Chapter 18
Non voglio uscire. Mi sembra più che evidente, ma avevo promesso a Camila che l'avrei aiutata e potrebbe essere utile e distrarmi da tutto ciò che mi sta tormentando.
«Ho dimenticato delle cose a casa. Aspettami qui, giuro che ci metto poco» si affretta a dire dopo avermi visto alzare gli occhi al cielo. Nel frattempo decido di farmi una coda bassa e me ne pento subito dopo. Le occhiaie sono sempre più evidenti, come i miei occhi lucidi e rossi. Sono stanca. Perché ci sto così male? Dovrei esserne abituata. Io e Cameron non eravamo e non siamo assolutamente niente. Sospiro ed esco da quella stanza, convinta che se ci fossi stata per altri cinque secondi, mi sarei suicidata. Sono triste, delusa, ferita. Ma soprattutto arrabbiata. Sono arrabbiata perché, nonostante gli abbia fatto notare più volte il mio interesse, abbia scelto quell'essere vomitevole alias Cindy. Ah, non dimentichiamo un particolare. Lei la dá a qualunque essere umano che è in grado di respirare. Forse sono sbagliata io. O forse sto solo dando troppo peso alla questione. Forse non mi infastidisce che Cameron sia stato con lei. Forse mi infastidisce questa specie di rifiuto. Se si può definire in questo modo. Oh Dio. Devo smetterla di pensarci. Sento suonare il campanello e mi affretto giù, sicura che alla porta sia Camila.
«Già fatto? Ci hai messo poco» mi rendo finalmente conto che la persona difronte a me non è Camila, ma l'ultima persona che, in questo momento, avrei voluto vedere.
«Dobbiamo parlare» mi dice, per la prima volta in vita sua, con un'espressione seria.
«Ah, sì? E di cosa precisamente? Lo guardo con sufficienza.
«Sai di cosa»
«Il problema, carissimo Cameron, è che io e te non dobbiamo parlare di nulla. Hai fatto la tua scelta»
«Quale scelta Breath? Non iniziare a confondermi» mi dice visibilmente furioso. Ah, adesso è lui quello arrabbiato? Dio Santo, perché li mandi tutti a me? Alzo gli occhi a cielo, frustrata dalla situazione.
Ci penso e ha ragione. Che scelta avrebbe mai potuto fare senza che nessuno gli avesse mai dato delle opzioni su cui basarsi?
«Hai ragione Cameron. Nessuna scelta, ma perché sei qui allora?» balbetta e pensa alle parole giuste da dire.
«Non lo so. Mi sembravi scossa dopo avermi visto con Cindy e mi facevi un po' pena»
Quella frase, quell'unica, piccolissima frase ha fatto si che la mia rabbia avesse un motivo per essere considerata tale.
«Pena? Io che faccio pena a te Cameron? Ma dai! Non scherzare. Sei tu a farmi pena. Non hai altro da fare che rovinarmi la vita? Tu puoi fare quel che cazzo vuoi, ma non puoi pretendere di avere anche me. Eri sicuro, sicurissimo che con me ce l'avresti fatta! Che avresti conquistato "la ragazza che ti fa tanto pena", ma hai dimenticato un particolare. Non gira tutto intorno a te. Intorno al fatto che sei bello, sei popolare, sei ammirato ed invidiato da tutti i ragazzi e ricercato da tutte le ragazze, quando in realtà, a parte l'aspetto fisico, non hai nulla da mostrare. Sono io la stupida qui. Che ha anche cercato di convincersi che tu non fossi così crudele come gli altri dicevano. Ma mi sbagliavo Cameron, mi sbagliavo! Chiunque avrebbe notato l'interesse che c'era da parte mia. Chiunque! E non venire poi a casa mia a dirmi di essere venuto solo perché ti faccio pena. Io non faccio pena a nessuno Cameron. La mia vita non dipende da te. Solo perché sono, o meglio, ero attratta fisicamente da te, non fa di me una ragazza per cui provare pena. Tu puoi farti tutte le ragazze di questo mondo, ma quando ti accorgerai che in realtà non c'è nessuna che ti voglia per quello che hai dentro, ricordati di me, ricordati le mie parole. Ricorda quando ti dissi che sei solo un insulso, piccolissimo ed invisibile essere e pensa al fatto che ero pronta e decisa ad aiutarti, ma che tu hai rifiutato tutto e tutti, inclusa me» prendo fiato e guardo la faccia stupita di Cameron, che si aspettava di tutto, tranne questa mia apertissima dichiarazione che speravo rimanesse solo all'interno della mia testolina malandata. Lo guardo, per la prima vera volta e gli riservo lo sguardo più disgustato che avessi mai assunto in vita mia. Tutta l'attrazione, il pensiero che con il mio aiuto, probabilmente, sarebbe riuscito a cambiare sparisce completamente. Sono solo arrabbiata, o meglio, furiosa. Vedo da lontano arrivare Camila.
«Vattene» non lo guardo neanche in faccia.
«Non volevo andasse in questo modo» ed una risata amara esce dalle mie labbra.
«Divertente» gli dico e gli faccio segno di andare via.
Lo vedo allontanarsi, finalmente e una Camila preoccupata si avvicina alla porta d'ingresso.
«Tutto okay Bree?» mi chiede
«Tutto bene. Era venuto a riprendersi il libro di chimica» mi guarda interrogativa.
«Siamo a lezione insieme e per sbaglio ho preso anche il suo di libro» le sorrido per apparire più convincente, ma, il mio tentativo di apparire normale e tranquilla, fallisce.
«Breath non mentirmi. So che sta succedendo qualcosa e capisco se non sei ancora pronta a raccontarmelo, ma non mentirmi. È la cosa peggiore. Perché non ne sei neanche capace e il ciò peggiora solo le cose ulteriormente» sospira sfinita. Probabilmente da me.
«Scusami, ma adesso non roviniamoci la giornata. Il centro commerciale ci aspetta» e assumo uno sguardo poco intelligente, ma va bene lo stesso, perché ciò porta Camila a ridere.
«Ti voglio davvero bene Breath, ma così conciata non ti porto da nessuna parte. Ho comunque una reputazione da mantenere io» mi dice con un tono altezzoso ed io scoppio quasi immediatamente a ridere.
«Va bene, va bene. Come vuoi»
Finalmente ritorniamo dal centro commerciale. Accompagno Camila a casa e nel viaggio di ritorno verso la mia di casa chiamo Jess, per raccontarle le ultime novità.
«Amore» entro in casa e sono sorpresa nel trovarci mio padre.
«Come mai a casa?» gli chiedo abbastanza confusa.
«Volevo trascorrere un po' di tempo con la mia figlia preferita»
«Anche unica figlia» alzo gli occhi al cielo.
«Per domani sera non prendere impegni Breath»
«E perché mai?»
«Andiamo a cena da un mio collega»
«E perché devo venirci anche io?» gli chiedo confusa al massimo.
«Perché hanno un figlio della tua età e vorrei fartelo conoscere. Un ragazzo davvero in gamba»
«Se lo dici tu» alzo le spalle
«Come è che si chiama la famiglia?»
«Dallas penso. Non so bene come si pronuncia» continua a tagliare la cena, non rendendosi conto di aver pronunciato parole al dir poco sataniche per me. Vai Breath! Che la fortuna sia con te! Mi dico ironicamente.
«Perfetto papà, davvero perfetto» e casco sul divano, intenta ad inventare una scusa per domani e consapevole che nessuna delle mie invenzioni frenerà il padrone di casa.
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badness||Cameron Dallas
FanfictionAmbiziosa, curiosa, attratta dall'oscurità, da ciò che non è in grado di capire, Breath, ama il mistero è tutto ciò che vi si associa, ma odia profondamente vivere nel passato e nei ricordi.. *parte della storia* «La piccola londinese odia Malibù eh...
