"Sono qui da esattamente tre giorni. E continuo a farmi la stessa domanda... quando è che mi lascerà libera? Non lo so... non lo saprò, se non stessi scrivendo questo, nel caso qualcuno mi trovi un giorno... e forse vorrà sapere sulle ultime cose che feci negli ultimi giorni di vita... nel caso dovessi morire... nel caso lui mi tolga la vita... che ne so io, non so più cosa sperare. Non da lui. Cosa faresti tu? Se fossi qui... al posto mio... sequestrata..."
Lasciò la matita e il foglio sotto le lenzuola, per poi ritornare alla piccola sala. Voleva solo esprimersi un po'. Non vedeva il senso delle cose. Juan era già da più di due ore in strada. Quel giorno avrebbe ritirato un'altra volta i soldi. Di quel passo, avrebbe finito subito di ritirare tutti i suoi soldi. Cos'altro le importava. L'unica cosa che le importava in quell'istante era andarsene. Lasciarlo.
Non tornare a vederlo, mai più se era possibile. Trasferirsi. Dimenticarsi di tutto ciò che stava vivendo... ma... allora, una lieve ondata di sentimento si aprì nel suo stomaco. Davvero voleva dimenticarsi di tutto questo? Sì. Voleva. E perché lo dubitava? Che motivo aveva per iniziare a metterlo in dubbio? “No Bianca”, si disse a sé stessa, chiudendo gli occhi, si conosceva perfettamente, e conosceva ogni sintomo quando sentiva che iniziava a...
Juan aprì la porta dell'appartamento. La chiuse subito. Si fermò per un momento prima di voltarsi. Non voleva parlare, non ne aveva voglia, e Bianca seppe perché quando lo vide voltarsi. Con la mandibola gonfia e leggermente viola. Colpito. Il suo cuore si contrasse subito al vederlo così, i suoi occhi lo osservarono spaventati, le faceva male... e non sapeva perché... le faceva male vederlo così.
- Juan...
- Lasciami, sto bene...
- Dio mio, cosa ti hanno fatto? - corse subito verso lui. Prima, prese ciò che era più vicino alle sue mani. Un fazzoletto steso sul tavolo. Provò a passarlo sul mento di lui. Juan chiuse gli occhi, negando con la testa.
- Sto bene... - sussurrò.
- Non hai bisogno di fare il forte con me. - gli disse lei. Con un grazioso sorriso sulle labbra, che lo tranquillizzò nel più profondo. Anche Juan sorrise, senza sapere perché, lo fece soltanto. Bianca andò fino alla cappa della cucina, spremette il fazzoletto di lana, e tornò verso lui.
- Sei molto gonfio.
- Sono stato peggio.
- Cosa ti hanno fatto?
- Davvero ti importa?
- Non vuoi litigare con me, vero? Sto cercando di rimediare...
- Lo dico seriamente, ti importa? - sentì le sue mani sfiorargli il mento. Un contatto che aveva sentito nel più profondo. Si bagnò le labbra, molto vicine a quelle di lei, di nuovo... maledetto sentimento... che bello che era poter odorarla a poca distanza.
- Sì... - gli rispose lei. Dal profondo. Aldilà del rancore che si tenevano. Le importava. Sì e tanto.
- Dunque lo sai, mi hanno picchiato.
- Chi?
- Un figlio di puttana... - Bianca lo guardò male. Il fazzoletto diventò freddo. Finì di passarlo per il suo mento. Almeno ciò lo avrebbe aiutato in qualcosa.
- Dunque questo figlio di puttana ti ha spappolato.
- Loro sono rimasti peggio.
- Chi è stato? - gli disse veramente preoccupata. Collocò le sue braccia sulla sua vita sottile, era davvero graziosa. L'enorme felpa che Juan le aveva comprato le andava fino a un po' più giù delle ginocchia, perciò non usava pantaloni.
- Un imbecille. Uno di quelli che ha preso una delle tue migliori amiche...
A Bianca le venne un brivido. Ricordare quella scena... le rizzava completamente la pelle.
- Non credo che tu voglia ascoltare questo. - Juan camminò fino alla stanza. Separandosi da lei.
- Dimmelo.
- Sei così testarda... - borbottò lui.
- Non ho nulla da perdere.
- Vuoi ascoltare la verità? - le domandò. Freddo di nuovo. Bianca lo faceva uscire dai gangheri. Lei annuì.
- Hanno ucciso tre delle tue amiche. - le disse senza scrupoli. Si aprì un silenzio tra i due. Gli occhi di Bianca si inumidirono completamente, le mancava solo chiuderli per completare il suo pianto. Il corpo le si indebolì. Sostenendosi solo per lo sguardo di Juan. L'avrebbe uccisa... si mancava solo lei... - E sai? Manchi solo tu ed un'altra... - le lacrime di Bianca si fecero interminabili. Un'altra volta spaventata, le sue mani iniziarono a sudare. I suoi occhi si fecero piccoli.
- la differenza è che io non penso di farti niente.
STAI LEGGENDO
Sequestrata #1.
ChickLitQuando Juan Luis Londoño Arias, uno dei criminali più ricercati a Medellín e in tutto il mondo, è convocato per il sequestro di cinque ragazze milionarie a Las Vegas, non dubita neanche un secondo per accettare l'offerta. Ciò che non ha calcolato...
