Capitolo 18

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Restarono così, immobili, senza abbassare le armi. Occhi fissi l’uno nell’altro pronti a leggervi le intenzioni ma riuscendo solo a perdersi nei ricordi. Non poteva finire tutto così! Il passato avrà voluto dire qualcosa…

“Non posso farlo” disse Magnus lasciando cadere la pistola per terra.

Alec spalancò gli occhi stupito dal suo gesto, ma non smise di puntare
“Dai coraggio fallo” disse con voce tremante e con occhi umidi.

Magnus leggendovi la resa, avanzò abbassando la mano armata di Alec che cadde a terra senza nessuna opposizione.
Senza fermarsi a ragionare, lo prese dalla vita e lo attirò a sé unendo le loro labbra per un bacio. Tutta la tensione che si era creata in quella giornata si sciolse concentrandosi nella carica vitale di quel bacio screziato d’infinite sfumature, esploratore, appassionato, raccontava di loro e i sentimenti che provavano l’uno per l’altro. La gioia di essersi trovati, il desiderio di far star bene l’altro e di avere sempre di più, anche se ciò li avrebbe portati all’”inferno”.

Il bacio divenne più intenso, Magnus avvivinò Alec non soppportando la già minima distanza che c’era tra i loro corpi. A quella pressione il moro intrecciò le dita nei capelli di Magnus assecondando i suoi movimenti. La fusione era perfetta, erano come due metà perfettamente combacianti che finalmente si erano riunite. Alec morse il labbro inferiore chiedendo con delicatezza accesso alla sua bocca ma Magnus non aveva alcuna intenzione di lasciar condurre il più giovane, gliela negò ribaltando la richiesta. Alec però conosceva i suoi punti deboli e dopo aver fatto pressione nei punti giusti, letteralmente e figuratamente, ricevette in cambio la resa del più grande il quale lo lasciò fare beandosi della sensazione piacevole.
Magnus partì all'attacco lasciando una scia di baci sul collo del suo Angelo che gemette di piacere inclinando la testa di lato per dare migliore accesso al suo punto più sensibile. Preso dalla foga del momento Magnus lo spinse contro il muro faccendo cadere i quadri appesi, ma nessuno dei due ci badò. Alec afferrò la cravatta allentata di Magnus tirandolo a sé. Sentendo il corpo di lui irrigidirsi, si fermò osservandolo con sguardo interrogativo
"Hai intenzione di colpirmi di nuovo?" rispose Magnus alludendo allo scontro di prima

"Certo che sì, ma con qualcosa di più morbido e piacevole" si giustifico Alec finedo il gesto iniziato poco prima, con un bacio ancora più intenso e passionale non proprio casto...

Senza mai smettere di baciarlo, Alec reagì al colpo subito spingendolo a sua volta contro il muro opposto del corridoio peccato ci fosse lo specchio di mezzo il quale andò in frantumi. Con tocco delicato cominciò a sbottonargli la camicia solleticandogli sapuentemente la pelle scoperta del petto. Magnus si spostò leggermente così che le loro labbra si sfiorassero appena, sussurrò
"Adesso con questi sette anni di sfortuna, cosa facciamo?"

"Se ti preoccupa tanto posso fermarmi qui...." ribattè Alec cominciando a baciarlo sul collo e continuando a sbottonare la camicia molto lentamente, sfidandolo. Magnus capendo l'intenzione dell'altro lo risbattè contro il muro

"Guai a te se lo fai!" disse sbottonando con impazienza la camicia del ragazzo dagli occhi nocciola. Non riuscendo a togliere i bottoni dagli occhielli, abbandonò la delicatezza e li fece uscire con la forza facendoli saltare, si sparpogliarono sul pavimento tintinnando. Alec lo guardò con un sorrisetto furbo sulle labbra. Gli piaceva questo suo lato impaziente. Era come se fosse la loro prima volta. Non si erano mai lasciati andare veramente, adesso avevano la possibilità di mostrare il loro vero volto cosa che ovviamente li rendeva ancora più affascinanti l'uno agli occhi dell'altro.

Si lasciarono i vestiti alle spalle come briciole di pane lungo il percorso intrapreso, sempre uno avvinghiato all'altro verso la cucina dove Magnus posò Alec sul bancone,
"Tutto qui quello che sai fare?!?!" disse l'"archeologo" con un sorriso di sfida. Stava deliberatamente provocando suo marito, con passo delicato si issò sul bancone incastrando il più piccolo sotto il suo corpo. Si sollevò di più sui gomiti staccando le loro labbra.

