eleventh

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I miei genitori entrarono in casa e furono sorpresi di vederci ancora in piedi, allora ci chiesero di portare mio fratello a letto e ci salutarono, mimando un bacio volante.

Cameron si prese in spalla mio fratello che non si ribellò ma si limitò a mugolare di tanto in tanto mentre le sue braccia penzolavano contro la schiena di Cameron.

Restai in parte a quest'ultimo mentre salivamo le scale e spensi la luce del piano che stavamo lasciando rendendo così meno visibili le scale, ma erano comunque illuminate da una piccola luce sopra la porta del bagno che probabilmente avevamo dimenticato accesa.

«Buonanotte»
Mormorai, accennando un sorriso non appena arrivammo di fronte alla porta di camera mia.

«Notte..»
Disse flebilmente, mentre io mi voltavo ed aprivo la porta con una piccola pressione della mano sul legno.

«Amanda»
Mi girai di scatto nel sentire il mio nome e lo guardai interrogativa, per farlo continuare a parlare.

«No, niente..»
Ci fissammo per un breve istante e poi annuii, voltandomi lentamente ed entrando in camera, chiudendo la porta alle mie spalle.

Avevo ancora della farina tra i capelli ed i vestiti erano a macchie, allora mi liberai da questi pezzi di stoffa impiastricciati e li lanciai nella cesta dei panni sporchi, restando in mutande e reggiseno.

Mi fermai davanti allo specchio e mi accorsi di come la farina, bianca, risaltasse poco sulla mia pelle chiara, rispetto ai capelli castani sui quali si vedeva chiaramente.

Uscii dalla stanza dopo aver preso le mutande di ricambio e, a piedi nudi, zampettai fino al bagno entrando e richiudendo la porta.

Mi liberai degli ultimi indumenti che coprivano il mio corpo ed entrai nella doccia, chiudendola, così che accendendo l'acqua non schizzasse sul pavimento all'esterno.

Mi diedi una sciacquata veloce al corpo pulendolo con semplicità, mentre mi concentrai sui capelli lavandoli più volte e con molta energia fino a quando non vidi più la farina cadere attorno ai miei piedi.

Rilassata dal flusso d'acqua calda che scendeva sulla mia schiena, non mi accorsi subito del fatto che qualcuno stesse bussando.

Solo quando spensi l'acqua ed uscii coprendomi con l'accappatoio color panna sentii una mano battere contro il legno della porta, allora aprii tenendo con una mano le due parti dell'accappatoio unite.

«Cam? È successo qualcosa»
Dissi preoccupata, asciugando il viso con una delle maniche, lentamente, in modo da continuare a guardarlo mentre parlava.

«Dovevo fare una doccia, ma ho trovato la porta chiusa e non ho osato entrare, sai..»
Abbassai lo sguardo nell'annuire alle sue parole, dette in modo poco convinto, poi sorrisi, rispondendogli.

«Dammi due minuti e il bagno è tutto tuo»
Mi sorrise dicendo 'sì, scusa'.

Richiusi la porta e mi asciugai in fretta davanti allo specchio appannato, sul quale passai un asciugamano per potermi specchiare.

Sospirai e ripensai alle parole che avevo sentito.

Aveva fatto una lunga pausa prima di parlare, come se dovesse elaborare sul momento una scusa.

Quel ragazzo non era per niente capace di mentire.

Infilai le mutandine blu e mi rimisi addosso l'accappatoio chiudendolo con la cintura mentre, a grandi linee, asciugai con le maniche i capelli dalle goccioline che cadevano dalle punte perfettamente tagliate.

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