POV ANDREAS
Guardavo una delle ragazze più sexy che avessi mai visto, dormire qui al mio fianco nella mia auto.
Perché doveva essere così maledettamente bella?! I capelli neri le ricadevano lungo le spalle e una ciocca le solcava il viso, le labbra un po' imbronciate erano morbide e carnose e a quella vista, la mia mente volò in confini da non oltrepassare e il mio amico laggiù si risvegliò.
Mi ripetevo che io non ero l'uomo giusto per lei, che dovevo stargli lontano, ma era più forte di me, lei mi attirava come una calamita.
Io non ero fatto per una relazione. Prima o poi sarebbero finite male e la maggior parte delle volte erano basate su una menzogna, lo sapevo per esperienza.
Quindi perché complicarsi la vita per una cosa destinata a finire?!
Si lo so ero uno stronzo, ma non ero un' ipocrita, ero sempre stato chiaro con questa ragazza.
Il telefono nella mia tasca vibrò...
Era Lucìa, la moglie di mio padre.
"Ti devo parlare"...
Digitai subito un messaggio schietto e veloce...
"Non abbiamo niente da dirci e più volte ti ho detto di non contattarmi".
Inviai il messaggio e appoggiai il telefono sul parabrezza.
Ma evidentemente Lucìa non aveva colto il senso del messaggio, perché il telefono vibrò di nuovo..
" Ci sei dentro pure tu in questa storia, quindi se affondo io affondi pure tu! Dove ci vediamo?!"...
<<Vai all'inferno!>> gettai il telefono in giro per la macchina, col cazzo che le avrei risposto.
Avevo dimenticato che in macchina con me ci fosse Venere, merda l'avevo spaventata.
<<Scusami...>> borbottai. La sua espressione era sbigottita e la sua faccia confusa fece placare la mia ira.
Volevo dimenticare per un momento la mia vita di merda e perdermi dentro questa ragazza per una sola sera, se lei me lo avesse permesso, ma nello stesso tempo non volevo illuderla che tra noi ci potesse essere qualcosa di più.
<<Dove stiamo andando?!?..>> mi chiese...
In realtà stavo vagando già da un'ora senza meta e non mi andava di ritornare a casa.
Era possibile sentirsi un estraneo nella propria casa?!?
<<Non lo so...vuoi tornare a casa?!!>> gli chiesi sperando che dicesse di no.
<<No..se non ti dispiace..>> la mia ragazza mi sorprendeva sempre.
<<Dove vuoi andare?!?>> gli chiesi.
<<Non lo so...Che ore sono?!?>> guardai l'ora sull'orologio che avevo al polso.
<<L'una...>> dissi, guardandola in quegli occhi grigio-verdi che mi lasciavano sempre senza fiato.
Si poteva essere più bella di così!?
<<Cavolo è tardi, domani lavoro...forse farei meglio a tornare a casa..>> si strinse nelle spalle, facendo aumentare in me quella voglia di stringerla e farla fondere col mio corpo.
<<Dovresti guardare la strada, anziché guardare me! Non te lo ha mai detto nessuno che è maleducazione fissare una persona?!?>> la guardai divertito, alle volte sapeva essere molto scorbutica, ma sapevo che in realtà lei dietro quella maschera era davvero molto fragile.
<<Perdonami bambolina!>> sbuffò quando la chiamai col nomignolo che le avevo affibbiato, e io risi divertito.
<<Chi era al telefono?!.>> mi chiese di punto in bianco e io feci il finto tonto, per un attimo avevo dimenticato la merda che mi circondava.
<<Quale telefono?!?>> chiesi con nonchalance.
<<Mi prendi in giro?!? Preferivo che mi dicessi che non volessi parlarne piuttosto che bermi le tue cazzate....>> Okay si era infuriata. Possibile che ne combinavo sempre una?!?
<<Non sapevo che fossi una psicanalista....>> la buttai sul ridere, ma evidentemente fece ridere solo me, perché sul suo viso non spuntò nemmeno un acciglio di sorriso.
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Tu: La Mia Ossessione
Chick-LitForse quando prendi una delusione d'amore, la scelta migliore non è chiudere il tuo cuore. Non serve, perché tanto arriverà qualcuno che come per magia ci farà capire di essere ancora capaci di amare. Questo è quello che accade a Venere, solo che no...
