Entrai in casa.
Mi osservai intorno come se fossi una facile preda da azzannare.
Dovevo assolutamente salvarmi dal leone.
"Ferma li"
Neanche il tempo di salire le scale, sentii quelle parole come se fossero un proiettile dritto sulla testa.
"Ehm...si"
Mi girai.
Era li in piedi a fissarmi, i suoi occhi ignettati di sangue.
Faceva paura, altro che leone.
Mi presi una bella ramanzina.
Non capivo.
Ormai ho 16 anni, non potevo uscire quanto mi pareva.
Non avevo ancora 18 anni, ma ne ero sicura, finché vivevo li, anche se avessi 30 anni sarebbe stata la stessa cosa.
Salii in camera.
Presi il telefono, trovai diverse chiamate da Iole.
Allora la richiamai io.
"Ohi, mi hai cercato?"
"Si, volevo dirti che domani passo sotto casa tua ed usciamo"
"Dove andiamo?"
"Bambola non fare domande" disse.
Qualcosa non quadrava.
Ma accettai comunque.
"Esco dalla finestra però, sono in punizione" dissi io
"Ribelle la ragazza"
"Viene anche Angelo con noi?"
"Non fare domande ho detto, portati qualcosa di figo da metterti e ci vestiamo a casa mia"
"Vabbene"
Attaccammo.
Perchè erano tutti così misteriosi con me.
Io sono una ragazza anche curiosa, fin troppo curiosa.
Rimasi un pò sconcertata.
Mi addormentai subito appena mi appoggiai sul letto.
*Driiiiiiiiiiiiiin, driiiiiiiiiiin*
La mia solita sveglia cominciò a suonare.
Solbalzai dal letto.
Preparai lo zaino.
Mi vestii con dei semplici jeans neri e una maglia bianca.
Andai a scuola.
Fu una giornata noiosa.
Come ogni giornata.
D'altronde la scuola era noiosa.
Passai di nuovo al pub.
In cerca di non so che cosa, non lo sapevo neanch'io.
Un indizio di Angelo, un qualcosa tipo il post-it dell'altra volta.
Non trovai nulla.
Tornai a casa.
Salii sopra nella mia camera.
Posai lo zaino sul letto.
Quando notai che sul pavimento con dei sassolini, c'era scritto:
"A stasera
-A".
