Lysandros, capitolo 21.

821 75 2
                                        

Aspettai pazientemente che Ermete mi raggiungesse nelle stanze ma, non vedendo arrivare nessuno, corsi fuori nella speranza di trovarlo prima che il principe si svegliasse .

- Principessa, il medico arriverà fra poche ore – comunicò Ermete raggiungendomi lungo il corridoio – Ermete, ditemi che tutto questo è un enorme malinteso! – urlai disperata – Il vino! – proseguii con voce quasi strozzata – Principessa, cosa vi prende? – l'uomo mi guardò allarmato e allungò le braccia verso di me con l'espressione visibilmente confusa – Non toccatemi! Avete avvelenato il Principe! – protestai scostandomi, ma nel farlo finii per andar contro una delle imposte semiaperte delle finestre lungo il corridoio, il mio viso per qualche istante si dipinse di dolore – Principessa, calmatevi! – urlò il maggiordomo afferrandomi per gli avambracci, avevo la testa che vorticava e, nonostante fossi cosciente di aver perso il controllo della mia volontà, non accennavo a mostrarmi remissiva – Siete evidentemente scossa, non preoccupatevi, venite con me. -

La mia mente pretendeva di dare risposte a domande inespresse e a quesiti irrisolvibili, le parole mi morivano sulle labbra e qualsiasi protesta alle familiari braccia dell'uomo veniva prontamente dissolta dalla stanchezza delle mie membra.
- Chi vi ha fatto credere una cosa del genere? Perché sono certo che non è un vostro pensiero, bensì qualcosa che si è insinuato nella vostra mente già troppo stanca. Avanti, raccontate. – mi esortò l'uomo offrendomi un bicchiere di latte una volta portatomi nelle cucine e fatta sedere comodamente – La serva. – balbettai io con lo sguardo basso sentendomi profondamente colpevole, istintivamente controllai il contenuto del bicchiere sotto lo sguardo serio del maggiordomo – La serva ha detto che voi ritirate un vino speciale, lo stesso vino che era nel calice di Lysandros, lo stesso vino con il quale Madame Lavoisine voleva avvelenare me. L'ha definito "un vino incredibilmente appiccicoso" . – proseguii senza avere il coraggio di guardarlo.
Respirai a pieni polmoni, lentamente, avevo un disperato bisogno di riacquisire la calma necessaria a pensare lucidamente.

Ero così preoccupata che Lysandros potesse agire annebbiato dall'affetto da non rendermi conto del mio agire annebbiato dallo stesso sentimento.
Ora mi rendevo conto del fatto che Ermete non avrebbe mai potuto attentare alla vita del Principe, non lui, non il più fedele dei suoi amici ed il più sincero dei servitori. Ora mi rendevo conto di come avessi agito sconsideratamente e di come la mia ira fosse stata del tutto illogica.

- Io... – ripresi sconfitta – Perdonatemi Ermete. C'è stato un momento, un attimo di cieca rabbia e follia, in cui io... - sospirai senza poter dar forma ai miei pensieri troppo confusi per esserne degni – Non preoccupatevi Corin. Parlerò con la serva, in un modo o nell'altro lei è collegata con la donna che stiamo cercando, sono sicuro che quell'eccesso di follia fosse dovuto alle sue azioni sulla vostra mente, ricordate che le Ninfe hanno grandi poteri sulla psiche umana. -
Oh poveruomo, se fosse stata l'azione della Ninfa avrei agito in modo completamente diverso ma purtroppo, e me ne rendevo conto solo allora, la mia ira era dovuta soltanto alla mia mente e al voler proteggere a tutti i costi quel ragazzo che riposava madido di sudore dalla pelle bollente, in contrasto con la candida e fresca camicia dall'odore di pulito.

- Non credo sia la serva colei che cerchiamo. – dissi io alzando debolmente lo sguardo – Lei sembrava così preoccupata per Lysandros, quasi... -
- Quasi ne fosse innamorata? – Ermete finì la frase al mio posto guardandomi con quegli occhi di chi sa di aver fatto finalmente comprendere un concetto complesso al proprio allievo – Tornate nelle stanze del Principe ed attendete lì il medico, io vi raggiungerò non appena avrò sbrigato alcune importanti faccende.
Vi prego di non aprire a nessuno che non sia io o il medico. -

Mi avviai silenziosamente verso le stanze di Lysandros con ancora in mente il dolce volto della serva giovane, con quegli occhi d'amore che solo una giovane nel fiore dei suoi anni può avere. Quel meraviglioso sguardo luminoso, innocente e puro di chi offrirebbe tutta la propria anima all'amato se questo solo vi accennasse, quegli occhi brillanti di speranza spenti non appena il viso pallido del Principe era stato rivelato sotto la montagna di capelli corvini, cornice buia del suo volto regale.

Ero seduta accanto al letto del Principe già da qualche minuto, quando la serva anziana spalancò la porta e fece entrare una donna dagli abiti candidi e semplicissimi, con un abito lungo fino al polpaccio e una giacca lunga dello stesso bianco dell'abito – E' il miglior medico di tutti i regni. – si affrettò a dire l'anziana serva non appena mi vide frappormi fra il letto a baldacchino di Lysandros e la donna bionda. Lei mi sorrise e delle piccole rughe fecero capolino ai lati degli occhi affabili, i capelli raccolti bassi in uno chignon lasciavano intravedere alcune ciocche che si avvicinavano ai primi grigiori della vecchiaia – E' un'immensa gioia rivedervi, Principessa. – il suo sorriso era dolce e scaldava inevitabilmente il cuore, ma non potevo fidarmi di quella donna, non dopo tutto quello che era successo – Non credo di ricordarvi. – ammisi senza spostarmi di un solo centimetro dalla mia posizione – E' del tutto naturale, eravate molto piccola quando sono andata via dal castello. Allora ero il medico di corte, ma poi ho deciso di girare per i regni aiutando chi ne aveva bisogno. – il mio sguardo accigliato parve sorprenderla – Non farò del male a Lysandros, ve lo prometto.  -
- Corin. – la voce di Ermete arrivò dal fondo della stanza, lui era sulla soglia e mi veniva incontro – Puoi fidarti di lei, aiuterà Lysandros. – proseguì aiutandomi a farmi da parte mentre la donna si avvicinava al Principe.

Armeggiò con moltissimi strumenti a me sconosciuti ed altri che avevo visto sui libri che rubavo nella sezione per uomini della libreria di corte – E' stato avvelenato. – dissi fermamente, più per far vedere alla dottoressa che non ero una stupida che per dare un'informazione utile alla sua diagnosi – Il cuore batte, non è necessario usare quell'arnese. – proseguii indicando l'oggetto che aveva posato sul cuore del ragazzo. Un senso di protezione mi assalii improvvisamente e dovetti far appello a tutta la mia volontà per non spingere via la dottoressa durante le sue operazioni di controllo.

Lysandros era in pericolo ed avrei fatto qualsiasi cosa in mio potere affinché continuasse a vivere, ma non appena vidi la sua pelle nuda dopo essere stato spogliato dalla dottoressa il mio corpo parve pietrificarsi e le mie guance avvampare.

- Siete molto preoccupata per il vostro amico, non è vero? – disse la donna senza voltarsi – E siete anche molto acculturata per essere una giovane donna del Regno del Sole. – continuava a muovere le sue mani sul torace di Lysandros, ora premendo sul polmone ora sulla costola. Lo accecò con una luce ma i suoi occhi si richiusero non appena lei allentò la presa sulla palpebra.

- E' molto grave? – mi avvicinai d'impulso non appena vidi la donna allontanarsi dal corpo del ragazzo – No, dovrò somministrargli alcune gocce affinché il suo corpo sia in grado di espellere il veleno col sudore. Dormirà ancora per qualche ora e quando si sveglierà sarà molto stordito e stanco. Promettetemi di cambiare i suoi abiti ogni tre ore e che non lo farete alzare dal letto o uscire dalle proprie stanze prima di domani mattina. – annuii vigorosamente, il mio cuore era più leggero sapendo che avrei rivisto i suoi occhi – Io resterò qui fino a domani sera, nel caso ci dovessero essere complicazioni. -
- Quando si sveglierà? – chiesi in apprensione fissando intensamente la dottoressa

- Corin... - sentii mugolare fra le coperte, la donna bionda davanti a me sorrise dolcemente e mi sussurrò – Prendetevi cura di lui. – poi uscì dalla stanza invitando anche gli altri ad abbandonare le stanze del Principe mentre io mi avvicinavo a passo svelto al capezzale di quel giovane dagli occhi stanchi.

Lysandros Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora