Chapter Thirty-one- War

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Adrien era agitato, sotto pressione ed emozionato

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Adrien era agitato, sotto pressione ed emozionato. Aveva aspettato quel momento per più di vent'anni, mentre marciva nel Rifugio, intrappolato tra quelle strette mura di un grigio orrendo.

Aveva intrapreso il ruolo di Perlustratore per respirare, per illudersi minimamente che il mondo esterno potesse tornare loro. Aveva invidiato Rebecca quando, con naturalezza, si mescolava al Rifugio come se facesse parte di esso, come se riuscisse ad accettare tutta quella situazione.

Adrien sputò a terra, esibendosi in una smorfia che, ai suoi compagni, voleva sembrare d'incoraggiamento a proseguire. Le fogne sotterranee del Rifugio erano putride e maleodoranti, per non parlare del buio strisciante che sembrava avvolgersi attorno a qualsiasi cosa avesse forma.

Si fece i complimenti per aver fornito a tutti torce funzionanti, probabilmente senza di esse sarebbero ancora all'inizio.

"Manca poco, tenete duro solo un altro po'." li incoraggiò lui, asciugandosi il sudore dalla fronte. Erano più di venti minuti che camminavano, ma nessuno aveva osato lamentarsi. L'obbiettivo era tutto quello a cui riuscivano a pensare. L'adrenalina girava nel loro corpo caricandoli ancora di più, facendogli formicolare ogni muscoli.

"Eccoci." borbottò Adrien, battendo tre colpi sull'entrata da Matt indicatogliela. Trattennero tutti il respiro, aspettando un qualche segno di riconoscimento. Quando finalmente la botola si aprì, Adrien riuscì a vedere il volto di Matt.

Quest'ultimo sembrava raggiante, senza il normale cipiglio che assumeva sempre. Allungò la mano verso quella di Adrien, aiutandolo ad issarsi sopra e, dopo di lui, lo seguirono a ruota i suoi uomini.

"Gli ospiti della festa hanno lasciato la Villa cinque ora fa, per la casa non c'è nessuno se non i lupi di Xavier. " spiegò velocemente Matt, guardando uno ad uno gli umani. Molti erano rimasti nelle fogne, aspettando di poter salire mentre l'angusta stanza iniziava a stare troppo stretta a tutti.

Adrien si grattò il mento, pensieroso. "Dov'è Rebecca? Sarebbe dovuta esserci lei al posto suo." Il tono di Adrien si alterò, cercandola con lo sguardo senza però vederla. Erano passate più di due settimane dall'ultima volta che l'aveva vista, non sapeva in che condizioni versava e questo lo logorava.

Matt scosse la testa, sospirando, frustrato. "E' con Xavier, lasciarla con lui è stato più opportuno. Così lui non girerà per la casa e non ci sarà pericolo di trovarcelo davanti. Rebecca non sa che l'attacco è stato anticipato ad oggi," Matt si passò una mano tra i capelli sotto lo sguardo seccato di Adrien.

"Va bene, come vuoi. Ma se la coinvolgerai in qualsiasi modo pericoloso per la sua incolumità mi assicurerò di piantarti una pallottola direttamente in fronte." Matt ammise di non aver mai visto uno sguardo così gelido sul volto di Adrien, e di certo l'idea di ritrovarsi con una pallottola in fronte non lo rendeva molto entusiasta.

"Non le succederà niente, ma ora dobbiamo andare. A Rebecca penseremo dopo, ora è il momento di iniziare." A Matt, d'altronde, non importava molto di ciò che sarebbe accaduto a Rebecca, il suo unico obiettivo era portare a termine il piano. Con il figlio, Luke, ormai già al sicuro nel Rifugio, non aveva altre preoccupazioni.

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