"Questo è solo l'inizio, dolcezza" gli sussurrò nell'orecchio, mordicchiandogli il lobo. Scese con le labbra sul collo pallido, lasciando segni rossi qua e là. Con tocco delicato cominciò, partendo dal collo a seguire con le dita le linee delicate del petto, gli addominali, sentiva la pelle del suo uomo fremere ad ogni suo movimento, fino all'elastico delle mutande dentro le quali si poteva chiaramente vedere una certa reazione di approvazione... Risalì senza andare oltre, ricevette in cambio uno sbuffo infastidito contro le labbra e senza vederlo anche un'occhiata fulminate. Fece una mezza risata divertito dalla reazione poco trattenuta del marito. Tornò a riunirsi con quelle labbra perfette teneramente arrossate e gonfie per i baci, in un bacio feroce, senza lasciare all'altro il tempo di respirare come se fosse la cosa meno importante a cui pensare.

Dopo essersi tolti i restanti pochi indumemti che ancora indossavano si stavano beando del piacere del tocco dell'altro quando furono interrotti da un suono alquanto irritante che ignorarono con maestria continuando come se niente fosse ma, quando la seconda volta, si fece più insistente riconobbero in quel suono seccante il campanello della porta. Si separarono maledicendo quel rumore e chi lo aveva causato.
Alec sbuffò infastidito, voleva andare a uccidere chiunque aveva osato interromperli. Cercò di alzarsi ma Magnus, che era ancora sopra di lui, glielo impedì. Non intendeva lasciarlo andare così facilmente. Alec prese fra le mani la faccia di Magnus per riunire le loro labra. Sapeva che lo avrebbe fatto distrarre e infatti, si svincolo con facilità dalla sua presa per prendere i pantaloni.
Magnus contrariato dalla fregatura, con scatto felino lo afferrò per il polso e lo frecce girare come un ballerino sulla pista da ballo facendolo finire tra le sue braccia lasciandogli un bacio casto e mordendogli il labbro. Soddisfatto dalla sua "vendeta" lo lasciò andare ad aprire.

Mentre Alec si dirigeva verso la porta si sentì colpire alla nuca. Magnus gli aveva lasciato i pantaloni

"Copriti!!... Il lusso di vederti nudo è riservato solamente al sottoscritto!" disse Magnus fingendosi contrariato distendendo poi le labbra in un sorriso sghembo.

Alec infilandosi i pantaloni era diventato rosso come un pomodoro.
Spalancò la porta con fastidio pronto ad aggredire il disturbatore. Quando incontrò lo sguardo imbarazzato dei Garraway, li salutò sorridendo

"Hei, è successo qualcosa?"

Vide dietro di loro due poliziotti cambiare espressione dall'infastidito al divertito, vedendo il ragazzo che aveva aperto la porta, in pantaloni, spettinato, rosso in viso, con dubbie macchiette rosse sparse un po' ovunque sulla palle scoperta e anche sudaticcio, dalla chiamata in piena notte ricevuta da dei vicini a quanto pare infastidite dal "troppo chiasso" prodotto da due persone che... facevano ehm cose da adulti.
Fu il signor Garraway a parlare

"Ci sono dei problemi? Si sono..."
Si interruppe quando la porta si aprì completamente mostrando l'interno e quanto restava dei mobili, e la figura di Magnus che spuntava da dietro suo marito, indossando solo i boxer tutto sudato e i capelli completamente arrufatti con un sorrisetto di falsa vergogna, perché era stato colto sul fatto.

"Hey, vicino come va? Ci sono state delle lamentele?" disse ancora con quel sorriso, vedendo le facce imbarazzate dei presenti. Faticava a trattenersi

"O... si,  scusate pensavamo ci fossero dei guai, si sentivano forti rumori." disse la signora Garraway sorridendo nervosamente, interrompendo quel silenzio imbarazzante che si era creato.

"Scusate, ma a Magnus è venuta voglia di cambiare tutto in casa" disse Alec mettendosi la mano fra i capelli e girandosi verso Magnus che stava trattenendo una risata, quasi a cercare conferma delle sue parole. Insomma sembravano una coppia normale che non voleva ammettere ciò che stavano facendo per pudore nei confronti dei vicini. I Garraway e i due poliziotti li guardarano con confusione e non dissero niente. Si causarono per l'interruzione, salutarono e se ne andarono. Quando le loro ombre sparirono, Magnus e Alec cominciarono a ridere per la paradossale situazione appena successa.
Magnus chiuse la porta e si voltò verso il suo amore che lo stava osservando con un sorrisino malizioso

"Ti piace ciò che vedi?" disse Magnus allargando le braccia e facendo una giravolta per farsi ammirare meglio in tutto il suo splendore. Alec incrociò le braccia al petto e battendosi l'indice della mano destra sul labbro, pensoso rispose
"Forse..." Magnus seguì incantato il movimento del suo indice, avrebbe voluto essere al suo posto baciando quelle labbra perfette, gli si avvicinò e lo prese dalla vita

"Dove eravamo rimasti?!... Oh, adesso ricordo" disse Magnus unendo le loro labbra.

La notte la passarono "coccolandosi" prima sul bancone della cucina e poi in altri luoghi inusuali.




Mi sono fatta perdonare?

Mr. & Mr. Lightwood-Bane // MalecLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora