Sequestrata «25»

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Juan le strinse i fianchi, ora impossessandosi di tutto il suo corpo. La caricò soavemente, senza nessuno sforzo, per sdraiarla sul divano. La spogliò. Amava tanto farlo. Farlo a lei. Toglierle i vestiti con tanto desiderio. Toglierglieli tutti fino a vederla nuda come alcune ore fa... era bella e non poteva smettere di ammettere l'enorme voglia che aveva ancora per farla arrivare all'orgasmo. Bianca si incaricò di abbassargli i pantaloni con i piedi, sfiorando in incontabili occasioni il membro di Juan. Eretto. Pronto per lei. Per farla godere. Si sdraiò su di lei.

- Lo senti? - domandò lui. Il suo membro cresceva ogni volta di più, al punto di esplodere. Vedere Bianca nuda era meglio di qualsiasi altra cosa. Lo faceva diventare eretto. Eccitato. Con voglia di altro. Iniziò a strofinare il suo membro sulla sua femminilità, ancora senza contatto interiore. Bianca rileccò le labbra.

- Sì, sì... - rispose lei. - ancora... - chiese. Gli occhi di Juan si riempirono di piacere, lussuria pura. Sarebbe eiaculato lì stesso se non si metteva una volta per tutte nella sua fica.

- Ancora? - domandò lui, provocandola.

- Sì, ancora! - rispose Bianca.  A gridi. Lui sorrise.

- Te ne darò ancora.

E ciò fu la cosa seguente che fece. La investì con forza. Con tutte le sue fottute forze, facendo sì che lei gridasse dall'impatto.

- Oh...! Sì... sì... - gemette. Lui tornò a uscire. Le stava piacendo. Molto. Moltissimo. Perfetto. Ciò non bastava. Tornò a bombarla con forza. Bianca si afferrò alla sua schiena. Il pene di Juan era completamente dentro di lei, che perfino a lui sembrava difficile respirare. L'ascoltò gemere ancora un paio di volte. 'Così bambola, ti piace... ti piace lo so...' Il movimento si fece ogni volta più rapido. Oh sì. Le piaceva. L'afferrò dalle cosce e si concentrò nella sua seguente missione.

- Ci arriveremo questa volta, te lo prometto... - sussurrò lui. Bianca annuì, ancora stordita. Sentì come lui le stringeva le natiche mettendosi ancora nel suo stretto sesso.

- Juan! - gridò ora. Lui si eccitò ancora di più al sentirla gridare il suo nome. 'ARRIVA BIMBA...ANDIAMO, VIENI...VIENI PER ME.' Voleva vederla arrivare all'orgasmo, gridando fino a che la voce le sarebbe diventata roca. Fino a che non avrebbe sentito i fianchi.

- Così... andiamo... vieni bambola... - penetrò il suo corpo, usciva ed entrava con tanta facilità. Presto sarebbe stato lui colui che sarebbe venuto. E Bianca? Cazzo, ne aveva bisogno. La premette di più contro di lui. Mhh. Sì... odorava da lontano il bagnato che era lì dentro, il suo delizioso sesso era al punto di venire. Di darglielo tutto finalmente. Ancora una volta. La investì. Lei tornò a gridare, questa volta agitando i fianchi per far sì che lui la penetrasse ancora e ancora. Tutto con un buon ritmo, mentre lui la investiva, Bianca alzava i fianchi.

- Vieni.

Il sottile liquido di Bianca gli coprì il membro. Tutto. Si sentì libera. Respirò con tranquillità, mentre lui abbassava la velocità delle sue spinte.

- Oh Dio... - sussurrò lei. A fatica con un filo di voce.

E lui... lui si dedicò solo ad abbracciarla. La strinse forte. Finalmente era arrivato all'orgasmo con lei. Involontariamente le spostò i capelli dalla fronte e gliela baciò. Bianca liberò un sospiro esausta. Quello era stato differente. Non sapeva perché, però non era stata un'altra semplice scopata. Non aveva scopato ancora un'altra questa volta. Si era sentito diverso. Si era sentito come se in quella storia importassero solo loro due. Soli. E senza nessuna preoccupazione. Aveva sentito e ascoltato ogni gemito di lei, ogni parola, ogni respiro, ogni carezza... quella notte aveva sentito qualcos'altro. Non era mai arrivato all'orgasmo con una ragazza in quel modo. Non si era mai concesso tutto come in quella notte. Non si era mai concesso completamente ad una ragazza. A nessuna. Ed è che non aveva mai sentito quella necessità di avere qualcuno con sé tutto quel tempo, perché non aveva mai sentito di aver bisogno di una persona. Perché con il semplice fatto di avergli detto che voleva andarsene con lui, che con lui si sentiva diversa... lo aveva fatto agire. Gli era venuta una voglia immensa di dirle che anche lui voleva che se ne andassero insieme, passasse quello che passasse, perché non avrebbe mai permesso che nessun imbecille la toccasse. Perché Bianca era la sua ragazza. Perché Bianca era la sua sequestrata. Sua. E perché quella notte, aveva fatto l'amore con lei. E ciò significava solo una cosa.

Una cosa che doveva dirle quanto prima...

Sequestrata #1.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora