Rafe inspirò una boccata d'aria fresca e poi si riempì i polmoni con un lungo tiro di sigaretta. Fumare gli permetteva di dissipare i suoi dubbi, quei dubbi persistenti che gli ottenebravano la mente da quando aveva baciato Helena, poche ore prima. L'aveva baciata... perché? Solo per soffocare la sua gelosia, o perché voleva qualcosa di più? Perché non era riuscito a trattenersi, a fermarsi in tempo? Perché lei lo aveva sfidato, e lui lo aveva capito. Rafe Ellington non si tirava mai indietro di fronte a una sfida, anche se quella sfida consisteva nel rischiare di macchiare la reputazione di una giovane aristocratica.
Ripensò a Tom, al modo in cui aveva stretto Helena contro di sé, come se ne avesse avuto il diritto, e l'ira gli fece ribollire il sangue. Si affrettò a tentare di placarla inspirando altro fumo. Il cielo, sopra di lui, era plumbeo, pronto ad ospitare una tempesta da un momento all'altro. Non ricordava che potesse piovere in un posto come quello, sempre sommerso da sole e aridità, eppure il grigiore scuro del cielo non poteva preannunciare altro se non un alluvione.
Rafe appoggiò i gomiti alla ringhiera in legno e spense la sigaretta sotto lo stivale. Di dormire non ne voleva proprio sapere. Come avrebbe potuto, comunque, dopo quello che era accaduto con Helena? Non era senso di colpa quello che sentiva, quanto piuttosto timore per il futuro. Se Helena avesse scoperto di aver commesso un errore, baciandolo, come si sarebbe comportata? Come avrebbero potuto affrontare il resto del viaggio in tali condizioni? Non poteva pensarci. Ma avrebbe dovuto prendere precauzioni. Eppure non ci riusciva. Aveva pensato che sarebbe stato semplice, come quando quattro anni prima aveva abbandonato la professione di medico per fingersi una guardia del corpo, in onore di suo fratello, ma con Helena era diverso. Era più difficile, un percorso più travagliato, ostacolato da...
Una mano gli sfiorò la spalla dolcemente. Lui seppe di chi si trattava ancor prima di voltarsi.
«Sta per piovere» disse Helena, affiancandolo. Prese un respiro profondo, percependo un groppo chiudergli la gola. Sarebbe potuto rientrare, chiudersi in camera e non uscire fino all'indomani, ma non lo fece. Perché voleva stare con lei.
«A quanto pare» replicò Rafe trattenendo un lungo sospiro. Averla vicino gli procurava un dolore sordo al centro del petto, l'equivalente di un macigno che nessuno avrebbe potuto spostare. Ma era anche la sensazione migliore di cui avesse bisogno. E ne aveva bisogno, disperatamente.
Lei si strinse il sottile mantello intorno al corpo, estremamente conscia della sua vicinanza, e lo guardò.
«Mi dispiace per avervi sfidato, prima.»
Rafe si strinse nelle spalle, poi finalmente si girò e la fissò. «Perché lo avete fatto, Helena?»
«Fatto cosa?»
Sembrava tesa, adesso. Rafe tornò a scrutare il cielo e le cime degli alberi in lontananza, stagliate contro il cupo dipinto dell'orizzonte.
«Perché non mi avete fermato quando vi ho baciata?» rispose, tentando di rimanere impassibile al suono del suo gemito trattenuto a stento.
«Non ho potuto» fu la sua risposta sussurrata a fior di labbra.
«Avreste dovuto comunque. Perché siete stata tanto ingenua da assecondarmi?»
«Perché volevo che lo faceste. Volevo essere baciata ancora da voi, come mi avete baciato quella notte nella foresta.»
Fu la completa innocenza di quella risposta a scaldare il petto di Rafe, a concedere un altro pezzo del suo cuore a Helena. Lei aveva desiderato quel bacio, forse tanto quanto lo aveva voluto lui stesso. E tuttavia, rimaneva una cosa proibita.
Atteggiò il suo viso a un'espressione pressoché impassibile e serrò le labbra. «Non dovrà ripetersi mai più.»
«Lo so, Rafe.» Helena non sembrò turbata dalle sue fredde parole. «Ma si tratta di voi, e quando sono con voi non riesco a ragionare con lucidità. Mi confondete, mi fate credere che ci sia qualcosa e poi tornate a indossare la vostra maschera d'indifferenza... »
Rafe si voltò di scatto verso di lei, battendo un pugno sulla ringhiera. Il movimento fece sussultare Helena, che lo fissò con profondo turbamento. «Credete che sia indifferente? Credete che non vorrei baciarvi tutti i santi minuti di tutti i santi giorni, Helena? Ma non posso, perché non è giusto. E voi lo sapete, maledizione! Eppure mi sfidate, mi mettete alla prova, sapendo perfettamente quello che provo per voi.»
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- IN REVISIONE - Cuore selvaggio
RomanceHelena Burren non sa nulla del mondo al di fuori del palazzo in cui è sempre vissuta. Così, quando, dopo la morte di suo padre, sua zia la informa che il vecchio l'aveva promessa in sposa ad un ricco aristocratico lontano dalla sua terra, il Devonsh...
