#10 in Lupi Mannari il 17/03/18
#1 in Azione il 23/11/19
Prima classificata nel concorso Nuovi Talenti, categoria Lupi Mannari
STORIA IN REVISIONE
La bellissima copertina è stata creata da @hellocliffxrd
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Il mondo che conosciamo è stato raso al su...
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Fisso gli occhi sulla corda, non riuscendo a reagire. Sento il sangue pompare velocemente nelle mie vene, quasi lottando per esplodere.
Allo stesso tempo avverto lo stomaco annodarmisi e rivoltarsi in preda al panico. Potrei essermelo immaginato, magari è solo frutto di un'allucinazione uditiva data dallo stress.
Ma è quasi impossibile, lo so bene.
Conto mentalmente i passi che mi separano dalla finestra, prendendo in seria considerazione di afferrare la corda e gettarmi giù prima che il Mannaro mi raggiunga.
Potrei riuscirci nonostante queste creature siano decisamente più veloci di ogni umano esistente.
Il respiro dell'uomo è talmente pesante che riesco quasi a sentirmelo addosso, come se stesse strisciando sulla mia pelle.
Non riesco a capire dove sia così come non so quanta distanza ci sia tra noi.
Eppure non riconosco la voce calda che appartiene al Mannaro.
Chi c'è, quindi, nella stanza? Mi giro con il sudore che mi impregna la fronte, preparandomi mentalmente a qualsiasi cosa.
Davanti a me c'è un uomo diverso, piuttosto minuto e con corti capelli biondi, ha un fisico tonico e due grandi occhi azzurri.
Dà l'idea di essere un Mannaro con quella sua stazza.
Mi studia con la curiosità di un predatore, aggirando il mio letto per poi soffermarsi a guardare il terreno. Più precisamente fissa i cocci della lampada e la mia bile, che macchia il meraviglioso tappeto.
Sorride come se riuscisse a immaginare ciò che è successo, trovandolo divertente.
"Non avrei mai pensato che Xavier avrebbe portato un'umana qui dentro," piega la testa di lato, continuando a studiarmi. Successivamente si sofferma ad annusare l'aria con gli occhi chiusi e le labbra semi aperte.
Xavier. Quel nome continua a echeggiare nella mia testa. Finalmente posso associare il volto del Mannaro a un nome.
Non che mi interessi, comunque sia. Dare un nome, etichettare qualcosa, conferisce una certa importanza e una considerazione che io non voglio dare al Mannaro.
Faccio un passo indietro, continuando però a tenere una presa ferrea sulla corda, sotto il sorrisetto del biondo.
Guarda la corda come se fosse un oggetto senza importanza, inarcando un sopracciglio.
"Il tuo odore ha scombussolato molti di noi, non sapevamo cosa aspettarci." Mi spiega lui, sedendosi sul letto per poi accavallare le gambe.
"Oh, il mio nome è Matt, comunque." Aggiunge sbrigativamente, ammiccando.