Sequestrata «7»

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Parigi albeggiava nuvolosa quel giorno. Bianca si affacciò dalla porta della piccola stanza... un'altra volta, lui fuori, ora illuminato dagli scarsi raggi del sole dell'immensa finestra che si estendeva davanti a lui. Aveva menzionato com'era bello? E non lo aveva ricordato... non conosceva nemmeno il suo nome. Gli occhi di Bianca si scrutarono tutta quella massa di muscoli, dalla punta dei piedi fino all'ultimo capello. E pensare che ieri erano sul punto di...

- Vieni qui. - le disse lui. L'aveva sentita da diversi minuti. Bianca aprì di più la porta per uscire. - Mi hai sentito? Vieni. - le disse di nuovo.

- Cosa c'è? - gli domandò lei.

- Ho bisogno dei codici delle tue carte di credito. - le indicò. - Scrivile in quel foglio ora stesso, che non ho tempo da perdere.

- I miei...

- I tuoi codici! - gridò. Bianca osservò il foglio steso sul divano con una penna, si avvicinò prima che Juan potesse gridare più forte. - Non ho neanche un minuto in più, quindi scrivi i maledetti codici una volta per tutte.

Bianca mosse la mano rapidamente. A fatica poteva ricordarsele per la nervosa che Juan la fece diventare. Scrisse un paio di numeri, per poi scriverne un altro paio, per poi completare il gruppo.

- Hai due carte di credito a nome tuo e due di debito. - le disse lui, all'osservare che aveva scritto solo i codici di una. - Scrivi i codici delle tue fottute carte di credito.

- Non ricordo quelli delle altre due...

- Non mentirmi! - tornò a gridare. A Bianca venne voglia di piangere, tuttavia non lo fece. - Merda... - disse lui incazzato.

- Te lo giuro... non le ricordo... - sussurrò lei. Ora con le mani tremanti.
All'improvviso le pareti risuonarono. Juan le colpì di nuovo. Ancora un paio di volte. Rifacendosi completamente. Ne aveva bisogno. Aveva bisogno di avere un riposo del suo proprio essere, dei suoi propri ricordi, di Bianca, di ciò che aveva passato ieri notte. Colpì la parete ancora tre volte, i mattoni sarebbero esplosi in qualsiasi momento. Sarebbero esplosi come lui, che non aveva controllo... ogni volta che ricordava la lezione di merda che era stato anni fa. E di ciò che era stato capace.

- Le ricorderò... - disse Bianca, nascosta tra le lacrime. Il suo viso umido diceva tutto. - Te lo prometto... - gli consegnò il foglio che quasi cadde dalle sue mani dalla tremante che si trovava lei stessa.

Juan riposò dai suoi propri colpi, ricevendo il foglio che Bianca gli dava. Che colpa aveva? Per caso... lei aveva a che vedere con i suoi errori del passato? La vide voltarsi di spalle, e scoppiare in un pianto ora che non la guardava più.

- Smettila di piangere. - le ordinò.
- Non risolverai niente con ciò. - Bianca fermò le lacrime anche dentro... preferiva morire. Senza bugie, preferiva l'uomo di ieri che voleva raggirarla. - Mentre più rapidamente usciamo da qui, più rapidamente te ne andrai da qui. - Bianca lo stette a sentire, non c'era niente che desiderava di più che andarsene da quel posto ora stesso. - E più rapidamente ti dimenticherai di me.

Lo disse senza sapere... che presto... quello sarebbe stato ciò che gli avrebbe fatto più male. Poiché il destino gli avrebbe giocato un brutto scherzo.

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