Arrivammo in una specie di grattacielo.
Una grande casa, quasi toccasse il cielo.
Era pieno di finestre, lucide e blu.
Blu per il cielo scuro della notte.
Ero in ansia nel conoscere i suoi amici, e se non mi accettassero?.
Questi pensieri mi invadevano la mente mentre scendevamo dalla macchina.
"Sono Angelo, apri fra"
"Okay" rispose una voce meccanica dal citofono.
Si aprì il cancello e entrammo in un ingresso enorme e vuoto, c'era solo un ascensore al centro.
Nel mio paesino si vedevano solo casine e villette, non c'erano grattacieli, per me era una cosa nuova.
Entrammo nell'ascensore, Erika schiacciò il tasto del 5 piano.
Si aprirono le porte dell'ascensore.
Trovammo una porta aperta proprio di fronte.
"ENTRATE" una voce maschile ci invitava.
Seguimmo il suo invito ed entrammo.
Una casa enorme piena di finestre, era uno spettacolo.
"Aspettate adesso andiamo" ci passò un ragazzo alto davanti che in furiadi passòdavanti.
Dopo un po' che questo ragazzo andava avanti e indietro, si fermòe ci presentammo.
"Angelo ma chi è questo bocconcino e non me la presenti?" disse fissandomi.
"Si chiama Marta" rispose Angelo, attirandomi a se.
Io allungai la mano per stringergliela.
Lo fece anche lui.
"Dom" disse.
"Ehiehiiiehii Erika, non mi sono dimenticato di te".
E si abbracciarono.
"Andiamo dagli altri su" disse Angelo interrompendoli.
Loro annuirono e entrammo di nuovo nell'ascensore.
Scendemmo ed entrammo in macchina.
Arrivammo in una discoteca alle 10 e mezza quasi.
Si sentiva già un gran frastuono di musica ad alto volume e voci.
All'entrata Angelo mi porse la mano e me la strinse, per non perderci nella folla.
Ci facemmo strada in mezzo alla pista, corpi sudaticci ci toccavano mentre attraversavamo la mischia.
Ci avvicinammo a un tavolino dove li sedevano una decina di ragazzi, riconobbi solo Ema e Iole tra loro.
Quando Iole mi vide mi saltò addosso.
Non mi fece neanche parlare, mi riempi di domande.
"Cosa ci fai qui?"dissi
"Dovevo vederti e Ema mi ha accompagnato qui, poi essendo il mio ragazzo non abbiamo segreti"
"Non raccontare a nessuno di avermi vista e soprattutto non dire dove sono, a nessuno."
"Ovvio bambola".
Dopo la conversazione che tutti avevano ascoltato attentamente, Angelo mi presentò a tutti i suoi amici.
C'erano due ragazze una biondina di nome George e l'altra una tipa tutta tatuata e con dei capelli blu elettrico di nome Cloe.
Altri tre ragazzi, un tipo con dei dred alla Bob Marley di nome Stephan e gli altri due erano gemelli, praticamente uguali Sam e Pat.
La serata passò in un lampo.
Ballammo tutto il tempo, alcool e risate.
Io volevo solamente questa vita.
Volevo essere felice.
Non sarebbe durato molto.
