Capitolo 6.

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Quando la campanella suonò mi avviai fuori dall'aula e mi diressi al parcheggio verso la macchina di Rose. Non era ancora arrivata e l'auto era chiusa, così decisi di aspettare qualche minuto il suo arrivo.

Mi appoggiai alla macchina e osservai gli studenti allontanarsi e ridere con i loro numerosi amici, mentre io stavo aspettando la mia unica amica. Certo, c'erano persone con cui parlavo, ma non c'era nessun altro su cui potevo contare se non Rose. Harry non era nemmeno un potenziale amico. O almeno, non più. Era da una settimana che non lo vedevo, da quando gli avevo detto di lasciarmi in pace. Non era più venuto in caffetteria e non avevo più visto la sua grande figura osservarmi quando mi voltavo. Ma in qualche modo, mi sentivo ancora più sola e vuota. Continuavo a dire a me stessa che mi sentivo così solo perché non avevo attenzioni in più. Doveva essere per forza quella la ragione.

Alzai lo sguardo quando sentii la risata di Rose e la vidi con un ragazzo che era visibilmente preso da lei. Stava praticamente sbavando e lei gli diede una spintarella giocosa.

Avrei voluto essere così a mio agio come Rose. Come lo ero una volta.

Rose stava ancora ridacchiando quando arrivò all'auto, con il ragazzo al suo fianco. Deglutii e mi raddrizzai.

"Ellie, ehi! Oh mio dio, mi dispiace averti fatta aspettare, non volevo." Prese la chiave e sbloccò la macchina, lanciando i suoi libri nei sedili posteriori. "Adrian mi stava invitando alla festa di stasera." Indicò il ragazzo, che stava sorridendo e annuendo. Era davvero molto alto e muscoloso, con corti capelli biondi ed era alquanto affascinante. Mi osservò e io distolsi velocemente lo sguardo. "Adrian, può venire anche Ellie, vero?" chiese Rose e io spalancai gli occhi voltandomi verso di lei.

"Co-Cosa?!" urlai con un sussurro. Deve aver perso la testa! "N-Non va-vado alle feste, Rose!"

Rose sorrise e chiuse la portiera. "Ma Adrian ha detto che ci saranno poche persone, non è nemmeno da considerarsi una festa. Giusto?" Spostò lo sguardo sul ragazzo che annuì velocemente.

"Sì, sì assolutamente. Solo qualche amico," disse, sorridendo in modo amichevole. "Dovresti venire anche tu."

Mi voltai verso Rose accigliata. Lei sembrava eccitata dall'idea di andarci ma sapevo che se non avessi voluto andarci, lei non mi avrebbe forzata. Mi ero sempre nascosta nel mio appartamento e non uscivo mai se non per andare a scuola, a lavoro e al supermercato. Forse provare a uscire con qualcuno non sarebbe stato tanto male. In più, Adrian sembrava un bravo ragazzo. Non sembrava un tipo da feste folli.

Comunque non volevo andarci.

Volevo dire di no, ma il modo in cui Rose mi stava supplicando silenziosamente mi spezzò il cuore. Facevamo molte cose insieme, e sapevo che non sarebbe andata senza di me per non escludermi. Ero sempre stata l'amica che rifiutava tutto e se ne stava a casa a guardare Netflix, e per non lasciami sola rifiutava anche lei e mi teneva compagnia. Non potevo lasciarla andare ad una festa stramba da sola con un ragazzo che non conosceva molto bene.

"Solo qua-qualche amico?" dissi a bassa voce e lui annuì.

"Trenta persone, massimo." Non più della mia classe.

Sospirai nella mia mente ma sentii la mia testa annuire e sentii me stessa accettare. Rose squittì e corse ad abbracciarmi mentre Adrian sorrideva davanti alla sua eccitazione.

Sorrisi lievemente e ricambiai l'abbraccio. Le feste del college non sono così male, giusto?

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"Sono così contenta che tu abbia deciso di venire!" strillò Rose per la centoquarantesima volta mentre guidava. Sussultai al volume della sua voce e annuii.

Mend the Broken [Italian Translation]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora