Cap.18

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"Cosa?"

"Ancora? La risposta è sempre quella. Sono scappata"

"Cosa?" Chiede Riccardo per l'ennesima volta

"Basta" grido "hai capito"

"Ma sei impazzita? Che cazzo ti passa per la testa? Chiama i tuoi e spiegagli tutto"

"Stai scherzando? Voglio prima godermi la giornata"

"Ma che ti è preso? Tu stai fuori"

"E già" annuisco, sto fuori e non so perché

"Chiamali o lo faccio io"

"Che palle"

"Che palle un corno, si staranno preoccupando, hai idea di quante cose brutte potevano succederti?"

"Oh no, il mio stalker lavora di giorno, non la notte alle 3" penso

"Ma non mi è successo niente, dopo la colazione chiamo ok? Sto morendo di fame" lo vedo accettare la proposta insicuro e dopo aver chiesto agli altri ragazzi se vogliono venire con noi al bar, usciamo.

"Qual è il bar più vicino?" Chiedo, ma nessuno sembra saperlo

"Non ci hanno fatti uscire molto" risponde un ragazzo, si è presentato quando sono arrivata, ma ovviamente io non ricordo neanche un nome

"Quindi non ne avete idea?" Chiedo vedendoli annuire

"Giuro che se mi fate perdere vi impicco uno ad uno"

"Crudele la ragazza" interviene un altro ragazzo innominato

"No no, di solito è peggio...questo era un avvertimento, lei di solito passa subito all'attacco" ridacchia Riccardo comprandosi il sorriso di tutti.

Solo dopo parecchia strada riusciamo ad arrivare a destinazione, ora capisco perché non riuscivo a trovare l'indirizzo della casa, è fuori dal mondo.

"Quindi voi 2 andate a scuola insieme? Com'è Riccardo nella vita di tutti i giorni?" Chiede una tizia, perché le interessa?

"Beh, non so come si è comportato qui, ma di sicuro è un gran rompipalle"

"Si, questo l'avevo capito anche io" ride un ragazzo, quello che ha detto che non sono usciti molto dalla casa di Amici, quello con il ciuffo alto.

"Sempre molto sincera Angy, grazie"

"Cosa vi porto?" Interviene la cameriera evitandomi di rispondere a Riccardo

"Un cappuccino, un cornetto, uno yogurt alla vaniglia di quelli con le scaglie di cioccolato dentro, un caffè per favore già zuccherato, un bicchiere di succo all'arancia rossa, uno di quei bellissimi muffin al cioccolato che ho visto lì sul bancone e se potresti portarmi un paio di biscotti da inzuppare te ne sarei grata" tutti mi fissano immobili, compresa la ragazza con il taccuino degli appunti in mano.

"Cosa c'è? Ho fatto un lungo viaggio io, per non essere irritante devo nutrirmi" dico facendo ridere chiunque sia capitato ad ascoltarmi, anche un uomo al tavolo accanto sembra sopprimere una risata.

Con mio grande stupore le ordinazioni ci arrivano subito e io ho la mia nutriente colazione d'avanti.

"Come fai ad avere quel fisico e mangiare come un camionista? Io sono continuamente a dieta, non mangio un pasto completo da quando avevo 5 anni."

"Che vita triste" dico

"Infatti è scema" interviene Riccardo

"Pretende di fare la dieta, non mangia quasi niente tutto il giorno ma non dimentica mai di mangiare il dolce.

Un giorno ho dovuto scortarla a casa per quanto era diventata debole."

"Si" ridacchio portando la tazza alla bocca " quel giorno ha dato il ben servito a mio padre"

"Ben servito?" Chiede la ragazza con i capelli neri

"Lunga storia" dico beccandomi l'occhiata divertita di Riki

"Bei baffi" mi dice il ragazzo del ciuffo alto passandomi l'indice sul labbro e mostrandomi la schiuma del cappuccino"

"Le mani al posto Alessio" lo schernisce un altro ragazzo, lui ha i capelli cortissimi, quasi rasati.

Intanto comunque, spero di non essere arrossita.

Solo dopo 2 ore lasciamo il bar, il tempo sembra essere volato via.

"E ora cosa si fa?" Chiedo prendendo Riccardo a braccetto

"Dovremmo tornare a casa, sono già le 11" risponde la ragazza castana

"Si, forse dovremmo" risponde l'altra ragazza, ma cosa sono? Carcerati?

"Noi rimaniamo ancora un po'?" Sussurro nell'orecchio di Riccardo. Sono venuta qui per stare con lui, non con degli sconosciuti.

Lo vedo annuire e subito riferisce agli altri, 2 secondi dopo siamo soli.

"Allora? Che ne pensi degli altri?"

"Simpatici"

"E ancora non hai conosciuto tutti"

"Ma chi se ne frega, sono venuta qui per stare con te"

"Vieni qui" dice lanciandosi verso di me per abbracciarmi, facendomi indietreggiare.

"Il momento sentimentale c'è stato stamattina" gli ricordo

"Ecco che sei tornata quella di sempre" ride "ma la te di stamattina era meglio"

"E certo, ti piacerebbe essere il più forte tra i due"

"Lo sono comunque"

"Ma fammi il piacere" dico spingendolo via

"Allora? Come va la tua vita da cantante?" Chiedo quando ormai siamo seduti alla panchina del parco a metà strada tra il bar e la casa.

"Sono solo 2 settimane e mi sembrano una vita. Cantiamo giorno e notte e i professori sono fantastici."

"Fabrizio Moro" dico con voce sognante

"È fidanzato"

"Ma chi?.."

"Moro"

"Ma chi te l'ha chiesto" dico schiaffeggiandogli il braccio

"È bono comunque"

"Se lo dici tu"

"Sei solo geloso"

"Io? E di chi? Di quello? Neanche ti conosce" dice sorridendo

"E vedo che ne sei felice"

"Sarei felice si, senza di te in mezzo ai piedi"

"Quanto vuoi scommettere che a breve verrà a conoscenza della mia fantastica esistenza?" Chiedo alzandomi e porgendogli la mano.

"Oggi non c'è, è domenica e non ci sono lezioni, mi dispiace"

"Ma dopo la domenica a casa mia arriva il lunedì, qui a Roma funziona diversamente?"

"Hai intenzione di rimanere anche domani?"

"Domani, dopodomani e dopodomani ancora se ne ho voglia. Vado via quanto mi pare, ormai sono qui e nessuno mi porterà via se non i miei piedi."

"Lo sai che stai rischiando tanto con i tuoi vero?"

"Lo so e non può fregarmene di meno. Volevo stare con te e ora sono qui, non sono più una bambina."

SPAZIO AUTRICE
e intanto a casa dai suoi suo padre maledice Riccardo in tutti i modi possibili hahaha.
L'avessi fatto io sarei già morta fucilata... alla prossima, ciau

Amore || Riccardo MarcuzzoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora