Capitolo7

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POV ANA

Sto prenotando un volo per Jack per un viaggio di lavoro per la settimana prossima, mi ha proposto di andare con lui. Non ho ancora preso una decisione. Sarebbe bello portare Teddy con me a New York, però devo valutare se mi conviene o meno. Mi squilla il telefono nella borsa, sono le 12:30 chi potrà mai essere? Ho sentito papà prima di entrare a lavoro e con Kate ci siamo sentite prima via email. Prendo il telefono nella borsa e noto il numero dell'asilo. Inizio a sudare freddo .Teddy!

–Pronto?-

-Anastasia mi spiace disturbarla a lavoro ma...

Oh dio! Che cosa è successo?

–Francesca per favore parla, mi sto spaventando a morte-

-Oh Anastasia mi sono girata un secondo, mi spiace troppo. Teddy ha battuto la testa, ha perso i sensi e tanto sangue, lo stanno portando all'ospedale ora.-

-Oh mio dio! Quale ospedale?-

So di star alzando la voce in ufficio, ma non posso non stare tranquilla in questo momento! Esce Jack e mi guarda in maniera sorpresa.

–Al Seattle Hospital. Oh Ana mi spiace!-

Le chiudo il telefono in faccia e inizio ad andare nel pallone. Cazzo, cazzo, cazzo!

–Ana che succede?-

Guardo Jack e scoppio a piangere.

–Teddy, ospedale,io-

Queste sono le uniche cose che riesco a dire a causa del pianto e dei singhiozzi.

–Keller!-

Il suo braccio destro si avvicina a noi

– Porto Anastasia in ospedale, sostituiscimi mentre non ci sono-

-Va bene, Jack!-

Con il sostegno di Jack arriviamo alla sua macchina. In mente ripeto la solita frase, fa che stia bene, fa che stia bene! In meno di quindici minuti siamo li. Jack purtroppo è dovuto tornare indietro, Keller l'ha chiamato per una cosa troppo urgente. L'ho tranquillizzato dicendo che non sarebbe successo niente. Sono all'ingresso per chiedere informazioni sul mio bambino. Mi dicono che è in sala operatoria. Oh dio! Mi dicono ti aspettare in sala d'attesa. Mi siedo e mi prendo la testa tra le mani. Sono una pessima madre, sono una pessima madre!

POV CHRISTIAN

Stamattina il buongiorno è stato del cazzo!Welch non ha trovato niente, neanche un piccolo fottuto indizio sulla mia Anastasia. Devo rinunciarci, ormai è un sogno irrealizzabile. Continuo a lavorare come un pazzo fino a quando Andrea non mi ricorda del pranzo.

Sono con mia madre al nostro ristorante preferito, sono un po' nervoso, ma credo che sia normale dopo tutto.

-Come sta papá?-

-Bene. Ha chiuso un importante caso.-

Cala il silenzio a tavola.

-Christian-

-Mamma-

Ridiamo, abbiamo parlato contemporaneamente.

-Mamma mi spiace per tutto, spero tu possa perdonare il mio comportamento poco signorile. Vorrei poter recuperare il rapporto con voi. Pensi di riuscire a perdonarmi un giorno?-

Mi guarda e i suoi occhi sono lucidi. Sta per parlare quando le squilla il telefono. Sta parlando con una infermiera dell'ospedale a quanto pare c'è un'emergenza. Chiude la chiamata e mi guarda.

Scherzi del destinoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora