Capitolo 17

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POV Christian

Sono seduto a questa scrivania da ore, non riesco per niente a concentrami a lavoro. E' circa un mese che il senso di colpa ed il tormento non mi danno pace. Non vedo lei e Teddy da un mese. Mi mancano. Tanto.

So che come stanno, un investigatore privato li ha tenuti d'occhio per tutto questo tempo. Dio quanto vorrei poter cancellare il mio passato e permettere a loro due di avere la giusta serenità. Sbatto un pugno sulla scrivania facendo sobbalzare Ros, la mia vice.

-Cristo Grey datti una calmata.-

-Ros non...-

-Non iniziare con i tuoi piagnistei Grey. Cazzo ma ti rendi conto di quanto tu ti sia rammollito? Cazzo, avevi ritrovato la donna che tanto volevi, hai un figlio con lei, purtroppo hai perso il tuo secondo genito. E cosa hai fatto in tutto questo tempo? Ti sei lamentato, l'hai stalkerata senza fare una beata minchia. Scusa il francesismo ma il Grey che conosco io ne ha di palle, se ha qualcosa da farsi perdonare non se ne sta con le mani in mano, anzi le usa per cercare di ottenere quello che vuoi. Vuoi Anastasia e Teddy? Allora lotta. Accendi il tuo cervello di uomo e riprenditeli!-

Ros si alza come una furia e va via dal mio ufficio sbattendo la porta, facendo talmente tanto forte che la cornice sulla mia scrivania si capovolge.

L'afferro. Eravamo davvero felici in questa foto. Io, Anastasia e Teddy abbracciati allo zoo. Una delle giornate più belle. Noi tre, felici.

Sono confuso, frastornato. Non so quante volte, ormai ho perso il conto, avrei voluto prendere il jet e raggiungerli. Ma per una volta, una sola volta, ho voluto rispettare la sua scelta.

Avrò fatto bene? Mi avrà pensato? Mi odia? Troppi interrogativi e troppe risposte attese.

Mi passo una mano tra i capelli, non so che fare. Voglio vederla, voglio stare con lei. Voglio che mi insulti, mi prenda a schiaffi, qualsiasi cosa pur di poter ottenere il suo perdono.

La vibrazione del telefono mi costringe a portare l'attenzione su quell'aggeggio infernale. Sto quasi per rispondere male a chiunque mi stia cercando in questo momento, quando il nome e il volto di Anastasia si palesano sullo schermo.

Mi sta chiamando davvero? I battiti del mio cuore accelerano, inizio a sudare freddo.

Mi schiarisco la voce prima di rispondere, che sia successo qualcosa a Teddy? Rispondo e in tre secondo il suono armonioso della sua voce mi fa sciogliere il cuore.

-Christian...- Il mio semplice nome mi riporta alla mente tanti ricordi, casti e non. Dio, sembra passata un'eternità.

-Ciao Anastasia..come stai?-

-Vado avanti...-

Cala un silenzio tombale, un silenzio carico di rimorso e consapevolezza che niente torna più come prima.

-Mi dispiace Anastasia, per tutto quello che è successo. Mi dispiace essere la colpa del tuo male.-

-Non preoccuparti Christian. Ti ho chiamato per informarti che sono tornata a Seattle. Come concordato con l'avvocato, hai diritto a tenere Teddy due week-end al mese e vederlo due volte a settimana. Ti andrebbero bene martedì e giovedì? Sono i due giorni in cui non posso tenerlo dopo l'asilo. Inizio un nuovo lavoro e come orario mi trovo bene, eccetto quei due giorni.-

-Un nuovo lavoro? Non sei più..-

-No. Mi è bastata una settimana di lavoro per decidere di troncare con la Grey Publishing. Troppe occhiate di compassione e non, da parte di tutti. Sebbene Erick sia un bravo capo, io avevo bisogno di stare alla larga da tutto ciò.-

Erick? E' così n confidenza con lui? Che ci stia uscendo? Dio!

-Posso sapere almeno che lavoro fai?-

-Lavoro in un caffè letterario, faccio la cameriera, in più, mi occuperò dell'organizzazione del club del libro, dove una volta al mese verrà discusso il libro del momento, ovviamente dopo averlo letto da tutti i membri del club. Questo mese abbiamo scelto "Io prima di te" .-

Di tutto il suo discorso io non mi soffermo molto, l'unica parola che rimbomba nella mia testa è Erick.

-Stai uscendo con Erick?-

Non faccio neanche in tempo a formulare la frase, che vorrei davvero maledirmi per averglielo chiesto. Cazzo di cervello bacato.

-Christian noi non stiamo insieme, non più...-

Queste parole fanno un male, è come se una lama incandescente fosse conficcata più a fondo nel mio cuore. Oh Anastasia, sarò stato un cazzone ma non posso smettere di amarti.

-Mi dispiace, scusami io... non so che mi è preso... mi dispiace... Vanno bene quei giorni. Devo andare. Ciao.-

Chiudo la chiamata, fa troppo male sapere che la donna di cui sei perdutamente innamorato, possa appartenere ad un'altra persona.

Preso da una furia inizio a buttare giù tutto ciò che ho sulla scrivania, il computer, i fogli della prossima riunione, il telefono ,la cornice. Tutto! Cazzo, sono un cazzo di coglione, ho perso le speranze. Ho perso lei.

Mi accascio contro la scrivania, mi prendo la testa tra le mani ed inizio a piangere. Non avevo mai pianto così. Mi sento un fallito, un uomo che ha creato il suo impero dal nulla, che ha soldi a volontà, ma che in realtà è privo del bene più prezioso del mondo, l'amore.

Non so quanto tempo passo a piangere, forse minuti, ore, non lo so. So soltanto che qualcuno mi aiuta ad alzarmi e quando vado per ringraziare quella persona vedo Taylor.

-Mr Grey si sente bene?-

-Jason? Sei tu?-

-No, sono una divinazione. Ovvio che sono io Mr Grey. Sono venuto qui per parlare di alcune cose importanti. Che riguardano Jack e la perdita del bambino da parte di Anastasia.-

-Cosa vorresti dire?-

Mi porge una cartellina gialla.

-Al suo interno ci sono alcune foto, documenti e ricevute di Mrs Lincoln.-

-Elena? Che cazzo c'entra in tutto questo lei?-

Apro la cartella, guardo tutto. Le foto, i documenti. Non ci posso credere, lei ha ucciso Jack, ha ucciso il nostro bambino.

Alzo lo sguardo dai fogli e lo ripongo in quello di Taylor.

-Gliela farò pagare, non può, non...Voglio la testa di Elena Lincoln. Non merita di vivere e respirare la mia stessa aria.-

-Cosa vuole che faccia?-

-Qualsiasi cosa pur di vederla soffrire.-

-Ai suoi ordini Mr Grey-

Taylor sta già chiudendo la porta dell'ufficio quando lo fermo.

-Perchè hai deciso di aiutarmi?-

Mi guarda e sospira.

-Tutti facciamo errori nella nostra vita. Lei ha fatto i suoi, l'ho tenuta d'occhio questo mese. Ho visto come è stato, so che ora tutto il male che è successo, proviene da una sola persona. Ho visto soffrire molto Anastasia,so che ci tiene a lei, in fondo non ha smesso di amarla. Voglio vederla felice, quindi se la ama davvero. Faccia qualcosa di sensato e si riprenda la sua famiglia.-

Esce e mi lascia li come uno stoccafisso. Hanno ragione lui e Ross,se voglio la mia famiglia, devo riprendermela.


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