- Cara, ti va di passeggiare un po' con me? -
Gli invitati erano tutti andati via ed io ero intenta ad aiutare Ermete a ripulire il porcile che donne e uomini di corte avevano creato nella preziosa sala da ballo dorata, e pensavo a con quale poco garbo avessero trattato una così rara bellezza che io sapevo non avrei più rivisto dopo quella sera, la mia presenza oramai era solo di peso per il Principe.
- Certo, Madame. – sorrisi gioviale raddrizzandomi con la schiena dopo aver messo via alcune tovaglie e affiancando l'elegante dama in abito rubino.
Salutai Ermete con un gesto della mano e mi avviai accanto alla donna per i lunghi corridoi ormai silenziosi e avvolti dalla loro solita penombra decadente.
Il mio piano stava per cominciare.
- Sono davvero stanca sapete? Non sono più abituata a balli o feste di questo tipo. – ammisi – Ma mi sono divertita così tanto che probabilmente faticherò a prender sonno. – guardai sottecchi il suo volto illuminarsi, le avevo dato l'occasione perfetta – Cara, dovresti davvero prendere qualcuna di queste gocce, sono il mio rimedio contro l'insonnia. Con tutti i miei viaggi e gli spostamenti spesso fatico ad addormentarmi, sai tutti i pensieri che possono frullare nella testa di una donna. – come uccidere un ragazzo innocente per conto del tuo attuale marito, pensai annuendo – Vi accompagno nelle vostre stanze così potrete prenderlo e andare a dormire, sono sicura che dormirete sonni beati. – sorrise fingendo bontà ma ogni muscolo del suo viso era tirato dalla cattiveria ed i suoi occhi rivelavano il suo subdolo piano fin troppo chiaramente.
Raggiungemmo le mie stanze e mi affrettai ad indossare l'abito di seta con cui usavo riposare per far attendere Madame il meno possibile – Ecco a te Corin. – la donna versò una quarantina di gocce dentro il calice che avevo riempito d'acqua fresca. Sapevo che quel numero era eccessivo persino per il più blando dei sonniferi, se l'avessi bevuto chissà quando mi sarei risvegliata, sempre che quella quantità mi avrebbe concesso il risveglio e non destinata a morte certa.
- Vi ringrazio Madame, siete un'amica. Buonanotte. – dissi alla donna mentre mi chiudevo la porta alle spalle – Buonanotte Corin, che il tuo sonno possa essere lungo e tranquillo. -
Fece finta di andar via, vecchia tecnica che usavo da sempre per origliare le conversazioni diplomatiche di mio padre. Silenziosamente versai parte del contenuto del calice fuori dalla finestra, attenta a che il rumore risultasse minimo, poi mi gettai al suolo facendo frantumare il contenente del sonnifero, versando l'altra metà che non avevo gettato via dalla finestra sul pavimento, il tutto accompagnato da un sonoro tonfo affinché lei potesse accertarsi di avermi tolta di mezzo.
Chiusi gli occhi imponendomi di respirare il più flebilmente possibile mentre sentivo la porta cigolare e aprirsi – Buonanotte mocciosa. – augurò la donna che con una risata sommessa richiuse la porta e finalmente andò via.
Aspettai di non sentire più i suoi passi, poi mi alzai ed estrassi dall'imbottitura del cuscino il coltello che mi ero fatta costruire dall'armaiolo di paese "Solo come ultima possibilità." Mi ripromisi prima di nasconderlo fra i veli dell'abito, poi mi affrettai verso la biblioteca ben attenta a non farmi né vedere né sentire, sapevo che la donna l'avrebbe portato lì, l'avevo sentita bisbigliare all'orecchio di mio padre durante il ballo.
Mi nascosi fra le ombre dietro una pesante statua greca, attendendo l'arrivo dei due.
La porta si aprì piano e Lysandros invitò la donna a precederlo. Vidi che questa aveva due calici ricolmi di vino in mano – Dovremmo brindare Lysandros, alla nostra capacità economica s'intende. Magari anche a qualcos'altro... - lasciò cadere nel vuoto la frase con fare ammiccante, ma Lysandros sembrò non preoccuparsene, piuttosto si guardava attorno come alla ricerca di qualcosa con aria preoccupata.
- Madame voi mi lusingate, ma non sono in vena di ber vino questa sera, sono molto stanco. Ditemi perché mi avete fatto chiamare con tanta urgenza? – chiese. La donna posò elegantemente i calici sulla scrivania poco distante e lentamente percorse la sala raggiungendo l'ampia finestra dove Lysandros, ancora con la maschera sul volto, era intento a guardar fuori.
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Lysandros
Misterio / SuspensoLa guardava fisso mentre dormiva e pensava fosse la ragazza più bella che avesse mai visto. Questo pensiero lo tormentava, la sua bellezza avrebbe significato un enorme pericolo per entrambi. "E' già successo quattro volte, non ce ne sarà una quint...
