Canzone per il capitolo:
Te viví ft.Villamizar, Elvis Crespo
Bianca guardava dall'enorme finestra che si estendeva nell'appartamento di Juan. Era sola. A quanto pare lui se ne era andato da diverse ore... dove andava ogni mattina? Se lo domandava subito. Quella mattina si era svegliata in un altro modo. Più felice. Senza voglia di litigare. Era un'altra definitivamente.
Con solo mettersi a ricordare... com'era stata la notte... con solo mettersi a pensare... come l'aveva trattata Juan... le si rizzava la pelle completamente. Era stato diverso dalla prima volta che fecero sesso. Lo aveva sentito più dolce. Come se non provenisse da lui, o come se arrivasse da un Juan che solo lei poteva arrivare a conoscere. Era possibile? O se lo stava solo immaginando... Cazzo, tutto questo le stava facendo tremare lo stomaco, farle venire la pelle d'oca, al solo pensare che Juan potesse sentire qualcos'altro.
Qualcuno bussò alla porta dell'appartamento con forza.
- Apri la porta! - gridarono da fuori. A Bianca le si raffreddò il sangue. - È la polizia degli Stati Uniti, aprite la porta! - le tornarono a gridare. Gli occhi di Bianca si aprirono, attonita, deglutì...
Chi lo stava dicendo? Giorni fa sarebbe morta per andarsene da lì, perché l'avrebbero trovata, per non tornare a vederlo più. E ora desiderava il contrario.
Il poliziotto iniziò a colpire la porta. Due. Tre. Quattro volte. Il legno massiccio di questa, iniziò a spezzarsi nel bel mezzo.
All'improvviso lei non era più sola in quell'appartamento, se non che dieci uomini, con armi sulle spalle, le puntavano il viso.
- Bianca...- sussurrò uno dei poliziotti. A quanto pare, chi portava a carico il caso della sua ricerca - non muoverti.
- Non c'è nessuno qui. - mormorò lei. E apprezzò molto che Juan non ci fosse in quel momento.
- Dov'è Londoño? - domandò l'ufficiale. Gli altri ufficiali abbassarono la guardia che lui non fosse con lei.
- Non lo so... io... non so niente di lui... - insistette Bianca. E non gli avrebbe detto altro. Dunque non avrebbe denunciato Juan. Mai. Non dopo quello che avevano passato. Di tante cose che per le piccole che erano state, a lei le sembravano speciali.
- Non dirai niente? - tornò a domandarle l'ufficiale. - Noi siamo i buoni... ti aiuteremo, non sai com'è preoccupata tutta la tua famiglia per te... ci hai pensato?
- Io non so niente di Juan. - Bianca lo guardò negli occhi. Il poliziotto iniziava a incazzarsi. Fece alcuni segnali agli altri ufficiali, questi si collocarono strategicamente alla finestra e altri alla porta.
- Lo difenderai Bianca? Difenderai questo imbecille che ti ha sequestrato più di una settimana fa... e che pianifica di ucciderti?
Bianca stette in silenzio. “No Bianca, tu fidati di lui... fidati di Juan...”
- Accidenti, accidenti... vedo che questo tipaccio è stato intelligente questa volta. - le disse l'ufficiale.
- Tanto che sei perfino arrivata a credergli...
Una piccola ondata di tensione passò per il suo corpo. Quel fottuto ufficiale sembrava conoscere Juan in un modo incredibile.
- Bene. Non sai niente?
- No...
- Si, chiaro... chiaro. - la guardò male. D'accordo. Non avrebbe collaborato. Però al meno si sarebbe resa conto di chi fosse realmente Juan Luis Londoño. Chi fosse l'uomo di cui si era innamorata. - Parleremo... e dopo questo... mi dirai se continui a fidarti tanto di lui.
***
Gli occhi li aveva umidi. Il suo cuore era spezzato. Aveva bisogno di gridare. In tutto questo si sentiva come una stupida. Una in più del montone. Un'altra sequestrata che Juan aveva innamorato. Che aveva fatto perdere la testa e che finalmente sarebbe finita morta in qualche angolo del mondo. Dimenticata. Era questo quello che in realtà significava per lui. Un'altra in più? No! No! Merda... si sarebbe messa a piangere.
L'ufficiale le mostrò un'altra foto. Una foto in più. Un'altra sequestrata. Un'altra storia. Un'altra avventura.
- Basta. - gli fece segno lei. Sul punto di scoppiare a piangere. Aveva un nodo molto grande nella gola. - L'ho capito d'accordo? Non mi interessa chi altro abbia ucciso Juan... fa lo stesso... vi giuro che non so dove può essere in questo momento.
- E noi ci fidiamo di te. - l'ufficiale cercò di avvicinarsi a lei. - Lo prenderemo in ogni modo.
“Ti odio...” Bianca ricordò queste parole nella sua mente. Quanto le sarebbe piaciuto ascoltarle in quello stesso istante. Odiarlo... odiarlo moltissimo... per odiarlo così più velocemente. Com'è che era stata così scema da innamorarsi di lui? Sì, innamorarsi. Perché ora lo stava notando. Era totalmente innamorata di Juan.
****
Juan corse fino all'edificio. Aveva fatto tardi. Bianca sicuramente era già sveglia, con la voglia di fare colazione, con la voglia di vederlo... “Di vedermi?” rise da solo in mezzo alla strada. “Le sarò mancato? Sicuramente sì.” “Sto già arrivando bella...” sussurrò nella sua mente. “per dirti tutto.”
Volle girare l'angolo per arrivare al suo vecchio edificio, allora fu quando intravide che tutto l'angolo era pieno di automobili blindati. Gente che veniva interrogata.
Merda... pensò. Si allontanò dal cammino. Lo avevano trovato. Avevano trovato la sua fermata... la sua e quella di Bianca.
“Bianca...” pensò. Cazzo... “Sei lì dentro...”
E seppe che aveva solo due opzioni. Continuare, e scomparire con i soldi della sua sequestrata, o restare... restare e non permettere che nessuno gli togliesse Bianca. La sua Bianca. Di lui. Perché così lo sentiva.
“Andiamo Londoño, pensa... pensa a qualcosa per cacciarla da lì... non lasciarla... tu... tu... la ami.”
Pasaste por mi vida,
también por mi corazón
pasaste por mi cuerpo
y me dejaste un buen sabor
y aunque ya no estabas ahí,
yo te ví, yo te ví, yo te ví
yo te viví, aunque ya no estabas ahí
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Sequestrata #1.
Chick-LitQuando Juan Luis Londoño Arias, uno dei criminali più ricercati a Medellín e in tutto il mondo, è convocato per il sequestro di cinque ragazze milionarie a Las Vegas, non dubita neanche un secondo per accettare l'offerta. Ciò che non ha calcolato...
