Venticinquesimo capitolo

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Venticinquesimo capitolo.

Pov. Allison

Resistere a Zayn Malik non era per niente semplice.
Giocava sporco e si divertiva a farlo, non curante del fatto che io morissi ogni singola volta.
Ma non avrei ceduto a coso di cucirmi con del filo le labbra. Zayn Malik non doveva vincere.

Aprì l'acqua della doccia e mi ci immersi sotto. Il caldo era devastante e non sarei riuscita a sopportarlo ancora per molto. Mi rilassai e chiusi gli occhi, beandomi per un momento la pace. Ma non avrei dovuto cantare vittoria troppo presto.
«Amore, posso fare pipì?» Alzai gli occhi al cielo, sbuffando. Ecco l'ennesima scusa di Zayn per potermi guardare nuda.
E se invece stesse dicendo la verità e avesse la vescica piena?
«Entra» alzai la voce per farmi sentire e iniziai a lavarmi il corpo.
Brava Allison, ancora una volta hai ceduto. Roteai gli occhi e ignorai la voce della mia coscienza.
Zayn entrò e lo fissai andare verso lo specchio e iniziò a ridere quasi fosse posseduto. O forse lo era?
«Non sei normale...» Mormorai, sciacquandomi il corpo sotto l'acqua. Quando mi girai su me stessa lanciai un urlo, trovando il mio ragazzo sulla
soglia della cabina completamente nudo.

Non ebbi il tempo -o la forza- di dire nulla, poiché mi trovai appiattita con il suo corpo addosso sulle piastrelle, mentre si prese la briga di leccarmi e baciarmi il collo.
Socchiusi gli occhi appena una sua mano si chiuse a conca sulla mia intimità...

Ecco come faceva a giocare sporco, usava il sesso per confondermi.
Ma ce la stavo facendo, erano passati quattro giorni da quando accettammo la sfida e si, non ne potevo più.
Mi mancava terribilmente baciare il mio ragazzo, non riuscivo più a tollerare di vedere le sue labbra ma non poterle toccare con le mie. Ma non volevo cedere, volevo che mi vedesse forse così che io risultassi in grado di stare al suo fianco.
Non gliene avevo parlato, ma il suo discorso in spiaggia mi aveva ferito. Non volevo che lui pensasse di avermi come peso, volevo che lui mi amasse soltanto. Zayn non ne aveva colpa, quella sbagliata ero io.
Volevo dimostrargli che potevo stargli affianco, che poteva contare su di me e non solo su se stesso. Non lo avrei mai lasciato, le parole dette con rabbia erano oneste ma non sarei mai riuscita a farmelo scappare. Tenevo troppo a Zayn, la mia unica ancora di salvezza.
Insieme contro tutti, questo era il nostro motto. Me lo sarei tatuato sul corpo se solo non avessi paura dell'ago.
Sorrisi, rendendomi conto di essermi persa fra i pensieri. Non potevo permettermi di stare a poltrire, la giornata era appena iniziata e sarei rimasta con le mani in mano.

Quando arrivai al letto, Zayn stava ancora dormendo. Era in piena pace e rilassato come un bambino. Senza fare rumore spalancai le persiane e feci entrare la luce del sole nella stanza. Solo quel gesto fece girare il mio ragazzo verso la porta.
Mi sedetti accanto a lui e gli accarezzai la schiena «Sveglia dormiglione» dissi dolcemente.
Zayn aprì piango gli occhi e si strinse al cuscino «Non voglio» mormorò.
Scossi la testa e non dissi nulla, Zayn era così: all'apparenza molto duro e prepotente, ma dentro era ancora un bambino in cerca di attenzioni e coccole.
Con un sbuffò si alzò e si passò una mano fra i capelli «Ho fame» borbottò e se ne andò in bagno.
Corrugai la fronte non capendo il suo gesto. Si, un'altra sua qualità era l'essere strano.
Quando tornò mi guardava sospettoso «Non ho tanta voglia di andare in spiaggia oggi, sono stanco» disse buttandosi a letto.
«Ti sei appena svegliato» gli feci notate e lui alzò le spalle «Allora cosa vorresti fare? Startene a poltrire tutto il giorno a letto?».
Alzò la testa e annuì «Era esattamente quello che avevo in mente, grazie tu mi capisci» mise una mano sul cuore con fare teatrale. Alzai gli occhi al cielo e sbuffai. «Rimani qui? Ho voglia di parlare...» disse allungando il braccio e mi strinse in un dolce abbraccio.
Incominciammo a parlare del più e del meno: dal nostro passato al presente e in fine al futuro, ma quest'ultimo capitolo si chiuse in fretta. Lui viveva la vita al momento, un po' a giornata come facevo io, ma sopratutto per me nulla era 'per sempre' il futuro ti poteva riservare qualsiasi cosa.
Appoggiai la testa sul suo petto «Scrivi ancora?» cambiai argomento.
Zayn alzò un sopracciglio, non capendo la mia domanda «Di cosa stai parlando?» domandò.
Sorrisi dolcemente «Delle tue canzoni.» dissi ingenuamente.
Un flashback mi passò per la mente, ricordavo perfettamente della serata in cui andai a cenare a casa sua, trovai le canzoni in camera sua. Ne era completamente geloso, ma me ne lasciò leggere.
«Non sempre, le scrivo solo quando sono turbato. E' come se fosse uno sfogo personale, un diario diciamo così...» spiegò in grandi linee.
«In che senso come un diario?».
Fissò il soffitto cercando le parole giuste «Come te lo spiego...» mormorò «Ogni canzone che scrivo ha una parte di me e della mia vita. Racconto vicende successe per davvero. Quando non va per il verso giusto, scrivo. Invece certe volte quando sono felice, scrivo di getto pezzi d'amore... non so perché lo faccio, in realtà.» Rimase qualche secondo taciturno e poi continuò «Adesso capisci perché lo identifico come se fosse il mio diario personale?».
Annui «L'avevo intuito dall'inizio, ma amo vederti in crisi...» ridacchiai e Zayn spalancò la bocca offeso.
«Ahh, ti odio!» esclamò, dandomi le spalle. Strinse il cuscino e borbottò fra se e se. Risi vedendolo così e lo abbracciai dal dietro, accarezzandogli la guancia con il dorso della mano.
«Tu non mi odi...» Gli baciai la spalla «Guardami.».
Lo feci girare, mettendomi sopra al suo corpo. Mi sdraiai su di lei, baciandogli la mandibola. Mi mancava terribilmente, ma io mancavo a lui?
Sembrò quasi che mi lesse nel pensiero, alzò la testa mettendola in pari con la mia e mi diede dei piccoli baci: uno sul naso, guance, palpebre, fronte, orecchio.
Ci fissammo negli occhi per vari secondi, ero completamente persa nei sui occhi. Nessuno disse nulla, forse per paura di rovinare quel dolce momento. Sfiorò piano il suo naso con il mio e istintivamente mi morsi il labbro, purtroppo era un vizio che non riuscivo a togliermi. Continuai a fissarlo e cedetti, annullai le distanze e lo baciai.
Prese il mio viso tra le sue mani, facendo pressione con la lingua, riuscì a farmi schiudere le labbra. L' astinenza iniziò a farsi sentire, ci mancavamo a vicenda. Non riuscivo più a stare senza le sue labbra, senza le sue dolci parole, il suo corpo caldo sopra il mio. Pensavo che Zayn non resistesse fino a questo punto, ma mi ritrovai a capire che quello che non viveva senza le sue carezze ero io.
La mia lingua cercò la sua impaziente e appena la trovò divennero due calamite, incapaci di separarsi. Mi staccai lentamente sentendo necessità d'aria, ma lo desideravo troppo.
Ebbi un secondo di lucidità quando mi resi conto di aver perso la scommessa. Un «Merda.» uscì piano dalla mie labbra, sapevo in primis di aver ceduto come un allocco e di aver perso la scommessa, ma in questo momento poco mi importava. Baciai le sue labbra, riportandomi sul suo corpo completamento scosso dall'eccitazione. La sua erezione nei boxer diventò sempre più voluminosa e fece pressione sul mio ventre. Amavo sapere di non essergli indifferente.
Zayn si stacco dalle mie labbra, mi baciò sulla guancia e scese sul collo, mordendolo con ferocia. Mi lasciai trasportare dalla passione e chiusi gli occhi, passandogli le dita fra i capelli scombinati.
Non mi accorsi che mi tolse il top, lasciandomi con il seno nudo davanti ai suoi occhi.
Ansimai quando tirò con i denti i miei capezzoli rosati. Non riuscì a trattenermi e con la mano sovrastai i boxer, arrivando a impugnare la sua erezione.
Si stava sempre più eccitando e io con lui, mi morse il seno sorridendo ogni volta che mi facevo sfuggire un gemito.
Lo aiutai a spogliarmi e mi portò sotto il suo possente corpo caldo e sudato. Stuzzicò la sua intimità, mordendomi il labbro. Amava vedermi gemere per colpa sua, perdeva sempre la testa.
Sempre più eccitato si tolse i boxer, facendoli volare vicino alla finestra.
«Baciami...» sussurrò mentre con una spinta brusca entrò in me, facendomi urlare.
Non riuscì a reagire e continuai a fissarlo, Zayn indietreggiò e affondò completamente mentre dalle sue labbra uscì un gemito gatturale.
Prese il ritmo e continuò a spingere sempre più forte «V-Voglio d-di p-più...» urlai, affondando le dita tra i suoi capelli. Zayn non rispose e mi baciò sotto l'orecchio. Fregò il pollice sulla mia clitoride, irrigidendomi e facendomi gemere in modo vergognoso.
Completamente travolti dal piacere, venimmo in un urlo soffocato dai continui baci.
Si accasciò su di me «Hai p-perso...» fece fatica a dire mentre cercava di regolarizzare il respiro, mentre io mi strinsi al suo corpo.
Accarezzai il suo petto «S-Stavi pensando alla scommessa?» Lo guardai truce, detestavo quando si comportava così. Sospirai e mi girai dandogli le spalle.
Zayn ridacchiò «Si, ma stavo anche pensando che amo da morire la mia ragazza. La conosci?».
Roteai gli occhi e dissi «Povera ragazza.».
Mi girò verso di lui «Finiscila» sorrise, premendo le nostre labbra insieme «Il 12 settembre ci sono le selezioni per il cheerleading...» sussurrò timoroso.
Saltai sul letto e lo guardai con gli occhi sgranati. Stava scherzando, vero?
«Tutto okay?» Mi guardò allarmato.
Scossi la testa «Stai scherzando, vero?» Lo fissai implorante «Non posso farlo» scandì bene le parole.
Zayn annuì compiaciuto «Te lo ripeto: hai perso e il 12 devi entrare in squadra. Capito amore?».
Si stava divertendo, lui stava godendo di questa vittoria e me l'avrebbe rinfacciata a vita.
Sbuffai cercando di fregarlo «Avrei preferito vederti vestito da principessa...» Come pensavo non funzionò. Lo abbracciai stretto «Davvero devo farlo?».
«Hai perso, si devi» disse divertito. Lo squillare del mio cellulare ci distrasse «Chi è?».
Mi alzai e presi il telefono «Mia madre» sussurrai e risposi.
Ascoltai mia madre non riuscendo a dire una parole, ripeté più volte "Allison stai bene" ma la sentì lontana, non riuscì a capirlo finché non vidi il mio telefono per terra e io caduta sul pavimento con le ginocchia.
Zayn mi fu subito accanto, mi chiedeva cosa fosse successo, il perché ero per terra.
Ma l'unica cosa a cui la mia mente pensava era che mio padre era morto.

Continua...

Spazio d'autrice

Buon giorno, come avete visto Allison ha perso la sfida ed è arrivato un colpo di scena.
Ho scritto questo capitolo, perché la storia iniziava ad annoiarmi e volevo che arrivasse il prima possibile la seconda parte della storia.
I prossimi capitoli sono già scritti, spero vi piacciano.

Qual è la tua parte preferita?

Ti saresti aspettata che Allison cedesse? Oppure pensavi lo facesse Zayn?

Cosa ne pensi della morte del padre di Allison?

Se volete passate dal mio profilo per altre fan-fiction o oneshort.

Se vi è piaciuto il capitolo fatemelo sapere con i commenti e i voti, ci tengo molto.
Se mi cercate su Twitter sono: myloverismalik
Valentina.

Over Again - Non sfuggì all'amore |Zayn Malik|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora