma eravamo tutti esausti e l'unica cosa che era rimasta di quella stanza era il pavimento.
E per poco rimase lì. Iniziò tutto a tremare. Presi Percy e vidi Carter e Sadie provare invano a ritrasformarsi. Il mio cuore prese a battere a una velocità troppo rapida. Sentivo che poteva essere davvero la fine.
Il pavimento tremò ancora di più e noi cademmo tutti per terra. Presi una bella botta ma il peggiò arrivò dopo.. Il pavimento inziò a precipitare noi con lui e l'ultima cosa che vidi fu luce.
ANGOLO AUTRICE:
Eccomi tornata con un nuovo capitolo.
Finalmente questa volta non é passato troppo tempo dall'ultimo capitolo e mi sto davvero impegnando per poerarvi almeno un capitolo a settimana.
Ringrazio di cuore chi legge la storia, mi fa piacere che c'è qualcuno che apprezzi quello che scrivo.
Inoltre volevo ricordarvi che ho iniziato una nuova storia: "Vita da Liceo." É davvero importante per me e mi farebbe davvero piacere se la andaste a leggere e mi facciate sapere cosa ne pensate. Quindi se si va, passateci a darci un'occhiata!
Volevo dirvi che su Instagram c'è la mia fanpage ufficiale: @itisalexia.fp
Lì ci saranno tutte le news ufficiali per quanto riguardo le mie storie, quindi mi raccomando seguitela!
Commentate per farmi sapere cosa pensate di questa storia e qualsiasi critica é ben accetta.
Detto questo, se vi é piaciuto il capitolo lasciate una stellina e se avete bisogno di qualsiasi cosa scrivetemi nei messaggi oppure su twitter dove mi chiamo: @hugsmefede.
Spero vi sia piaciuto il capitolo e noi ci vediamo la settimana successiva per il prossimo!
All the unicorns,
-A.
STAI LEGGENDO
La potente semidea
Fiksi PenggemarAriet è una potente semidea, con diverse origini. Ha avuto una vita difficile affrontando varie avventure. Però adesso il Fato le riserva un'oscura profezia e un'ardua impresa.
