24. Lago Nero

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Hermione non riusciva a spiegarsi lo strano comportamento del biondo. Il petto le faceva immensamente male al solo pensiero che al suo sorriso, egli l'avesse ignorata così apertamente. Cercò di scacciare il pensiero di essere stata presa in giro e si diresse alla prima lezione del mattino con Harry e Ron. Le lezioni e il pranzo passarono lentamente, in maniera estenuante. Aveva un paio di ore prima della cena, aveva bisogno di rilassarsi un po', prima di dover essere costretta a vederlo di nuovo. Non avevano avuto lezioni con i Serpeverde quel giorno, fortunatamente. Così prese un libro, salutò i suoi amici senza dare troppe spiegazioni e si diresse verso il Lago Nero. Adorava starsene sotto l'albero più vicino alla riva, con un libro sulle gambe. Si sedette e appoggiò lentamente la schiena al tronco dell'enorme quercia che si affacciava sull'acqua scura del lago. Aprì il libro e si immerse nella lettura, alzando ogni tanto gli occhi sull'orizzonte. Il cielo si stava preparando alla discesa del sole e alla conclusione di un altro giorno.

Draco aveva sopportato tutto il giorno l'ilarità fastidiosa di Blaise e la presenza ingombrante di quei due coglioni di Tiger e Goyle. L'unica cosa che voleva fare ora era liberare la propria mente ed avviarsi dove solitamente riusciva a trovare un po' di pace. Abbandonò il castello e si diresse velocemente verso la riva del Lago Nero. Sapeva che gli studenti di Hogwarts non erano soliti aggirarsi nei pressi dell'immenso giardino, soprattutto in quel periodo. L'aria cominciava ad essere più pungente e fredda e la maggior parte dei ragazzi preferiva ritrovarsi nella rispettiva Sala Comune. Si avvicinò lentamente all'albero più vicino alla riva con l'intenzione di sedersi ed appoggiare la schiena ad esso, ma notò che era già occupato. Hermione era seduta sul prato, i riccioli le ricadevano dolcemente sulle spalle, le guance rosee arrossate per il freddo e gli occhi socchiusi, concentrati sulla lettura. Non appena vide la figura di Draco stagliarsi di fronte a lei, scattò in piedi con il libro tra le mani e cercò di dirigersi verso il castello il più velocemente possibile. Una stretta decisa e risoluta le circondò il polso. "Aspetta, Granger aspetta." mormorò Draco, quasi in un sussurro. Hermione di girò di scatto, cercando qualcosa di ironico da dire, ma non appena i loro sguardi si incontrarono, il silenzio iniziò a regnare sovrano. Gli occhi caldi della ragazza incontrarono lo sguardo gelato del ragazzo biondo di fronte a lei. Hermione schiuse le labbra, come a voler proferire parola ma Draco fu dannatamente più veloce di lei. Le cinse i fianchi in un movimento disperato, la strinse forte a sé, quasi a volersi fondere a lei. La guardò intensamente negli occhi, togliendole ogni abilità oratoria. Lei portò lentamente le sue braccia attorno al collo di lui, senza interrompere quel contatto infuocato nemmeno per un secondo. Il sole, che stava lasciando il cielo alla sua amata luna, baciava i volti dei due ragazzi con i suoi raggi. L'aria era terribilmente tesa, tangibile e si ruppe solo quando le labbra candide di Draco si poggiarono delicatamente su quelle carnose e rosee di Hermione. Le loro labbra iniziarono a scontrarsi, prima dolcemente, poi sempre più violentemente, bisognose, vogliose. Malfoy iniziò a leccarle il labbro inferiore, come a voler chiedere l'accesso alla sua bocca. La ragazza schiuse lentamente le labbra, permettendo a Draco di iniziare a cercare disperatamente il contatto con la lingua di lei. Hermione fu sopraffatta da quella sensazione. Quando riuscì a ritrovare un po' della lucidità perduta, si scostò leggermente dal petto di lui e sussurrò flebilmente: "D-Draco.." e il Serpeverde poggiò nuovamente le sue labbra su quelle della Grifona, stavolta in maniera dolce, delicata, come a voler fermare ogni parola che stesse per pronunciare. Si staccò da lei, si avvicino al suo orecchio e con voce bassa e roca mormorò: "Ti voglio, ora." leccandole e succhiandole il lobo come a voler ribadire ciò che aveva appena detto. Hermione avvampò e una sensazione di profondo piacere le avvolse le membra. Quando lui le prese il polso tra le lunghe dita, non riuscì a porre resistenza. Semplicemente si lasciò trascinare verso il castello, i capelli scompigliati dalla corsa e la mente offuscata dal desiderio.

Dramione. ♡La tua prossima ossessione. Scoprilo ora