capitolo 20

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Sento un buon profumo di cibo provenire dalla cucina e il mio stomaco non smette di brontolare. Mi sono appisolata poco fa sul divano, c'era Andreas accanto a me ma ora di lui nemmeno una traccia.

Mi decido ad alzarmi e raggiungo la cucina, sul fuoco c'è un pentola di stufato. Una ricetta italiana. Finalmente mangerò qualcosa che mi ricorderà la mia Italia. Adoro Almira!
<<Ti sei svegliata dormigliona!>> Alle mie spalle vedo arrivare Andress, bello più di un Dio, si posiziona di fronte a me e mi lascia un sonoro bacio sulle labbra.
<<Si e ho una fame tremenda, e ho notato che Almira sta facendo lo stufato..>> mi massaggio lo stomaco che continua a brontolare.
<<Chi ti fa pensare che sia stata Almira a prepararlo?>> lo dò per scontato che sia stata lei.
<<Non lo so, il buon profumo o forse perché si preoccupa sempre lei di cucinare...>> avanza verso di me e mi prende per i fianchi.
<<Sbagliato mia dolce bambolina.. Ho fatto tutto io>> mi sussurra a fior di labbra con la sua voce suadente e roca.
<<Hai fatto tutto tu, davvero?>> chiedo sbalordita. Non credevo sapesse anche cucinare. Il mio pezzo d'uomo mi stupisce sempre di più.
<<Già... E ora merito un premio, non trovi anche tu? >> sorride col suo sorriso malizioso e sul suo viso si forma la fossettina che io tanto adoro.
<<Ah si? E che tipo di premio?..>> chiedo maliziosa.
<<Io avrei tante idee..>> comincia a sbottonarmi la camicia che indosso.
<<Andreas potrebbe vederci qualcuno!>> gli sussurro allarmata.
<<Lucas e Nina sono in viaggio e Almira e Fernando hanno un giorno libero.>> riprende da dove aveva lasciato.
Si scosta da me solo per spegnere il fuoco e dopo ci lasciamo travolgere dalla passione e dal desiderio più proibito.

<<Sei davvero un ottimo cuoco, questo stufato è sublime..>> assaporo con gusto la delizia che ho nel piatto.
<<Eh si mia cara ho mille qualità... E pensa che tu ancora ne conosci ben poche...>> cinguetta Orgoglioso.

Quando finiamo di mangiare ci spostiamo sul divano e guardiamo un po' di TV. Vorrei tanto fermare il tempo è rinchiuderci in questa bolla paradisiaca. La sua presenza migliora le mie giornate.
<<Parliamo?>> Rompo il silenzio.
<<Di cosa?>> Mi chiede, continuando a guardare il televisore.
<<Di te..>> lo sprono ad aprirsi.
<<Che cosa vuoi sapere?>> Mi chiede continuando a non guardarmi.
<<Qualsiasi cosa, voglio conoscere il vero Andreas.>> Finalmente mi guarda negli occhi e mi lancia un sorriso.
<< Non c'è molto da sapere su di me... sono cresciuto con una tata, mio padre non è stato molto presente però in cambio avevo tutto quello che desideravo e i miei amichetti a scuola mi invidiavano, proprio per questo avevo molti amici.... ma la cosa ridicola sai qual è?>> Si interrompe e fa una risata sarcastica.
<<Qual è?>> Chiedo di rimando.
<<Che sia da bambino che ora mi chiedo se io abbia molti amici solo perché sono ricco. Non parlo di José e Diego, loro sono come fratelli per me, ma temo che gli altri o meglio le donne mi vogliano solo per i soldi. >> Le sue parole mi spiazzano un po'. È vero, per lui non deve essere molto semplice avere delle amicizie sincere.
<< Io credo che tu sia molto più importante dei soldi.. i soldi non fanno la felicità.>>

<<Cos'è per te la felicità Venere?>> Mi chiede avvicinandosi verso di me e mantenendo lo sguardo fisso nel mio.
<<Ancora non lo so cosa sia, per te cos'è la felicità, invece, Andreas?>> Gli rivolgo la stessa domanda.
<<Non l'ho mai conosciuta e non credo che esista.>> Cambia canale e di conseguenza anche la nostra discussione termina li.

Recupero il mio cellulare e mando un messaggio sul gruppo di whatsapp alle mie amiche.
È passato solo un giorno e già mi mancano, ma in fondo i piani erano di rivederli domani, ma ora non ne sono così certa.

<<Hey... disturbo?>> Busso alla porta della camera di Andreas, lui è chino sui dei fogli e digita qualcosa al Pc.
<<Vieni..tu non disturbi mai..>> entro e mi accomodo sulle sue gambe.
<<Volevo parlarti a proposito del viaggio di lavoro che devo fare domani...>> cambia subito espressione, serra la mascella.
<<Tu non ci andrai, ne avevamo già parlato, è troppo pericoloso!>> Si massaggia la fronte con le dita.
<<Non puoi decidere tu per me, è un viaggio molto importante e se non ci andrò rischierò il posto, il capo conta su di me!>> Urlo, è una cosa molto importante per me e per la mia carriera.
<<Bene, se ti licenzieranno vorrà dire che lavorerai per me nella mia azienda.>> Cosa????? Adesso stiamo proprio esagerando!
<<Dico, ma sei impazzito?!! Non posso farmi licenziare. E poi cosa dovrei fare nella tua azienda, prendere appuntamenti sulla tua agenda? No grazie! Rifiuto e vado avanti...>> okay sono ufficialmente incazzata nera.
<<E comunque continueresti a fare il tuo lavoro... e poi tu non partirai lo stesso domani!>>
Perché deve fare proprio così lo stronzo?
<<E chi lo dice?>> Ma è mai possibile sentirsi come una bambina?
<<Io!>> Si indica con le mani.
Sbuffo e esco dalla stanza sbattendo la porta. Lo sento sghignazzare.

<<Accidenti a me! >> Brontolo tra me e me.
Mi rinchiudo nella mia camera e mi distendo sul letto.
"Si preoccupa per te, non ha poi tutti i torti!"
<<Tu zitta vocina del cavolo! >> È assurdo parlo da sola, credo che sto per diventare matta!

Sono combattuta se rifiutare di fare il viaggio o meno. Credo che se faccio questo maledetto viaggio di lavoro tra l'altro, rischierò di fare allontanare Andreas da me e non posso permettermi questo, solo ora ci siamo avvicinati. Che posso fare?
Chiamo il signor Fernandez!
Fortunatamente è stato molto gentile, ha creduto al mio grave stato di salute dovuto ad una febbre improvvisa. Manderà qualcuno a sostituirmi.
Vado a dare la notizia a quel furfante.
Mentre salgo le scale sento che sta discutendo animatamente con qualcuno al telefono.
<<Ti ho detto di non chiamarmi, non mi importa quello che devi dirmi. È finita già da tempo! Che cosa vuoi soldi? Mi sembra che già tu li abbia, dato che hai sposato l'uomo più ricco dell'America Latina. Ades..>> si blocca non appena mi vede. E mette giù il telefono.
<<Ehmm... scusa, non volevo! Stavo salendo e tu parlavi, ehm..>> sorride sornione.
<<Tranquilla Venere.. vieni qui!>> Mi siedo sul letto con lui e mi bacia. Un bacio che mi toglie il fiato, lo vedo assente perdersi tra le mie labbra, come se io fossi la sua unica fonte di salvezza.
<<Non parto domani e ho tre giorni di convalescenza. Ho raccontato di avere la febbre e il mio capo è stato molto comprensivo. >> Gli racconto.
<<Bene, avremo più tempo per stare insieme! Anch'io ho posticipato il mio viaggio...>> la cosa mi stupisce, lui è uno stacanovista. E mi emoziona così tanto sapere che ha messo in secondo piano il suo lavoro per dedicare del tempo a me.
<<Cosa facciamo?>> Gli chiedo.
<<Io avrei un'idea!>> Mi alita sul collo, una volta avvicinatosi a me.
<<Devo dire che le tue idee mi allettano tanto!>> Sussurro con fare civettuolo.
<<Ah sì?>> Mi sussurra a fior di labbra.
<<Si..>> rispondo di rimando. Le nostre labbra iniziano a danzare ad un ritmo forsennato, avevo in mente di porgere delle domande che m girano intorno alla testa come mine vaganti, ma mi costringo a lasciare perdere per non rovinare il momento.
I nostri corpi sembrano aderire alla perfezione, come se siano stati creati per stare insieme. Io sento che c'è un qualcosa in più di un semplice stare insieme, lo vedo da come mi guarda. Ma evidentemente lui non sa di cosa si tratta. Non sa cos'è l'amore passionale, non sa cosa vuol dire perdersi nel mirino dell'amore e rimanervi bloccato, ma io sì e credevo che questo non fosse più possibile. Lo amo e non c'è dubbio è da quando lui esiste nella mia vita, il mio corpo sembra essersi risvegliato da uno stato di trance.
Siamo immersi nella nostra bolla di beatitudine, quando il campanello suona. In un primo momento decidiamo di lasciare perdere, ma poi l'ospite è deciso a non smetterla di suonare. Dolcemente Andreas si stacca da me e va ad aprire.
Ma chi sarà mai?

Spazio Autrice
Scusate il ritardo e gli eventuali errori. Il capitolo è tutto da correggere.
Chi sarà mai alla porta? Vi è piaciuto?
A 50 like e commenti aggiorno.
Bacioniii

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