Subito il mio pensiero è andato da Riccardo.
Aveva finalmente trovato il modo e il tempo per scrivermi?
Il sorriso che si era creato sul mio volto svanisce quando mi accorgo che la grafia non è la sua.
C'era scritta solo una frase in grassetto che diceva " i giochi sono cominciati"
Un brivido comincia a percorrermi tutta la schiena e quando sento il rumore di una porta sbattere, mi accorgo di aver anche visto un'ombra.
Non sono in un film giallo, ma sono certa che la carta è ancora calda.
Sento il battito del mio cuore rimbombarmi in testa.
Stavo per tornare in casa quando, per non destare sospetti, decido di rifugiarmi nel bar vicino casa.
Prima di veder arrivare il cameriere, ho il tempo di rileggere la "lettera" altre 20 volte.
Ogni volta l'ansia aumentava e quando vidi finalmente arrivare qualcuno a prendere la mia ordinazione, tirai un sospiro di sollievo.
Il cappuccino ancora bollente era riuscito a spezzare i miei pensieri, ma quando il cameriere mi si avvicina con in mano un cornetto e un fogliettino ripiegato su se stesso tante volte, comincio ad agitarmi ancora.
" te lo ha offerto quel ragazzo lì " mi dice indicando un ragazzo che stava giusto uscendo dal bar.
Prendo subito il cornetto e le mie cose e esco anche io.
Lo vedo camminare verso la direzione che avrei dovuto prendere anche io, la tentazione di seguirlo è tanta, ma poi mi ripeto che non sono in un film e che la frase " i giochi sono cominciati" non allude proprio ad un lieto fine.
Ricordando la frase scritta sul foglio sotto la porta mi torna in mente il fogliettino che mi aveva dato il cameriere.
Frugo nelle tasche e lo trovo.
"Da quando ti ho notata ti ho visto sempre sola, dovresti stare attenta"
C'era scritto.
Senza neanche pensarci mi giro dalla parte opposta alla sua e comincio a camminare verso il paese, lì si che c'è gente.
Ovviamente cado nella tentazione di rileggere anche questo bigliettino più volte e la malinconia mi assale ogni volta che leggo la parola "sola".
Mi manca così tanto.
Non mi ero accorta di quanto potesse essere essenziale Riccardo per la mia vita e non mi ero accorta di quanto ne ero dipendente.
Sono ormai le 11 quando decido di alzarmi dalla panchina.
Nonostante sia una giornata scolastica molti ragazzi della mia età gironzolano per la villa, qualcuno più grande, qualcuno più piccolo ma comunque studenti fuori dai banchi di scuola.
Comincio a camminare verso casa a testa bassa, vista da fuori sicuramente sembrerò una povera ragazzina depressa, ma in realtà sono solamente sola.
Giusto, sola.
"Dovresti stare attenta" aveva scritto il ragazzo, ma cosa voleva dire?
Tornando a casa continuo a scalciare tutto ciò che mi ritrovo d'avanti ai piedi, ripetendomi tutte le parole scritte a penna.
A furia di filmini mentali diventano sempre più inquietanti.
A questo punti nei film o nei libri quando esci da sola, scalciando i sassolini, a testa bassa, con il vento tra i capelli, dovresti andare a sbattere contro qualcuno, e ovviamente quel qualcuno è bellissimo e anche lui da solo che cammina a testa bassa e bla bla bla.
Ma no io vivo in un horror.
"Ahi" dico cadendo con il sedere per terra
"Angelica?" La sua voce, quella cosa irritante.
Alzo lo sguardo e incontro gli occhi gelidi della mia vecchia amica.
"Paola?" Mi alzo dolorante con l'aiuto della sua mano.
Solo una volta in piedi mi accorgo che con lei c'è sua madre, quella donna è il signor Burns reale, difficile da credere ma vero.
"Dovresti stare attenta quando cammini" mi dice avvicinandosi a sua figlia.
"Non hai lo zaino, l'hai dimenticato a scuola per la tua solita sbadatezza o non ci sei andata?" Continua
"No, non ci sono andata" rispondo, a chi importa quello che penserà lei?
"Vedi Paola? Questa è una cosa che proprio non devi fare." Dice strattonandola per un braccio per allontanarla da me.
Ormai disperata da sua madre, Paola mi fa un cenno di saluto prima di voltarsi e seguirla.
Io e Paola non siamo amiche da anni ormai.
Siamo andate all'asilo insieme ed è lì che è cominciata la nostra grande amicizia.
Eravamo sempre insieme, a danza, in piscina, eravamo un duo inseparabile.
Le mie amiche erano le sue e viceversa e i tradimenti non erano ammessi.
Dopo l'asilo siamo state nella stessa classe anche alle elementari e alle medie, era tutto perfetto fin quando non arrivò la dura scelta della scuola superiore.
Lei era la più brava della classe, sua madre la spingeva a studiare in tutti gli orari della giornata, molte volte anche in piena notte vietandole di dormire.
Ovviamente per lei l'unica strada possibile era quella del liceo classico, io invece (come diceva sua madre) ero una povera illusa, svogliata e incapace che aveva scelto la strada della musica solo per stare giorno e notte a non fare niente.
Pur promettendoci di non abbandonarci, la cosa accadde comunque e dopo neanche un mese ormai ci eravamo dimenticate l'una dell'altra.
Ripensando ai bei momenti (e anche ai brutti) non mi accorgo di essere già arrivata a casa e di avere mio padre faccia a faccia.
SPAZIO AUTRICE
Si, lo so che sono passati un po' di giorni, ma tiziano non poteva aspettare, aveva voglia di cantare.
Ciaooo
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Amore || Riccardo Marcuzzo
Fanfictionnessuna descrizione è in grado di descrivere una bella storia, ora resta da scoprire se questa lo è... buona lettura (ma che vado dicendo,la descrizione è al secondo capitolo)#wattys2017
