Lucas era stordito. Non riusciva a capire come fosse passato dal volersi spiegare con Keira all'azzuffarsi con il fratello di lei e ora si ritrovava nell'ufficio del dottor Kettner insieme a Josh, in attesa del verdetto del giudice: tranquillante e punizione? Tranquillante e isolamento? Tranquillante e seduta straordinaria di psicoterapia? Una cosa era certa, il tranquillante non glielo avrebbe tolto nessuno.
«Cos'è successo esattamente?» chiese il dottore a entrambi. Josh guardò Lucas in cagnesco e lui si limitò a rispondere allo stesso modo.
«Dov'è Keira?» indagò Josh, ignorando la domanda del dottore.
«Keira sta benissimo. Non era lei che stava facendo a botte», precisò Kettner, lapidario. Lucas intuì che si stava spazientendo. «Allora? Qualcuno vuole spiegarmi cosa succede?» li incalzò.
«Sono andato da mia sorella per vedere come stava e lui si è intromesso», sibilò Josh incrociando le braccia al petto.
Certo! È andata proprio così, pensò Lucas amaramente, lui non stava affatto strattonando la sorella che inveiva e cercava di toglierselo dai piedi!
«Lucas, è vero?»
Lucas sbuffò e voltò la testa da un lato. «Come vi pare.»
«Ora basta. Esigo una spiegazione! Non accetto violenza qui dentro, mi avete capito? Godete di una certa libertà all'interno del centro, non fatemi pentire di avervela concessa», li avvertì Kettner con fermezza, senza tuttavia alzare il tono della voce. «Lucas, dammi la tua versione.»
«Keira era arrabbiata, sia con me che con suo fratello. Io sono andato nella sua stanza per parlarle e ho visto Josh che la teneva per le braccia, mentre lei cercava di mandarlo via. Josh si è arrabbiato per la mia intromissione e il resto lo sa già...»
«Questa poi!» esclamò Josh, alzandosi di scatto.
«Siediti, Joshua» ordinò il dottore e il ragazzo obbedì. «Raccontami tu come sono andate le cose.»
«Stavo cercando di scusarmi con Keira. Lei non voleva saperne, mi urlava contro e stava per uscire dalla stanza, così l'ho fermata per cercare di parlarle. Poi è arrivato lui e mi ha detto di lasciarla. Come se potesse intromettersi tra me e mia sorella!»
«Non mi stavo intromettendo tra te e tua sorella, ti stavo impedendo di staccarle le braccia, idiota!» sbottò Lucas frustrato.
«Tu sei entrato e pretendevi di parlare con lei, ma lei non voleva vedere nemmeno te! Ti ha detto di uscire! Tu l'hai fatto?» sibilò Josh, furibondo.
Kettner sembrava sbalordito. Tirò un sospiro e parlò in modo controllato. «Capisco... così avete fatto infuriare Keira e avete successivamente preteso che lei ascoltasse le vostre giustificazioni. Ragazzi, io credo che dovreste lasciarle il tempo di cui ha bisogno per sbollire la rabbia. Non potete imporvi, dovete aspettare che lei accetti di ascoltarvi.»
Lucas e Josh annuirono in silenzio, colpevoli.
«Andate ora. Siete in punizione fino al fine settimana», sentenziò alzandosi dalla sedia e accompagnando i ragazzi fuori dalla porta.
«Che diavolo è successo?» domandò Amy quando Lucas entrò nella stanza. Se ne stava seduta sul suo letto in attesa di notizie sul chiarimento che Lucas avrebbe dovuto avere con Keira.
Con un sospiro, lui le raccontò com'erano andate le cose in realtà. Amy ascoltò sbalordita, annuendo di tanto in tanto e corrugando la fronte.
«Ti fa male?» gli chiese Amy, sfiorando il livido sullo zigomo di Lucas.
«Il mio orgoglio sta peggio», ammise lui frustrato, stendendosi sul letto. «Farai meglio a tornare in camera tua, sono in punizione fino a sabato.»
«Sicuro che vuoi che vada?»
Lucas la guardò e notò la sua espressione confusa. Si mise a sedere e le scostò i capelli dal viso con un mezzo sorriso. «Sì, vai. Ci vediamo a cena, spero.»
Keira era così arrabbiata che non riusciva a stare ferma. Faceva avanti e indietro per la stanza da almeno venti minuti, mordicchiandosi le unghie o torturandosi una ciocca di capelli rossi.
Juliet l'aveva accolta nella propria stanza senza fare domande; le era bastata l'espressione sul viso di Keira a farle capire il suo stato d'animo. Era rimasta a osservare la ragazza in silenzio, seduta sul bordo del letto con un quaderno tra le mani, aspettando pazientemente che Keira ricominciasse a comportarsi in modo normale.
«Sono così arrabbiata, Juliet! Sbuffò. «Josh crede di poter fare quello che vuole ed essere sempre giustificato! E Lucas?»
Juliet la guardò, aspettando che lei continuasse.
«Non lo capisco, ti giuro che proprio non lo capisco. Insomma, prima mi vuole parlare e io credo che condividiamo qualcosa e poi lui se ne va a raccontare ad Amy ciò che gli ho rivelato in confidenza e per di più...» si ammutolì. Non aveva davvero voglia di pensare al fatto che Lucas e Amy non avevano solo parlato.
Keira si appoggiò con la schiena al muro e scivolò a terra, prendendosi la testa tra le mani. «Non riesco a comprendere...»
«Keira...» la voce soave e leggera di Juliet scosse la ragazza dal suo dramma mentale. Keira la fissò, in attesa che proseguisse. «Lucas ti piace?»
«Ecco...» Keira rimase sorpresa da quella domanda così diretta, ma non poteva più nascondere la testa sotto la sabbia. Doveva affrontare ciò che provava, ormai era evidente. «Immagino di sì», sospirò, «altrimenti perché ci starei così male?» chiese, più a se stessa che a Juliet.
«Pensavi che lui provasse lo stesso?»
«Forse...» ammise, fissando il pavimento, «insomma... se uno ti cerca e ti racconta delle cose, se condivide qualcosa con te non è legittimo pensarlo?» cercò disperatamente l'appoggio di Juliet, sperando che lei le desse ragione.
«Dipende dalla persona, credo. Lo sai che lui e Amy...»
«Sì», rispose frustrata. Lo sapevano tutti. Quanto doveva essere sembrata stupida! Cosa credeva, di potersi intromettere in una storia che andava avanti da anni?
Ma allora cosa voleva Lucas da lei?
A cena, Keira stava ancora cercando una risposta a quella domanda. Jeany e gli altri erano curiosi di sapere cosa fosse successo quel pomeriggio e Keira tentò di rispondere ai loro quesiti restando sul vago.
«C'è una cosa che non capisco, però», disse Michael sovrappensiero, «perché eri arrabbiata con Coleman?»
Keira si morse il labbro. Non sapeva come rispondere, non poteva certo dire "Perché mi piace e lui va a letto con la mia compagna di stanza". Alla fine era quello il problema fondamentale, Keira aveva creduto che ci fosse qualcosa tra loro, ma Lucas non la pensava allo stesso modo evidentemente. «Keira si è confidata con lui e lui ne ha parlato con qualcun altro», intervenne Jeany in suo aiuto, spruzzando l'igienizzante sul tavolo. Keira le fu immensamente grata.
Nei giorni successivi Keira non vide né il fratello né Lucas. La loro bravata gli era costata l'isolamento, gliel'aveva detto Jeany. Non parlò nemmeno con Amy. Non le andava proprio di vederla, perciò, per quanto le fosse possibile visto che erano compagne di stanza, cercò di evitarla.
Pian piano la rabbia stava sbollendo, lasciando spazio alla stanchezza e alla delusione. Lei e Josh non erano mai stati così tanto tempo senza parlarsi e Keira si sentiva come se le mancasse qualcosa, una parte fondamentale del suo cuore, una parte che cominciava a far pesare la sua prolungata assenza. Erano sempre stati una cosa sola, mentre ora sembravano due isole alla deriva.
Poi c'era Lucas... doveva farsi passare quella cotta a ogni costo, perché un ragazzo così, abituato a un tipo di rapporto come quello che aveva con Amy, non poteva fare per lei. Lei, che non aveva nemmeno mai baciato un ragazzo in vita sua.
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NightFall - Il Portale
Fantasi- COMPLETA - NON AUTOCONCLUSIVO Keira e Josh Connelly sono due gemelli di diciassette anni che hanno appena perso i genitori in un misterioso incendio. A seguito di tale tragico evento, i due vengono mandati al Sunrise institute, una clinica speci...
