Vi consiglio di ascoltare Hallelujah, buona lettura.
C'è un detto dalle mie parti che recita questo; le persone non possono mai sentirsi in pace veramente finchè non annegano anche il più piccolo dei loro demoni.
Mia nonna mi spiegò che noi siamo sempre alla ricerca di una porta bianca e luminosa, una porta stupenda contornata da angeli celesti che cantano il nostro nome, una porta che ci apre ad un mondo stupendo e pieno di colori, un luogo felice.
Mi disse anche che durante la vita ognuno di noi durante i proprio tragitto verso quella porta raccoglie alle sue spalle dei demoni, questi demoni sono animali orribili e neri che si aggrappano a noi cercando di trascinarci a fondo per non farci raggiungere quella luce, ogni demone rappresenta un errore, un incubo o semplicemente un rimorso che continuiamo a portarci dietro troppo spaventati per girarci ed affrontarlo.
Molti di noi vivono con questi demoni che lentamente oscurano la nostra luce fino a rendere il nostro cuore nero, queste persone non possono fare altro che attendere che questi demoni spariscano da soli, ma alcuni di noi, quelli che a vote posseggono i demoni più grandi trovano la forza di girarsi e affrontare il grande loro demone fino a liberarsi.
E non appena liberati da esso si trova la pace, una grande sensazione di pace ci riempe e ogni preoccupazione e paura svanisce, nonna diceva che quando esso accadeva allora l'anima poteva raggiungere quella porta e trovare la tranquillità eterna.
Ed è questo quello che è successo a Charlotte.
Ha combattuto per tutta la vita continuando a trasportare i suoi demoni sulle spalle finchè un giorno ha avuto il coraggio di liberarsene e poter andarsene tranquilla, senza rimorsi, senza paura di non aver salutato chi più amava.
Il giorno dopo aver portato Rebecca all'ospedale alle tre di notte ho ricevuto una chiamata, ho pregato dentro di me sperando che quel numero sconosciuto non fosse lei, che non fosse quella notizia ma quanto io abbia sperato non appena ho portato i telefono all'orecchio ogni mio castello di sabbia è stato smontato.
Ho stretto Rebecca a me tutta notte mentre piangeva e si aggrappava a me come sua unica ancora di salvezza mentre tutto attorno a lei crollava un'altra volta, ho passato la notte a sentire sulle mie labbra il sapore delle lacrime amare, cercavo di rimanere forte per lei, ma è difficile rimanere forte quando una delle persone che ami di più se ne va.
Sì, l'amavo, non in quel senso, non aspiravo di certo a vedere un futuro con lei, non aspiravo a stringerla a me ogni notte sussurrandole quanto l'amassi, lei era diversa, lei non poteva essere amata da me in questo modo, io l'amavo perchè era diventata la mia luce, era diventata un faro in grado di indicarmi ogni volta la strada giusta, una lanterna in grado di illuminare i demoni del mio passato e spaventarli con la sua luce.
Tornerei indietro, rifarei tutto e sposterei l'orologio a sei anni fa, tornerei a quella notte nuvolosa di autunno, quella notte in cui Charlotte bussò alla mia porta con gli occhi gonfi ed arrossati, quella notte in cui sulla mia soglia mi ritrovai una ragazza in pigiama spaventata e speranzosa mentre mi guardava, tornerei a quell'istante in cui gli sbattei la porta in faccia senza neanche ascoltarla e cambierei il passato.
Aprirei quella maledetta porta, sorriderei a quella bellissima ragazza in pigiama e con gli occhi color nocciola, non la lascerei neanche cominciare a parlare, mi limiterei a stringerla a me, odorerei il suo profumo alla vaniglia e sorriderei, probabilmente avrei paura per il futuro ma non l'abbandonerei, non le chiuderei la porta in faccia, non la lascerei sola in quella strada, non le permetterei di incontrare persone in grado di ferirla, non resterei in silenzio nel sentirla piangere di notte nella sua stanza e non scapperei come in verità ho fatto.
Non lascerei quella luce sfuggirmi dalle mani come ho fatto.
Abbiamo perso tutti qualcosa non appena Charlotte ha deciso di oltrepassare quella porta luminosa, tutti ora abbiamo un vuoto dentro, tutti sentiamo la mancanza di quella luce.
