Capitolo 13 - Uno scopo
Il gallò cantò e un raggio di sole che entrava dalla finestra colpì il mio volto così che mi svegliai lentamente, mentre sentivo la schiena ed il collo doloranti e capii che stava albeggiando. Avevo dormito tutta la notte con il busto storto e il collo appoggiato alla spalla di Fabrizio. Tenni gli occhi chiusi ancora per un po', non volendo aprirli, per paura che il Generale se ne fosse andato, e mi avesse lasciato sola: forse non aveva il coraggio di dirmi nulla e credeva che la sera precedente fosse stato tutto un errore. In realtà, nemmeno io avrei saputo cosa dirgli quella mattina, dopo tutto quello che era successo durante la notte, tuttavia non mi avrebbe fatto piacere vedere che mi aveva lasciata in solitudine. Aprii gli occhi, il mio cuore iniziò a battere velocemente quando vidi Fabrizio che si trovava vicino a me e mi guardava negli occhi, premuroso ed affettuoso.-Buongiorno.- disse con voce dolce, anche se nei suoi occhi c'era un'ombra scura, che non prometteva nulla di buono e che non riuscivo ad identificare.
-Buongiorno.- sussurrai a mia volta e non sapendo che altro fare rimasi zitta. Altrettanto fece lui ma sentivo che il silenzio pesava e sebbene nessuno di noi due avesse detto niente era come se le parole aleggiassero nell'aria circostante e ci riempissero il cuore di tristezza e amarezza.
Non sapendo più cosa fare e capendo che Iginia si sarebbe insospettita se non fossi andata a lavorare puntualmente, mi alzai in piedi e dissi, a bassa voce, temendo di spezzare l'atmosfera che si era creata:
-Allora io... io... devo andare a lavorare.-
-Aspetta- mi fermò Fabrizio, dopo essersi alzato, trattenendomi per un braccio. Al tocco della sua mano, il mio cuore iniziò a battere veloce e forte. Lo guardai di nuovo negli occhi con sguardo supplichevole: non sarei mai riuscita a dirgli addio dopo aver scoperto alcuni dei suoi sentimenti per me, quindi avrei sofferto molto meno se non avesse utilizzato delle parole magniloquente per salutarmi. Il Generale sembrò ignorare la mia supplica silenziosa e iniziò a parlare:
-Aurora io... non posso lasciarti andare senza spendere qualche parola riguardo a quello che è successo e succederà tra noi- iniziò. Chiusi gli occhi per un attimo, riaprendoli subito dopo: mi preparai a sentir dire che era stato tutto un errore, che in realtà lui non aveva alcun interesse nei miei confronti. Ancora una volta, invece, mi stupii:
-Sappi che per nessun motivo mi sono pentito di ciò che ho fatto e di ciò che ti ho detto- iniziò. Il mio cuore iniziò a battere ancora più velocemente di prima e sorrisi involontariamente, come se fossi inebetita
-Tuttavia- continuò malinconico dopo aver notato il mio sguardo oltremodo speranzoso -Quello che è successo tra noi due deve rimanere rinchiuso nei nostri cuori... e tra queste mura. Sebbene il mio sentimento per te cresca di giorno in giorno, non dobbiamo più lasciare che il cuore prevalga sulla ragione. Lo dico per il bene di entrambi e per la nostra felicità. Ricorda sempre dentro di te che io provo dei forti sentimenti per te ed io so che tu li provi per me, ma nonostante questo dobbiamo anteporre a tutto ciò il nostro rango e i nostri doveri. Devi provare a dimenticarti di me e così farò anche io. Non è detto che ci riusciremo ma dovremo provarci ad ogni costo.- le sue parole mi spezzavano il cuore, ma sentivo che, purtroppo, erano vere. Respirai profondamente, pensando che non sarei riuscita ad ascoltare altre parole, ancora.
-So che tutto ciò ti fa male e non credere che per me sia facile dirti queste cose. Vedere la disperazione dal tuo sguardo, è ancora più atroce della consapevolezza che tu non sarai mai mia e io mai tuo. Dentro di me, tuttavia, il senso del dovere e il rispetto degli antichi costumi degli avi prevale su tutto, come mi è stato insegnato da quando sono piccolo. - concluse così il suo discorso, aspettando che dicessi qualcosa, ma la mia bocca era chiusa e nemmeno un suono uscì dalle mie labbra. Rimasi a guardarlo negli occhi, per accertarmi se quanto dicesse fosse, purtroppo, la verità e per capire se pensava davvero quelle cose:
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Ex scintilla incendium oriri potest
Romantizm210 a.C, Aurora, principessa Greca, dopo che la sua città è stata saccheggiata dai Romani, viene rapita da questi e scambiata per una ancella. Tra i Romani c'è Fabrizio, un generale che mostra da subito un certo interesse per Aurora. La ragazza deci...