Gettò i calzoni sul prato con un gesto quasi nauseato. Chiunque lo avesse visto nudo, alla luce del sole, lo avrebbe definito un vero e proprio dio greco; possedeva quei tratti eleganti e raffinati delle statue elleniche, un corpo muscoloso, definito, ma non troppo possente, due gambe lunghe, una barba leggera, un naso leggermente adunco che gli conferiva un tratto misterioso. Ma se lo si fosse conosciuto a fondo - se lo si fosse conosciuto per quello che era in realtà- chiunque avrebbe scelto di tenerlo alla larga, come si paventa una malattia, come si rifugge dalla morte. Era questo che lui era; una piaga che andava debellata, ma di cui nessuno era a conoscenza.
La madre di Bayard Mellins, il trentacinquenne proprietario terriero che Helena Burren avrebbe dovuto sposare, era morta di parto, nel momento in cui dava alla luce il suo primogenito. Fin da piccolo, Bayard era vissuto con il padre. Suo padre, Anthony Mellins, era stato un uomo profondamente buono, ligio al dovere, amorevole, gentile, ma quelle qualità non erano state ereditate da suo figlio.
Bayard era cresciuto in modo differente, corroso da una rabbia immorale verso il genere femminile, addossando alla levatrice - che non aveva potuto salvare sua madre - la colpa della sua morte. Aveva sempre odiato le donne, le aveva sempre disprezzate, e nessuna avrebbe fatto eccezione. Nemmeno quella che stava per diventare sua moglie. Lui le usava e poi le metteva da parte.
Prima di morire, suo padre gli aveva presentato un amico di vecchia data: Stephen Burren, che gli aveva annunciato di essere alla ricerca di un buon partito per sua figlia. Nonostante le rassicurazioni del vecchio su quanto Helena Burren - questo, il suo nome - fosse una creatura splendida, Bayard aveva aperto la bocca per dire che no, lui non si sarebbe sposato, mai, ma il caro Anthony si era opposto fermamente, a dispetto dell'età piuttosto veneranda. Era stata la prima volta in cui Bayard lo aveva visto davvero convinto di qualcosa, e aveva capito che nulla avrebbe potuto fargli cambiare idea. E così lui era stato costretto ad acconsentire. Il vantaggio, aveva dichiarato suo padre, era che Helena Burren viveva lontano anni luce dal Nevada, la sua terra natale, e perciò prima di incontrarla e convolare a nozze ci sarebbero voluti mesi. Ma i mesi erano passati, suo padre era ormai morto e l'unica compagnia di Bayard, adesso, era la sua fedele bottiglia di whiskey. Helena Burren sarebbe giunta in Nevada entro pochi giorni e lui, nonostante tutto, si era preparato a riceverla tramite i suoi passatempi preferiti.
Aveva violentato ogni serva del suo palazzo, perfino quando quelle erano fuggite nella brughiera; le aveva inseguite, le aveva intrappolate, e aveva perso il conto dei figli bastardi che doveva aver disseminato per la città. Non gli interessava diventare padre di un bastardo, no, lui mirava a un figlio proprio, che fosse riconosciuto dal sacro vincolo del matrimonio. Ma non aveva perso occasione - né l'avrebbe mai perduta - di giacere tra le braccia di una prostituta, dedito ai piaceri della vita, a quelli che sapeva offrirgli un buon liquore, una donna esperta capace di soddisfarlo in ogni modo possibile e immaginabile. Presto sarebbe stato legato a un'altra donna, una donna che sarebbe stata solo sua e di nessun altro, ma non avrebbe rinunciato a quei piaceri di cui non poteva fare a meno.
Helena Burren, così diceva suo padre, era diversa dalle solite fanciulle della società americana. Tanto per cominciare era sprovvista di timidezza, colma di senso del pudore, era bella ma non sapeva di esserlo. Sarebbe stata una sfida ben più che piacevole, per lui.
L'avrebbe conquistata, aveva deciso, anche se in fondo non era quello il suo obiettivo. Conquistarla non gli interessava. Plagiarla, quello sì.
Lui era furbo, scaltro, meschino. Il suo interesse verso di lei sarebbe stato talmente evidente che la signorina Burren si sarebbe sciolta irrimediabilmente. E allora Bayard l'avrebbe piegata, modellandola a proprio piacimento, ricordandole che il ruolo di una donna era quello di obbedire al marito. In ogni occasione, in ogni dove, per tutta la vita. Non l'avrebbe condivisa con nessun altro uomo, nemmeno nella morte.
Si immerse nell'acqua fredda del lago fino a metà corpo, poi si tuffò, facendo sporgere il capo - di un biondo sporco - solo per qualche millimetro. L'adrenalina gli pompò nelle vene, fino a raggiungere ogni più piccola parte del suo essere e, quando l'ossigeno finì, solo allora, riemerse con una spruzzata d'acqua colossale, le vene tese sul collo abbronzato. I capelli fradici gli sfioravano le spalle larghe, robuste, procurandogli fastidio; se li tirò indietro con un gesto stizzito. Sollevò lo sguardo verso il tenue sole del tardo pomeriggio, che risvegliò in lui un senso di pace idilliaca. L'illusione non si protrasse per più di qualche mero istante. Poi la rabbia ricominciò a montargli dentro e allora si rituffò nel lago con forza, ferendosi il viso a causa dell'impatto violento. Quando ne riemerse, il sole si stava allontanando. Presto sarebbe arrivata la sera, presto la sua ira avrebbe lasciato il posto al desiderio di sonno. Adorava le ore notturne: gli permettevano di riposare la mente, di trarre sollievo dalle responsabilità quotidiane, di non concentrarsi sul fatto che entro poco tempo sarebbe stato legato per sempre a una maledetta donna e le sue libertà sarebbero state messe a dura prova. Non che fosse un problema. Avrebbe certamente continuato a divertirsi anche con la sua ingombrante futura moglie; Bayard Mellins non aveva una coscienza, né qualcuno che avrebbe potuto condurlo sulla retta via.
Ma non importava, si disse. Tutto ciò che contava era che quella fottuta bastarda gli desse un erede, un erede maschio. Se fosse stata una femmina, lui l'avrebbe detestata, ripudiata, gettata nel lago ponendo fine alla sua vita. Avrebbe picchiato sua moglie fino allo sfinimento, se fosse stato necessario, fino ad ucciderla. Ma lei gli avrebbe dato un figlio maschio, o non avrebbe più aperto gli occhi. E poi, quando fosse accaduto, Bayard Mellins avrebbe potuto sbarazzarsi di lei e dimenticarla, come se non fosse mai esistita. Sarebbe di sicuro finito all'inferno per questo, ma lui, comunque, non aveva mai creduto negli inferi.
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- IN REVISIONE - Cuore selvaggio
RomanceHelena Burren non sa nulla del mondo al di fuori del palazzo in cui è sempre vissuta. Così, quando, dopo la morte di suo padre, sua zia la informa che il vecchio l'aveva promessa in sposa ad un ricco aristocratico lontano dalla sua terra, il Devonsh...
